di Mara Meo
Quanti riti propiziatori e inaugurazioni e ceri votivi restano a Paolo Antonini da qui alle elezioni?
Di sicuro inaugurerà i Giorni della Merla a fine gennaio e l’apparizione dei primi bucaneve subito dopo.
Il martedì grasso, benedirà la posa di una targa alla memoria dei pajòn caduti nell’adempimento del loro carnascialesco dovere.
Seguiranno saluti di benvenuto alla Pasqua, sedute solenni del consiglio comunale in onore del ritorno delle rondini e in memoria della caducità dei fiori di pesco, un esorcismo per il completamento del tunnel della stazione ferroviaria e il revival della festa di San Giuseppe con la mobilitazione della classe 1949 che farà esplodere una salva di spari con potasse e carburo.
Non appena l’aria si sarà intiepidita, il vicesindaco con aspirazioni di avanzamento di carriera nel medesimo ramo, assisterà alla messa a dimora di tronchetti della felicità e alberi del pane nel bosco urbano, all’inseminazione delle acque della fontana di piazza Garibaldi con fiori di loto non commestibili e alla prova di abilità nella demolizione di due villini Liberty con il solo aiuto dei piedi e delle mani nude.
Il giorno della festa del papà farà il nodo alla cravatta candidata a battere il record di cravatta più lunga del mondo, confezionata dal sarto napoletano Marinella su raccomandazione dei compagni di partito Bassolino e Iervolino. In questo modo il sindaco in doppio pectore aspira alla conquista di un posto al sole anche nel Guinness dei primati. La performance e l’omologazione del risultato daranno diritto a Borgo San Donnino di fregiarsi di una nuova targa da apporre all’ingresso della città, precisamente ai graticci della rotonda dell’ex Autotel all’uopo pensati e predisposti.
Il giorno della festa della mamma, Antonini, che nel frattempo sarà diventato nonno, dirigerà il coro delle happy housewifes con il maggiore numero di ore passate davanti alle tivù berlusconiane. Programma del concerto: tutte le arie delle sigle dei programmi di Canale 5, Italia 1 e Rete 4 eseguite a cappella.
In accordo con il vescovo Carlo Mazza, il futuro primo cittadino designato da se stesso ha disposto che siano anticipati di una settimana i festeggiamenti del Corpus Domini. Il che permetterà al mancato vincitore delle Primarie Congelate di prendere parte a un’esauriente processione cittadina della durata di otto ore, vestendo una tunica bianca modello Martire Tarcisio e spargendo attorno a sé petali di rosa canina fatte sbocciare prematuramente per indilazionabili esigenze elettorali.
Seguiranno pediluvio per il Candidato Unico e 24 ore di silenzio elettorale per tutti gli altri. Più che sufficienti per consentire ai rintronati elettori di rientrare in se stessi, di togliersi i tappi dalle orecchie, di tornare a spalancare le finestre e di decidere il da farsi. Ossia, dimostrare di essere cittadini dotati di comprendonio e comportarsi da persone assennate.
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