Tanti applausi, tanti sorrisi, molti ringraziamenti. Poi ancora tanti applausi, tanti sorrisi e molti ringraziamenti. Al Ridotto del teatro Magnani di Fidenza, strapieno di gente, si festeggia la vittoria, con il 60% dei consensi, di Massimo Tedeschi nelle elezioni suppletive di domenica 24 e lunedì 25 ottobre 2004.
L’onorevole Massimo Tedeschi è raggiante. Tra qualche giorno partirà per Roma e prenderà il posto che era stato di Pierluigi Bersani, eletto al Parlamento Europeo qualche mese prima. Ha un grazie per tutti. Per Roberto Garbi, supersindaco di Soragna, ha anche una raccomandazione: «quando sarò a Roma, sarai tu, in questo collegio elettorale, che mi rappresenterai; sarai tu i miei occhi e le mie orecchie». O qualche cosa di simile.
Massimo Tedeschi non riesce, purtroppo, a ripetere gli ottimi risultati di durata ottenuti come sindaco di Fidenza (dal 1991 al 1999): deve infatti lasciare il suo posto alla Camera dei Deputati dopo soltanto un anno e mezzo, alla scadenza naturale della legislatura, senza avere la possibilità di un bis, proprio quando il centrosinistra, con Romano Prodi, va al governo.
Roberto Garbi, nel frattempo, siamo alla primavera del 2005, è eletto Consigliere Regionale.
Leggo ora che lo stesso Roberto Garbi, tuttora Consigliere Regionale, è chiamato, quale commissario, a guidare il Partito Democratico a Fidenza, a ricomporne i cocci, come scrive con poca fantasia la stampa locale, dopo la sfida infinita tra due blocchi ben distinti: i sostenitori del sindaco Giuseppe Cerri e quelli del suo vicesindaco, Paolo Antonini.
Siccome al bar che frequento, in quel duello che ha spaccato le coscienze di tutti quelli che hanno a cuore le sorti del centrosinistra fidentino, attribuiscono a Paolo Antonini il compito di semplice esecutore delle volontà di Massimo Tedeschi, mi chiedo: «L’attuale commissario del Partito Democratico Roberto Garbi, qui da noi a Fidenza, rappresenta ancora Massimo Tedeschi in virtù di quell’investitura ufficiale di un autunno ormai lontano?».
Se così fosse, strano destino sarebbe quello di Massimo Tedeschi: ispirare Paolo Antonini fino a spaccare in due il Partito Democratico e, quindi, cercare di ricomporne i pezzi (sempre riportando ciò che scrive con poca fantasia la stampa locale) attraverso Roberto Garbi.
Ida Tulli
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