VECCHI E GIOVANI DEL BORGO


Sacciu, ma tacciu

 

 

di Mara Meo

Sabato 7 febbraio, Alessio Quarantelli, «coordinatore Giovani del borgo», si trova al ridotto del teatro Magnani insieme a un sodale per la presentazione del programma elettorale di Città aperta, assiste a «un vero e proprio attacco nei confronti della stampa locale, ed in particolare di un giornalista presente, da parte di un noto esponente del partito democratico» e reagisce mandando una lettera alla Gazzetta di Parma (sono prese da lì le parole tra virgolette) per denunciare l’accaduto. E fa bene.
Il lettore, che al ridotto non c’era, si incuriosisce e legge fino in fondo. Chi ha fatto e detto che cosa? Boh! In cinque righe, sono ben tre i nomi omessi: dell’aggredito, del presunto aggressore e della testata giornalistica. Il lettore controlla se non sta per caso leggendo la pagina degli indovinelli, rebus e sciarade. No, è proprio la cronaca di Fidenza di martedì 10 febbraio.
Deve essere il record della privacy. O dell’omertà? Sono così abituati a tenere la bocca chiusa, i Giovani del Borgo, onorata società di virgulti Pdl, che neppure quando denunciano una censura fanno il nome del censore e del censurato. E neppure si peritano di accennare alla materia. È tutto un sottinteso.
Chi sa, sa. Chi non sa, si accontenti della morale della parabola. Ossia che «l’energumeno» è del Pd e la cornice in cui si è consumato il misfatto sono i bassifondi di Città aperta.
Come dire: stupro perpetrato da un branco di rumeni nei pressi di un campo nomadi con la complicità di questi ultimi. Certo che le sanno impaginare le notizie, questi ragazzotti borghigiani. Alla stregua dei loro onorevoli maestri e tenutari di scuole di partito, vanno diritti al sodo: chi se ne frega del fatto in sé e per sé, con le sue peculiarità, bisogna colpire l’intera Romania. Vale a dire il Pd tutto.
Espressa la solidarietà di prammatica, Quarantelli e socio partono a lancia in resta con la filippica. Non è che dicano cose destituite di fondamento. Il fastidio del Pd locale per qualcosa che somigli alla libera  informazione è notorio e pesante, però, santiddio, sentirsi rimproverare da certi picciotti è dura da mandar giù.
Ma perché, o illustri e poco furbi esponenti del Pd, vi prestate a critiche tanto facili? Perché vi fate mangiare gli gnocchi in testa dai rappresentanti locali dell’intolleranza governativa e/o pontificia?  Sveglia!
E adesso pubblicità. Abbiamo raccontato la stessa storia, facendo però nomi e cognomi. Chi vuole, può leggerla cliccando qui.
Ultim’ora. Apprendiamo in questo momento che sul fattaccio sono intervenuti, con lettere alla Gazzetta, anche «il sindaco di Castione» Germano Meletti e il consigliere regionale del Pdl Luigi Giuseppe Villani. Loro i nomi li fanno. I vecchi più coraggiosi dei giovani?

 

Pubblicato il 11 febbraio 2009

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