IL PDL VA ALLE ELEZIONI


Il Giorno del Ringraziamento

 

Il tavolo dei relatori. Da sinistra: Giuseppe Comerci, la speaker bionda, Stefano Tanzi, Luigi Giuseppe Villani.

 

di George Clifford

Lunedì 2 marzo 2009, alle nove della sera, il Popolo della Libertà si presenta ai presenti,  che sono tanti: 92 secondo gli organizzatori, 92 secondo la Questura. Al Ridotto del teatro Magnani, infatti, tutte le poltroncine di velluto rosso sono occupate da chi spera di vedere, alle prossime elezioni amministrative, la sconfitta di un centrosinistra che, dal dopoguerra a oggi, ha governato Fidenza praticamente sempre.

Strano l’inizio della serata: la speaker, bionda, alta ed elegante, legge una lettera della consigliera comunale Lina Callegari, ex Margherita, cioè maggioranza, quindi a metà del guado, quindi prossima passeggera sul carro del candidato sindaco del centrodestra, Mario Cantini. La Lina scrive affettuosamente: «Non posso essere lì con voi perché sono in Sicilia e in Calabria a presentare il mio libro. Grazie comunque dell’invito. Ho già espresso la mia preferenza per Mario Cantini e spero di ritrovarmi con voi a lavorare e camminare insieme».

         Al tavolo dei relatori, oltre alla speaker, bionda, alta ed elegante hanno preso posto: Giuseppe Comerci, consigliere comunale a Fidenza per Alleanza nazionale, Stefano Tanzi, capogruppo di Forza Italia, anche lui in consiglio comunale a Fidenza, quindi Luigi Giuseppe Villani, consigliere di Forza Italia e vicepresidente del consiglio regionale a Bologna. Strano è vedere che Benvenuto Uni, gran sostenitore della minoranza di centrodestra in consiglio comunale, non è al tavolo dei relatori ma tra il pubblico, con il fratello costruttore

Il primo intervento è quello del capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale a Fidenza, Stefano Tanzi, che fa un riassunto pro domo sua di quanto è successo a Fidenza e alla sua giunta in questi ultimi cinque anni. Legge più o meno quanto aveva anticipato dalle pagine della Gazzetta di Parma nei giorni scorsi: la disavventura del cimitero, il non avvio del Psc (Piano strutturale comunale, l’ex Prg), gli sprechi nel progetto dei Nuovi Terragli, la situazione della viabilità. Quindi sottolinea: «Il Popolo della Libertà sarà presente con una propria lista». Non dice che sarà presente con un proprio candidato sindaco: questo significa via libera a Mario Cantini, un «centrosinistro» diventato nello spazio di un secondo e due decimi il campione del centrodestra a Fidenza?

Il pur pacato Stefano Tanzi non resiste e si lancia anch’egli nello sport preferito di questi tempi, cioè nell’elenco delle buone intenzioni e delle pelose promesse. Se sarà il suo partito a governare nei prossimi cinque anni, noi cittadini avremo in cambio: «parcheggi in centro per tornare a vivere la città e far ripartire il commercio (io rimetterei in funzione anche il doppio senso di marcia in via Berenini e in via Cavour, quindi anche il semaforo all’incrocio di Santa Maria, ndr), maggiori risorse ai vigili urbani (li chiama proprio così, ignorando la più attuale dizione di polizia locale. Chissà se avrebbe voluto chiamarli pizzardoni, ndr), la ricerca delle risorse dove sono già, senza nuove imposizioni» (vuoi vedere che sa dove il Comune tiene nascosto il suo tesoretto? ndr).

Anche i suoi ringraziamenti finali meritano un cenno.  Le persone da ringraziare le chiama tutte mettendo il cognome prima del nome: «Ringrazio Marenzoni Flavia, ringrazio Quarantelli Alessio … ».

