di Mara Meo – foto di Marco Gambazza
«La crisi non sta nella sfida che vede Cerri contro Antonini ma è in atto un conflitto tra metodi nuovi e logiche vecchie, di chi vuole mettersi in gioco poco». Tanto ha dichiarato a un giornale locale quella Gabriella Bussandri che, a detta della stessa articolista, si è mostrata riluttante a parlare temendo che nuove dichiarazioni «possano pregiudicare il difficile lavoro di mediazione che sta portando avanti».
Accipicchia! E se si fosse sbottonata che cosa sarebbe successo? Vi pare prudente che la responsabile di un partito pericolosamente sull’orlo della scissione (a livello nazionale!) non trovi di meglio che sottolineare gli abissi tra il nuovo (che avanza, naturalmente) e il vecchio (che deve arretrare, va da sé)?
Forse senza rendersene costo, Lella fa capire da che parte sta e con chi sta. Sta con il nuovo. Che è naturalmente di una certa provenienza e che dice cose nuove, del tipo: voglio le primarie, le voglio, le voglio, ecco! Il nuovo ha sempre meno anni del vecchio, è evidente. Il nuovo è positivo in sé e per sé. E per chi non lo avesse capito, aggiunge una tiratina d’orecchi per quel discolo di Giuseppe. Lo invita a tornare al suo posto. «La scuola sta vivendo un momento particolare e non è opportuno lasciare andare tutto alla deriva». È da quarantuno anni che «la scuola sta vivendo un momento particolare». Da prima che Lella nascesse e Beppe amministrasse.
Ci sarebbe da sghignazzare per questa sfilza di gaffe della mediatrice, se non ci fosse da mettersi le mani nei capelli per il livello in cui è precipitata la riservatezza che fu un tempo del Pci. Si parla quando si ha qualcosa da dire e si sa come dirlo. Quella comunicativa, scarna e guardinga, si è ridotta nella sua parodia. Nella pretesa di nascondersi dietro un dito, nella prosa da volantini ciclostilati, nelle formule da comunicato ufficiale al posto dei pensieri fatti in casa con la propria testa ed espressi in un linguaggio chiaro agli elettori.
Lella, come la vispa Teresa, conserva comunque un briciolo di poesia e dice «gioco» che fa rima con « poco». Merita perciò che le risponda per le rime: benvenuta trinariciuta. Sebben che sono donne…
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