Massimo Tedeschi sulla via francigena con Francesco Rutelli e Romano Prodi.
Tra i vari lettori che ci scrivono per lamentarsi delle condizioni di incuria e di degrado in cui versano la maggior parte delle strade di Salsomaggiore, uno ci è sembrato particolarmente, ed a ragione, indignato per lo stato deplorevole della strada che si trova costretto a percorrere quotidianamente: via Marazzuola, conosciuta anche come via della Costa Marenga (vedi foto sotto), cioè quella strada che dalla zona del cimitero di Salso porta sulla statale per Fidenza sboccando nei pressi della concessionaria automobilistica Salsocar a Ponteghiara.
Ci siamo immediatamente recati sul posto ove abbiamo scattato qualche foto indicativa dello stato di sfacelo in cui la strada stessa si trova, e che potete vedere qui di seguito.
Valutando a spanne sia la lunghezza della strada sia l'enorme entità dei lavori necessari per renderla paraticabile con un minimo di decenza, ne abbiamo tratto la quasi certezza che per la riqualificazione di tale via servirebbero più o meno gli stessi quattrini che verranno stanziati per la riqualificazione di piazza del Berzieri, lauta parcella all'architetto progettista compresa.
Nel recente «Question Time» in cui il sindaco si è sottoposto alle domande degli intervistatori della Snavra, costui si è sbilanciato ad affermare che, mentre nel triennio testé trascorso sono stati spesi la bellezza di 600 mila euro per il rifacimento di strade e marciapiedi cittadini, nel 2009 la cifra stanziata sarà di molto superiore. Bene. Non dovremo attendere molto in quanto lunedì 29 dicembre, in consiglio comunale, si è parlato di bilancio di previsione per l’anno prossimo, oltre che del piano per le opere pubbliche.
Se le cifre riportate dall’Informazione di Parma del 30 dicembre fossero esatte (1 milione 200 mila euro per interventi su strade e marciapiedi), l’amico che si duole del pietoso stato di manutenzione della strada di Costa Marenga potrà forse trarne motivo di soddisfazione. Come gli auguriamo.
Nell'attesa, abbiamo elaborato una sorta di GoogleMap basata sul nostro continuo essere on the road, che vorrebbe rappresentare una guida sia per noi indigeni che per i moltissimi turisti che a Salso giungono da ogniddove.
Insomma una «Guida Corsara» delle strade che i possessori di auto di lusso, quale ad esempio la Bmw di rappresentanza che conduce il sindaco nei più sperduti angoli di Italia ed Europa dovrebbero assolutamente evitare.
A scanso di irreparabili danni alle sospensioni ed ai (o agli?) pneumatici.
Ma che, al contrario, farebbero la gioia di quelle moltitudini di pellegrini che provenendo dal Nordeuropa volessero intraprendere una deviazione dalla Via Francigena classica ,che come tutti sanno non tocca affatto la nostra bella cittadina, per soffermarsi a Salsomaggiore e godere delle virtù ritempranti e curative delle nostre acque sulfureo-salso-bromojodiche.
Le strade che andrò ad indicare sono infatti nelle stesse condizioni in cui si trovavano ai tempi del medievale pellegrinaggio verso Roma.
Diamo per scontato che il camminatore francigeno giunto seguendo la via Emilia al bivio per Salsomaggiore-Castenuovo Fogliani-Vernasca all’altezza del Rossetti market, mediaticamente condizionato dai subliminali messaggi che quotidianamente i responsabili termali del turismo fanno giungere al volgo ed all’inclita, decida di scollinare verso la ville d’eaux, abbandonando il più comodo e pianeggiante tragitto che lo porterebbe in breve, sia pur col richio di essere travolto da Tir o automezzi veloci vari, al futuro capoluogo della provincia delle terre verdiane.
