Venerdì pomeriggio, quando ho telefonato a Stefano Tanzi per chiedere conferma della voce sulla candidatura di Mario Cantini, il capogruppo di Forza Italia-Pdl in consiglio comunale era nervoso e mi ha risposto piccato: «Che cosa c’è che non va?».
Deve averne incassate altre di domande simili, contraddistinte da incredulità e stupore, forse condite di sarcasmi, se domenica 18 si è preso la briga di confermare, dalle colonne della Gazzetta di Parma, che «Cantini sindaco» è «un’ipotesi credibile, seria e responsabile». Affermazione contraddetta qualche riga sotto quando Tanzi dice che «la città ha bisogno di scelte programmatiche e uomini nuovi». Scelte programmatiche vuol dire tutto e niente, anche l’amministrazione precedente ha fatto scelte programmatiche, il punto è semmai quali scelte, ma sull’uomo nuovo c’è proprio da spanciarsi dal ridere.
A meno che per nuovo non si intenda qualcosa come riciclato o ricoperto, come un copertone. Quando giocava a pallone, nel ruolo di ala sinistra, Mario non era un granché. Vuoi vedere che come ala destra gli riesce meglio?
Poi Tanzi insiste asserendo che Cantini è «una personalità della società civile di provata capacità amministrativa e manageriale in grado di attuare» i programmi decisi dal partito. Ah, ecco. La solita solfa: l’azienda Fidenza, che non deve essere molto diversa dall’azienda Usl, il tecnico dai poteri taumaturgici e via discorrendo.
Caro Tanzi, si vede bene che cercando di convincere noi cerchi da mandare giù una scelta che ti hanno imposto. Però, sii un po’ più moderato in questo tuo sforzo di contarcela perché te l’hanno contata. Non prendertela se qualcuno ti dice che Luigi Giuseppe Villani ha bisogno di una testa di ponte nell’ospedale di Vaio e Mario Cantini è un bravo ufficiale del Genio pontieri. Mica si può essere tutti liberi e selvaggi. Però non spacciare l’usato (sicuro?) per il nuovo che luccica. Ci fai la figura del venditore di macchine usate, per conto terzi. Un ruolo che non ti si addice. Raccoglieresti più voti tu, lo sappiamo bene tutti, ma il tuo difetto è che lavori nel privato. Là dove non ci sono poteri pubblici da spartirsi. Non sei una testa di ponte.
Ps. Caro Tanzi, visto che ti piace fare lo gnorri e fingere di non sapere che cosa vuol dire «società civile», sappi che lo sei più tu, esponente della società civile, con la tua Carovana della fantasia, che non il protegé (absit iniuria verbis) del Capo. Sei troppo disciplinato, Stefano. Libero di esserlo. Però non prenderci per fessi. Conosciamo Mario Cantini da quando tu ancora non eri nato. Un altro frammento della deflagrata Casa comunista che inceppa gli ingranaggi della società civile. Pazienza. Resta una domanda: perché i loro problemi, professionali eccetera, devono ricadere sulle nostre spalle e nelle nostre schede?
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