GIUSEPPE CERRI


Chi ha paura del Coniglio Mannaro?

 

 

di Mara Meo

La vecchia, sgangherata, ma sempre funzionante, macchina della maldicenza e dell’emarginazione politica è stata rimessa in strada. È stato riesumato quel mix fatto di veleni, voci, insinuazioni, calunnie, odio e ostracismo per il rinnegato, l’apostata, l’ex compagno che ha lasciato la strada della verità e la chiesa dell’unanimismo dettato dall’alto. È la solita storia della caccia al reprobo, su piccola come su grande scala, tipica del comunismo togliattiano. Dissidenti trattati come infami, cui appendere al collo un cartello con l’accusa di ogni nequizia: dal furto di galline allo stupro collettivo.
La vittima designata che questa macchina vuol mettere sotto è Giuseppe Cerri. Manifestando l’intenzione di ricandidarsi, il sindaco uscente è stato tanto osteggiato a pelo d’acqua (non si è mai saputo in nome di che cosa, se non delle private ambizioni del suo vice Paolo Antonini), quanto silurato in profondità.
Prima si sono fatte circolare chiacchiere su un avviso di garanzia,  riguardante la nota e triste vicenda del cimitero, che avrebbe dovuto capitargli tra capo e collo da un momento all’altro. Quando ha resistito all’offensiva (peraltro solo fidentina) dell’ex componente Ds, lo si è screditato dicendo che gli si era appiccicata la sedia al culo. Quando ha dato le dimissioni, l’ascaro più arrogante e vanitoso della giunta gli ha vomitato contro un’annosa e ben temperata insofferenza dandogli dell’irresponsabile.
Ora che Cerri è libero di fare quel che vuole (pur continuando ad avere in tasca la tessera del Pd), gliene dicono di tutti i colori da un blog di basso conio di cui pare sia tenutario un ex assessore, forse due.
Lo accusano di aver finto di commuoversi alla commemorazione dell’eccidio delle Carzole. E addirittura, udite udite, gli imputano la suprema responsabilità dell’immane e imminente catastrofe: la caduta della giunta di centro-sinistra dopo oltre sessanta anni di governo della città. Credevamo fosse stato Antonini a condurre il Pd allo sbando e indi verso il baratro. Ci siamo sbagliati. È stato quel delinquente di Cerri il Coniglio Mannaro. Meno male che ci sono i pretoriani dell’ex Pci a dirci come vanno letti i fatti e come va interpretata la storia.

 

 

Pubblicato il 12 marzo 2009

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