CARRIERE PARALLELE


Massari non è Churchill

 

Giovanissimo. Andrea Massari, classe 1973, Pd, già
assessore al Comune di Fidenza.

 

Chi fa politica dovrebbe mettere in conto l’ingratitudine. Intendo la politica nei Paesi democratici, dove l’opinione del popolo è sovrana.
Winston Churchill, che pure aveva salvato la Gran Bretagna dall’offensiva tedesca, fu bocciato dagli elettori nel 1945, all’indomani della guerra. Se ne fece una ragione. Come premio di consolazione gli fu assegnato il Nobel per la Letteratura. Poi sono arrivate le glorificazioni postume e il piedistallo mai scalfito della Storia. Aveva dato, e sulla lunga distanza ottenne. Ma nell’immediato non poteva pretendere di più. Toccava ad altri la ricostruzione.
Quel che dovrebbe colpirci, e continuare ad affascinarci, nella composta reazione dell’ex Primo Ministro di Sua Maestà all’esclusione dal potere, allo sfratto dal numero 10 di Downing Street, è la capacità di incassare la sconfitta dai connazionali dopo la vittoria sugli avversari. Non ne fece un dramma. Ne approfittò per completare le sue memorie, che gli avrebbero fruttato appunto il Premio Nobel nel 1953.
I Grandi veramente Grandi sono spesso poliedrici funamboli che passano con disinvoltura dall’arte della politica a quella della scrittura, dalla scienza alla filantropia. Ma queste piroette riescono se si ha vero talento e tanta umiltà. Non c’è bisogno di essere come Churchill per reagire in maniera composta ai rovesci della fortuna. Basterebbe avere il senso della misura, una qualità tutta inglese che Oltremanica viene chiamata understatement. Con questo termine si indica un atteggiamento antiretorico e alieno da ostentazione, ossia la capacità di minimizzare. È un eufemismo che attenua invece che amplificare, una riduzione o autoriduzione ironica di quel che si è detto o fatto. È tutto il contrario dello strombazzamento. Insomma, qualcosa che si potrebbe tradurre con l’espressione: suvvia, non facciamone un dramma (o non diamoci delle arie) e prendiamola con filosofia. 
Detto ciò, vi pare che gli ex assessori di Fidenza attualmente all’attacco su tutta la linea, con blog e tre riunioni al giorno, telefonate esagitate e minacce più o meno velate ai potenziali alleati, siano cultori della mitica virtù britannica? Vi pare che la loro reazione al potere che gli scivola sotto i piedi come lo sgabello all’impiccato sia composta e degna dello stoicismo di Seneca? E poi chi glielo ha suggerito di infilare la testa nel cappio?
Sì è vero, qualcuno di loro ha fatto eccelse cose, come la raccolta differenziata dei rifiuti, per la quale gli siamo sinceramente grati; o edificato alti palazzi, per i quali siamo meno entusiasti, ma vi sembrano ragioni sufficienti per avere da noi sempiterna gratitudine e cambiali in bianco?

Longevo. Sir Winston Leonard Churchill (1874-1965), politico, scrittore e giornalista britannico.

 

La raccolta differenziata, se si ha un minimo di sensibilità per l’ambiente e la possibilità di farla, è un dovere del buon amministratore. Non un veicolo promozionale o una concessione dall’alto. In ogni caso, è un tassello, uno dei tanti, della buona amministrazione di una città. Non è il lasciapassare per diventarne sindaco. Un rapporto laico tra eletti ed elettori prevede che questi ultimi giudichino in base alle cose fatte. La raccolta differenziata è un atto dovuto di cui il successore, non importa di che schieramento, dovrà essere il garante e il continuatore. Poveri noi se dovesse essere esclusiva di un amministratore e viatico per la sua carriera.
Quanto alla smodata attività edilizia, alla cementificazione della campagna in nome di previsioni mai verificatesi e a profezie mal espresse, beh, quella proprio non va giù a tanti perché non è un merito, da qualsiasi punto di vista la si esamini. In questo caso, altro che gratitudine, va messa in conto l’aperta ostilità.
E come si fa a distinguere il buon raccoglitore, che separa l’umido dall’indifferenziato, dal costruttore a man bassa, se i due fanno squadra e si puntellano l’un l’altro? Se sono inscindibili. Se le responsabilità non sono più individuali, ma vendute a pacchetto?
Se i due, al quale se ne aggrega un terzo, hanno «fatto sistema» per cinque anni è naturale che il popolo chiamato a confermarli risponda: allora se ne vadano a casa tutti insieme, così come insieme hanno lavorato e insieme si presentano. L’essersi costituiti in associazione, perdipiù, è la conferma che sono solidali. Fidenza democratica, preludio alla lista Fidenza democratica, o a un gruppo di pressione che vuol condizionare un’altra lista, è una sinistra conferma della loro ostinata volontà a non mollare.
E allora se ne vadano a quel paese tutti insieme, i raccoglitori di immondizia in compagnia degli spargitori di calcestruzzo.
Se ne tornino da dove sono venuti, cioè dal niente, se credono di tradurre la loro temporanea presenza nelle stanze del potere come un usucapione, se credono di trasformare un temporaneo affitto in proprietà previa occupazione. Non è così che  funziona la democrazia degli alti e bassi. Soprattutto se non ci si è dimostrati all’altezza.
Vedete bene, dunque, cari lettori, che nei quartieri alti dell’amministrazione comunale fidentina, l’arte delicata dell’understatement non gode di alcuna cittadinanza. Una buona ragione perché i nostri tre si prendano il loro meritato riposo, cinque anni sabbatici fatti di meditazione e buone letture.  Magari per rileggersi le Memorie di Winston Churchill e ripassare il dizionario delle parole inglesi che contano, nel quale non compaiono city manager e flower power (Fidenza città fiorita!), ma close your mouth e shut up. Che non saranno espressioni tipiche dell’understament britannico ma quando ci vogliono, ci vogliono: chiudi la bocca e stai zitto.
Post scriptum. Winston Churchill tornò al potere nel 1951, a 77 anni e vi rimase fino al 1955. Se imparassero la lezione dal grande statista, i nostri potrebbero tornarci nel 2014. Avrebbero chi poco meno chi poco più di cinquant’anni, Massari solo quarantuno. Sarebbero ancora molto giovani e potrebbero fare grandi cose per la loro città. Con quel briciolo di saggezza e di modestia in più, acquisiti nel quinquennale purgatorio, che non guasterebbe alla loro maturazione. Ma sono troppo impazienti per darci retta. Vogliono tutto e subito. (i. s.)

 

 

 

Pubblicato il 15 aprile 2009

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