Dopo aver brevemente rivolto il suo interesse al castello-convento castelfoglianese, non esiterebbe a proseguire il faticoso cammino verso la meta più ambita: la capitale italiana e forse europea del termalismo.
Giunto in prossimità del torrente che vide la decollazione del santo martire Donnino, il viandante comprenderebbe con immediatezza di essere giunto quasi a destinazione.
Infatti, come per incanto abbandonata la provincia di Piacenza ed entrati in quella di Parma, lo stato delle strade peggiora drammaticamente.
Al liscio asfalto piacentino succede nel breve volger di pochi metri una pavimentazione sconnessa, ricca di buche, gobbe, dossi e cunette.
La condizione delle quali peggiora vieppiù mano a mano che ci si avvicina alla capitale termale.
Una volta scollinato e superato il tornante in prossimità del cimitero cittadino, accoglie il viandante appena dopo via Colombo, lato destro della strada, un avvallamento che lascia presagire un prossimo futuro smottamento franoso. Probabilmente legato alla costruzione di una serie di abitazioni sottostanti e prospicienti lo stadio comunale.
Arrivato finalmente alla parte pianeggiante della città, al francigeno camminatore si aprono due differenti possibilità: proseguire in pianura verso il centre de la ville, oppure risalire verso via Milite Ignoto, magari con una digressione per via don Carozza. A chi volesse prender davvero visione dello stato in cui versano le vie cittadine ci sentiamo di consigliare quest’ultimo percorso, purché sia dotato di regolamentari scarponcini da trekking e non si lasci intimidire da asfalti sgretolati al limite dell’umana decenza.
Sconsiglieremmo poi la salita sino al monumento ai caduti sul colle del Castellazzo in quanto, stante la bellezza del paesaggio, il viandante tenderebbe a discenderne intraprendendo la strada di Marzano: in tal caso saremmo costretti a negare ogni responsabilità in merito al suggerimento di seguire tale percorso. Il reparto di ortopedia dell’ospedale di Vaio tiene costantemente a disposizione degli incauti camminatori un paio di stanze, posti riservati per eventuali auto al seguito sono pure disponibili presso l'autocarozzeria Arduini di Marzano.
Una volta giunti esenti da traumi e distorsioni, i pedoni, e da danni alle sospensioni, i veicoli, dopo una notte di meritato riposo compresa visita alle bellezze cittadine, allo sventurato viandante toccherebbe la scelta di lasciare la nostra ridente cittadina seguendo una delle tante strade che lo riconducano al tragitto originario.
Sconsiglieremmo senz’altro di percorrere la strada di Costa Marenga, sia per i motivi che dicevamo in apertura di articolo, sia perché per accedervi dal centro di Salso bisognerebbe percorre una della vie laterali del viale Matteotti, di cui trasmettiamo una foto qui sotto.
Di poco migliore la manutenzione delle due strade che portano a Tabiano, escludendo però la cosiddetta strada panoramica: anch'essa un susseguirsi continuo di buche crepe nell’asfalto o avvallamenti.
Superate queste iniziali difficoltà, il cammino si fa moderatamente più agevole consentendo così di fuoriuscire dal territorio comunale senza rischi ulteriori.
A meno che non si voglia raggiungere Tabiano Castello e di lì attraverso Siccomonte di nuovo il piano, per ricongiungersi al tragitto francigeno originale. Sistemata infatti la strada all’altezza dei «Cento Giorni», rimangono da sistemare alcuni altri chilometri ancora in grado di produrre danni ai polpacci o alle sospensioni.
In definitiva, per evitare le trappole che l’asfalto salsese di strade e marciapiedi riserva continuamente a chi lo percorre, la via più agevole resta quella dell’ex statale per Fidenza.
Sarà perché la sua manutenzione non spetta al comune di Salso, sarà perche l’orografia la vede inserita in un lungo tratto pianeggiante, fatto sta che codesta è una delle poche strade decentemente asfaltate di tutto il territorio termale.