Parla Stefano Gandolfi. Alla sua destra, Massimiliano Franzoni, capogruppo di Città aperta in consiglio comunale. L’altro è Corrado Lori, segretario della formazione politica borghigiana.
di George Clifford
È sabato 7 febbraio, sant’Eugenio. L’appuntamento è, anche se piove, al Ridotto del teatro Magnani di Fidenza, alle ore 17, per la presentazione delle «Linee - guida per il mandato amministrativo 2009-2014» di Città aperta.
Le due pagine, a disposizione di tutti all’ingresso del Ridotto, contengono, in quindici perle, il programma elettorale di Città aperta e ci raccontano da subito che la lista civica fidentina si appresta a correre alle amministrative del prossimo 6 giugno per il rinnovo del Consiglio Comunale e per l’elezione del nuovo sindaco di Fidenza. Anzi, già dal titolo «Linee - guida per il mandato amministrativo 2009-2014», si capisce che Città Aperta si prepara a governare, non soltanto a partecipare. Il programma è tutto condivisibile e, per quanto mi sforzi, non riesco a trovare un punto con il quale non sono d’accordo. Nessun proclama ideologico. Nessuna concessione a quella cultura televisiva per me insopportabile. Bravi. Un po’ sognatori, ma bravi.
Anche quello che comunica Corrado Lori, non appena l’ultimo ritardatario si è seduto, è completamente condivisibile: «siamo a favore delle primarie di coalizione e lo eravamo ad ottobre – novembre, in tempi non sospetti. Con le primarie di coalizione si faceva chiarezza almeno su quale sarebbe stata la coalizione che andrà a governare Fidenza. Per la prima volta dal dopoguerra l’esito è incerto; le primarie di coalizione avrebbero fatto venir fuori i programmi; noi non siamo mai stati ultimativi (ha detto proprio così, ndr) ma dobbiamo prendere atto che siamo già al 7 di febbraio e nulla è ancora chiaro. Fateci una proposta forte, perché potrebbe anche essere che non sarà più possibile questa coalizione (cioè quella che sta governando Fidenza adesso, ndr), noi, per esempio, potremmo andare anche da soli. Da questo dibattito i contenuti sono scomparsi: si parla solo di nomi. Noi siamo qui per parlare di contenuti, di cosa vogliamo fare nei prossimi cinque anni. Città aperta ha sempre fatto del confronto la propria ragione d’essere».
In sala, ad ascoltare questa diplomatica ma ferma accusa al Partito democratico, l’accusa d’aver fatto scelte sbagliate e d’aver inutilmente perso del tempo in una lotta che, all’esterno appare per quello che probabilmente è, cioè una lotta di potere tra persone, c’è la responsabile di Fidenza del Partito democratico, Gabriella Bussandri, ed altri che nel PD hanno un peso specifico rilevante. Ci sono anche i rappresentati di Sinistra per Fidenza e dell’Italia dei Valori, cioè degli altri partiti che faranno parte della coalizione di centrosinistra e che dal Partito democratico invocano una scelta rapidissima sul candidato sindaco.
Stefano Gandolfi e Massimiliano Franzoni, rispettivamente assessore e consigliere nell’attuale «mandato Cerri», ricordano e spiegano alcune scelte amministrative che li hanno visti coinvolti. Aggiungono anche alcuni particolari non detti in alcuni dei passi del programma per i prossimi cinque anni.
Si vede e si sente che Città aperta è più unita che mai, pronta ad approfittare delle debolezze del Partito democratico. La bacchettata di Città aperta al Partito democratico si percepisce chiaramente: «Voi del Partito democratico, sono mesi che parlate solo di nomi da contrapporre ad altri nomi, che non scegliete il candidato sindaco, che non parlate di come governerete nei prossimi cinque anni. Noi siamo diversi, noi parliamo di contenuti e non di nomi».
Come dargli torto? Città aperta continua a piacere perché è la faccia presentabile della «giunta Cerri», ma quanto potrà durare questo stato di grazia? Fino a quando potrà parlare dell’operato di quella giunta come non fosse anch’essa coinvolta nelle sue (della «Giunta Cerri») scelte infelici?
Un momento interessate dell’incontro con Città aperta è stato lo scambio di opinioni avvenuto davanti a tutti tra Francesco Ghisoni, già vicesindaco nella Giunta Tedeschi e ora una dei fondatori del Partito democratico e Gianluigi Negri, il corrispondente di Fidenza della Gazzetta di Parma. Il giornalista aveva, qualche minuto prima, criticato i partiti: «Momenti di incontro come questi sono sempre più rari; adesso tutto avviene con i comunicati. Girano solo comunicati da parte dei partiti». Francesco Ghisoni rimprovera con una certa decisione Gianluigi Negri: «Chi racconta i fatti ha molta responsabilità. È importante che vengano riportati i fatti, non le impressioni personali del giornalista». Alle proteste del giornalista, l’ex vicesindaco ribadisce: «Volevo far considerare solo un aspetto che, purtroppo, lei Gianluigi Negri, non ha colto».
Chi avrà ragione: il giornalista che prepara le sue cronache politiche per non dispiacere troppo al proprio editore oppure un «pezzo grosso» del Partito democratico di Fidenza che quelle cronache politiche non le gradisce proprio?