FIDENZA VERSO LE ELEZIONI


Caronna: arrangiatevi

 

Il segretario regionale del Partito democratico dell’Emilia Romagna Salvatore Caronna.

 

Sono tornati da Bologna con le pive nel sacco. «Avevate detto che avreste trovato la soluzione a Fidenza, vi abbiamo lasciato fare, vi abbiamo dato tempo e fiducia ed ora eccovi qui a mani vuote». Tradotta dal politichese è stata questa la ramanzina fatta dal segretario regionale del Pd Salvatore Caronna a Giuseppe Cerri e Paolo Antonini da lui convocati la sera di lunedì 9 febbraio, accompagnati dalle madrine Lella Bussandri, responsabile del circolo di Fidenza, e dalla segretaria provinciale barbara Lori.
Era incavolato nero ed è stato duro, il Caronna che è un uomo quadrato e pragmatico nato in Germania. Tutto questo cincischiare, tentennare e litigare di provincia era da tempo che lo stava infastidendo. Sapeva che non si sarebbe concluso nulla e così è stato. Sapeva che avrebbe rovinato l’immagine del partito. E così è stato.
I quattro dell’Ave Maria, che sono scesi a Bologna ci sono andati con le convinzioni che si portavano dentro da mesi e ne sono tornati con le opinioni immutate. Antonini ha cercato di mendicare un’altra decina di giorni per verificare la possibilità delle primarie di coalizione e ne ha ottenuto una sfuriata.
Caronna che viene dalla Federazione giovanile comunista (Fgci), pratico dunque di intemperanze giovanili, ha colto l’infantilismo della cocciutaggine di Antonini e preso nota della resistenza sorda e non aggirabile di Cerri.
Ancora una volta non c’è stata una resa dei conti, una notte dei lunghi coltelli. La politica è naufragata contro lo scoglio duro dei personalismi e dei veti incrociati. A questo punto nessuno dei due farà un passo indietro. L’ultimo «nome terzo» che volava per l’aere fidentino, quello di Francesco Ghisoni, a Bologna non è stato neppure pronunciato.
Cerri non accetterà le primarie intese come resa dei conti. Farà due conti e probabilmente uscirà del partito portandosi dietro quanti più può della Margherita. Antonini andrà avanti come un ariete per la sua strada che potrebbe portarlo verso il baratro.
La preoccupazione numero uno del saggio e paziente Caronna è la possibilità di una disfatta, sempre meno remota. Un timore che non sfiora l’ambizione e la cieca determinazione di Antonini.

 

Pubblicato il 10 febbraio 2009

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