RICICLAGGI


Ma va là, city manager

 

Il Quarto Stato avanza sulla strada che unisce Fidenza Salsomaggiore. Al centro, con la fascia blu, il potente presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli, affiancato da Giuseppe Cerri (a sinistra) e Massimo Tedeschi. In secondo piano (da sinistra), Alfredo Peri e Sergio Varani. Andrea Massari è sull’estrema destra, quasi tagliato fuori dalla foto.

 

Sono seduto in un antico ed elegante caffè di Salsomaggiore con qualcuno che mastica di politica locale e ha ricoperto cariche pubbliche in epoche non remote. Si parla degli scempi commessi dalla giunta locale e dei molti che potrebbe ancora compiere.
Si vaticina sul futuro del sindaco Massimo Tedeschi in precario equilibrio sull’orlo di una maggioranza in cui il suo compagno di partito e presidente della Provincia avrebbe collocato cariche esplosive pronte a brillare al momento giusto. «Uno dei congiurati è Benvenuti di Rifondazione», mi dicono. Famiglia nota sia per l’attività alberghiera, sia per il lignaggio comunista. Mi fanno altri nomi, ma ho smarrito il foglietto su cui li avevo annotati (tranquilli, prima o poi lo ritroverò).
Ci si preoccupa, umanamente parlando, dell’avvenire del primo cittadino alla cui scadenza mancano soltanto due anni e due mesi. Troppi per la pazienza dei salsesi, troppo pochi per le tante opere che rischiano di restare incompiute, quelle di cui va cianciando fin dal momento in cui si è insediato: il Wto, che nessuno ha capito bene che cosa sia e a che cosa serva, ma comporterà certamente una nuova colata di cemento; la Gardaland delle acque; il rifacimento del piazzale davanti al Berzieri; l’abbattimento della Bertanella per far posto a un supermercato e a nuove case; le centouno villette del campo di golf e forse mi sto scordando qualcuna delle tante iniziative edilizie di cui ci rende edotto ogni giorno da giornali e giornalini.
Esclusa la riconferma del Tedeschi invasore, i miei interlocutori, brontoloni di sinistra ma fedeli alla linea, paventano l’interruzione traumatica del mandato e con ciò la gravidanza dei manufatti tedeschiani.
Pazienza per il fallimento politico, ma che sarà di lui, professionalmente parlando? «Non lo sai? Se Giuseppe Cerri tornerà sul suo scranno di sindaco a Fidenza lo prenderà al suo fianco come city manager». Ma come? «Ma sì, dai, lo sanno tutti». Mi si gela il sangue nelle vene. Ci sarà mai fine a questa estenuante spola tra Salso e Fidenza, rimbalzo che procura danni a entrambi?
Prendo il toro per le corna. Telefono a Giuseppe Cerri. Nessuna risposta. Gli mando un sms chiedendogli conferma della fondatezza della ferale notizia. Tempo cinque minuti, mi richiama. Che fatica, che noia, che strazio deve essere per lui rispondere anche allo scemo del villaggio. Ma è la politica, te la sei voluta. È la stampa, bellezza, e allora dai, togliamoci anche questo moscerino di torno.
Com’è suo costume, smentisce ridendo. Dice che è una barzelletta. Se lo è, fa ridere solo lui. E poi con la lista che sta buttando in piedi, con i condizionamenti di cui è oggetto, con tutte queste falene che gli ruotano intorno, ho l’impressione che non potrà opporsi più di tanto a chi deciderà dove mandare al confino Tedeschi dopo la prevista débâcle. Come potrà dire di no a quel Vincenzo Bernazzoli che si sta facendo non pochi nemici nell’aiutarlo a riprendersi il posto che fu suo fino a un mese fa? I favori si pagano e, a volte, senza chiedere anticipatamente il prezzo. Possibile che non sappia. 
Domanda da idiota totale: ma Tedeschi non era l’ingegnere capo del comune di Salsomaggiore? Il posto, per quanto raffreddato da un’aspettativa lunga vent’anni o poco meno non dovrebbe averglielo portato via nessuno. Mai pensato di riprenderselo?
Mentre pago le consumazioni, mi vengono a dire che è crollato il controsoffitto dell’appena ristrutturato Teatro Nuovo, vanto dell’amministrazione Tedeschi. Annullato il concerto di Nek. Poco male. Molto male per Tedeschi. Ma non del tutto. Gli è caduta in testa una nuova tegola, politicamente parlando, ma, se credesse ai segni del destino, tipo «in hoc signo vinces», dovrebbe dedurne che è giunta l’ora di tornare al suo posto all’Ufficio Tecnico comunale. Sempre meglio sia occupato da un ingegnere civile esperto di statica che da un ingegnere  meccanico.
Sì, nel volgere di pochi minuti ho visto l’avvenire scivoloso del periclitante sindaco passare dal buio pesto alla promessa di un’alba radiosa. Purché uno creda ai segni premonitori.


(i. s.)

 

 

Pubblicato il 24 marzo 2009

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