ELEZIONI PARLATE


Andiamoci piano con la società civile

 

Questa non è la società civile, ma solo società. Non è escluso, tuttavia, che qualcuno di loro faccia parte della società civile.

 

Società civile è una delle parole feticcio di questi ultimi anni (insieme a lista civica). È invocata come esorcismo quando la classe politica dà scandalo. È prescritta come sostituto della casta o quantomeno per disinfettarne le piaghe più purulente. È mandata avanti dalla stessa classe politica, che si vergogna di se stessa. Che vuol coprirsi le pudenda  con qualche nome onesto o quantomeno non compromesso. Anche nella piccola Fidenza si fa un gran parlare di esponenti della società civile e di liste civiche come ultime risorse dopo lo spettacolo di una maggioranza litigiosa e di una minoranza imbelle. A mano a mano che la campagna elettorale prenderà forma potremmo scoprire che i primi non sono del tutto a digiuno di politica e che le seconde costituiscono l’ultimo travestimento  di partiti ben noti.
Ciò detto, e affinché la rentrée di Mario Cantini non sia spacciata dal suo gonfaloniere Stefano Tanzi come una rivincita della società civile, cerchiamo di capire che cosa si debba intendere con questa inflazionata espressione. La parola al professore Paul Ginsborg, docente universitario e studioso della società italiana.

«La distinzione anglosassone tra società e società civile è molto semplice. Nella prima c’è ovviamente di tutto: dalle persone oneste alla criminalità organizzata. La società civile, nella distinzione abituale, è un insieme di associazioni, con obiettivi e ambizioni, che lavorano per rapporti di solidarietà orizzontale, non clientelari, e cercano la democratizzazione della politica. In più, fanno questo gratis: semplici cittadini che esercitano i loro doveri civici».

Non sarà da Treccani, questa descrizione del professor Ginsborg però può servire ad avere un’idea e un antidoto ogniqualvolta cercheranno di prenderci per i fondelli presentandoci un Illustre Sconosciuto o un Troppo Noto dicendoci che è un autorevole membro della Società Civile.
Sempre per continuare con l’esempio di Cantini, in attesa che un altro gli dia il cambio, a quali «rapporti di solidarietà orizzontale» ha lavorato «gratis» il noto dirigente ospedaliero di Vaio in questi ultimi anni? Attraverso quale circolo, filodrammatica, club, associazione, confraternita, sodalizio, lega, loggia o consorteria si è prodigato per rendere più civile l’umano consorzio fidentino? Ecco, fossi un suo elettore, gli farei delle domande così. Alla quale lui non si sottrarrebbe ma generosamente si sottoporrebbe. Dite che sto abusando del condizionale?

 

 

Pubblicato il 11 febbraio 2009

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