Il consigliere provinciale di Forza Italia, Manfredo Pedroni è sorprendente: «Ringrazio molto Luigi Villani, che mi ha fatto da padrino politico». Dopo qualche brusio di stupore e qualche risolino Manfredo Pedroni specifica per bene: «Padrino politico, padrino politico, mica padrino mafioso». Villani lo guarda divertito. Passano tre secondi e il Manfredo Scatenato, si chiede e ci chiede: «Qual è il calice amaro che Cerri non ha bevuto? Ha sempre bevuto tutto ma adesso no. Qual è il calice amaro che non ha voluto bere? È un Psc (Piano strutturale comunale, ndr) già pronto per gli amici degli amici?».

 

Il Giovane del Borgo Quarantelli Alessio con un gessato confezionato dallo stesso sarto di Dell’Utri Marcello.

 

A prendere il microfono è la volta di Alessio Quarantelli che, con la sua cravatta color lingua, legge velocemente il suo compitino: «Sono Quarantelli Alessio, il coordinatore de I Giovani del Borgo. Noi de I Giovani del Borgo vogliamo essere protagonisti del proprio presente». Che vorrà dire? Boh.

Non c’è tempo per riflettere, ha già cominciato a parlare il pezzo grosso di Forza Italia - Popolo della Libertà, Luigi Giuseppe Villani: «Ho ascoltato con molta attenzione Stefano Tanzi (lo sforzo di prestare attenzione al collega di partito meno blasonato non gli ha comunque impedito di togliersi gli occhiali, che lo invecchiano, e di mettersi in posa per un fotografo presente in sala, ndr) che con la serietà che lo contraddistingue…». Finiti gli obblighi di scuderia, suona un’altra musica: «Cerri e Antonimi avevano interessi divergenti da difendere. La loro non era una questione politica; erano soltanto interessi divergenti da difendere. Anche il polo commerciale vicino all’autostrada (si riferisce all’outlet e a tutto il resto costruito dalle parti del casello di Fidenza dell’autostrada, ndr) è stata una scelta dettata da ragioni di bottega. Anche le Terre Verdiane sono state create per rendersi antagonisti a Parma, che andava al massimo dopo quindici anni di buona amministrazione».

 

Né troppa, né poca. Il consigliere e vicepresidente regionale Luigi Giuseppe Villani mostra le dimensioni della sua stima per Mario Cantini.

 

Luigi Giuseppe Villani vuole a tutti i costi convincere i cittadini di Fidenza a votare come a Parma, cioè il centrodestra, cioè Forza Italia, e avere così lo stesso splendido sviluppo e le stesse opportunità di successo dei fortunati abitanti di Parma, fortunati perché amministrati dal centrodestra.

Poi cambia argomento: «Con il dottor Mario Cantini ci sono molte possibilità di sinergia. Se troveremo un accordo apriremo un’ipotesi di lavoro. Sulla candidatura del dottor Cantini esprimo di massima un giudizio positivo, anche perché ha fatto politica, poi è tornato alla sua professione, dove e riuscito bene. Non è come altri politici che non hanno fatto nulla nella vita (applausi dalla sala, ndr): avere una professione significa libertà da ogni condizionamento, libertà di amministrare soltanto per la felicità dei cittadini».

Luigi Giuseppe Villani, con queste considerazioni sulla professione si riferiva a se stesso oppure a Mario Cantini ? Nel caso si riferisse a Mario Cantini, avrebbe dovuto, per rispetto della verità, aggiungere che non si diventa dirigente amministrativo dell’ospedale di Vaio se non si è scelti e fortemente voluti dagli stessi politici dai quali Mario Cantini sarebbe fuggito per amore della propria professione.

La serata si conclude per fortuna senza gli inni che abbiamo imparato a detestare ascoltandoli da qualche televisore lasciato inavvertitamente incustodito ed acceso.

 

Il pubblico che gremiva la sala del Ridotto del teatro Magnani.

 

 

Pubblicato il 3 marzo 2009

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