Premesso che ho difeso Cerri dalle primarie di partito, debbo intervenire sulle dichiarazioni rilasciate dall'ex sindaco alla Gazzetta di Parma e pubblicate il 10 marzo scorso: «Mi ricandido con una lista libera al servizio della città». L’affermazione è, letteralmente, una barzelletta perchè la lista non può essere «libera» in quanto è «obbligatoria».
Ricordo a Cerri che evidentemente stressato dalla disputa con Antonini forse si è «dimenticato» che la legge elettorale art. 72 Testo Unico Enti Locali prescrive:
«Ciascun candidato alla carica di Sindaco “deve” dichiarare all'atto della presentazione della candidatura il collegamento con una o più liste presentate per l'elezione del Consiglio comunale. La dichiarazione ha efficacia solo se convergente con analoga dichiarazione resa dai delegati delle liste interessate».
In altre parole, l’accesso alla carica elettiva viene dato al candidato solo se una lista concede il collegamento. Si chiama obbligo di lista. Qualsiasi legge può essere di due tipi o è un diritto cioè una libertà che ti viene data o è un obbligo-imposizione cioè una libertà che ti viene tolta. Nella fattispecie essendo in presenza di un obbligo, cioè di una imposizione, come può Cerri parlare di libera lista?
Ricordo che nei sistemi derivati dal marxismo-leninismo e in quelli nazi-fascisti era prassi trasformare i diritti in obblighi che poi erano definiti, ovviamente, come libertà dei cittadini.
Caro Cerri non ti sembra che raccontare questo tipo di barzellette più che far ridere, faccia piangere?
Non ti conviene fare come gli altri politici «fidentini e non» che abbassano la testa e non rispondono «democraticamente» a queste argomentazioni da oltre otto anni, coprendo così di fatto le malefatte della partitocrazia?
Sul fatto che l'obbligo di lista, cioè di associarsi, sia vietato dall’art. 49 della Costituzione, che lo prevede come diritto e quindi come «optional», ho già scritto su questo sito e pertanto qui mi fermo.
Grazie per l'attenzione e saluti
Carlo Fetonti
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