GRANDI ANTIPATICI


Umberto lo snobbone

 

Umberto Eco (Alessandria, 5 gennaio 1932) saggista, scrittore, filosofo, semiologo, linguista.

 

Sulla Repubblica del dì di Pasqua, Umberto Eco ci ha informato in maniera alquanto sgradevole che lui snobba pallone, telefonino e desk top art.

Afferma di non aver  niente da dire al riguardo dei tre argomenti, soprattutto del terzo. Però si intrattiene su quest’ultimo perché fa capire che gli è stato chiesto con insistenza o fa parte del contratto e perché, si presume, gli è stato profumatamente pagato.
C’era proprio bisogno di tale testimonianza? Non è uno di quei casi in cui il tuttologismo danneggia il tuttologo e fa perdere tempo a noi tutti? Pure per noi il tempo è prezioso e si resta con l’amaro in bocca al termine di un pezzo, peraltro di buona scrittura, che non dice nulla anzi istilla il sospetto della presa per i fondelli.
Non abbiamo tempo da perdere, pur se nessuno ci importuna al telefono mentre ascoltiamo Brahms. Ma Umberto Eco, che abbiamo stimato fin che le sue opere sono state apprezzabili, non vuol proprio pagare alcun pedaggio alla celebrità? Vuol ricavare solo benefici ed evitarne le scocciature? Comoda! Resti umano tra gli umani e ne guadagnerà in simpatia. Ammesso che gli interessino i sentimenti dei suoi lettori. Riduca i suoi impegni e di tanto in tanto risponda al telefono. Potrebbe trarne spunti e vantaggi per un libro vero, di modo che la sua prossima fatica letteraria non sia l’ennesima summa erudita e condita delle sue fatiche da topo di biblioteca. Troppi e deludenti, a parte Il nome della rosa, i romanzi che ci ha rifilato in questi anni dopo il fortunato esordio.
Quanto agli articoli, più parla di sé e delle sue idiosincrasie e più ci comunica un’immagine di personaggio scorbutico e scontroso. Senza avere i meriti letterari di quel Grande Antipatico che è Sir Vidiadhar Surajprasad Naipaul, quello sì un vero scrittore. Che alla richiesta di un articolo sulla desktop art probabilmente avrebbe mandato a quel paese il povero caporedattore incaricato di chiederglielo.

Per avere un’idea della grandezza e della ferocia di V. S. Naipaul, si legga il bellissimo articolo che gli ha dedicato Bernardo Valli su Repubblica.

 

V. S. Naipaul (Chaguanas, Trinidad, 17 agosto 1932), scrittore britannico, Premio Nobel per la Letteratura nel 2001.

 

 

Pubblicato il 15 aprile 2009

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