SINISTRA PER FIDENZA


Una «compilescion» di successi degli anni Settanta e Ottanta

 


di Celestino Stella 


Sono venuto ad incontrarti, Sinistra per Fidenza, soprattutto perché, come ho visto il tuo manifesto incollato al cartellone del teatro Magnani,  ho subito condiviso ed approvato tutti i sei punti del tuo programma. E come potevo non condividere? Come potevo passare fingendo che su quel tuo manifesto non ci fosse stato scritto «contenimento dell’espansione edilizia e miglior utilizzo del tessuto urbano esistente» oppure «servizi alle famiglie»?
Ho ascoltato con vivo interesse il professor Enrico Mambriani, coordinatore cittadino di Rifondazione Comunista, spiegare i motivi per i quali nasce questa coalizione. Poi ho ascoltato Marco Scaramuzza, il consigliere comunale dello stesso partito di Rifondazione. Poi ho ascoltato Maura Giuffredi, la segretaria della nostra Camera del Lavoro. Poi ho ascoltato due signori che, a modo loro, hanno dato voce ad uno sfogo, forse represso per troppo tempo. Hanno detto che essere di sinistra è un’altra cosa rispetto alla politica,  ben tollerata anche dalla amministrazione comunale di Fidenza, dei centri commerciali aperti la domenica. Hanno detto che essere di sinistra è un’altra cosa rispetto alle scelte di una cooperativa «rossa» di Castellina di Soragna che, esattamente come tutti gli altri imprenditori attenti esclusivamente al proprio tornaconto economico, ogni tre mesi licenzia e riassume duecento lavoratrici per farle restare in eterno nel limbo del precariato.
Sinistra per Fidenza, in questi pochi interventi e nei tanti simboli che ti compongono vedo, purtroppo, soltanto una «compilescion» dei successi, ormai perduti,  degli anni Settanta e Ottanta. Vedo il naufragio di un sogno. Vedo gli interessi tutti privati di un progetto che doveva essere pubblico, cioè di tutti.
Io sono venuto ad incontrarti ma da te, Sinistra per Fidenza, adesso pretendo che le tue promesse siano mantenute. Che, a Fidenza, l’espansione edilizia sia contenuta e che sia utilizzato meglio il tessuto urbano esistente. Che a Castellina di Soragna  sia, da subito, messo in funzione il nuovo assetto produttivo ed immediatamente riattivata la difesa del lavoro. Che i denari dei «soggetti attuatori» siano usati per dare respiro alle famiglie con persone anziane non più autosufficienti; che siano spesi per permettere alle giovani madri di mantenere il proprio lavoro e di crescere i propri figli.
Sinistra per Fidenza, accetti la scommessa? Accetti di convincere uno come me che la tua non è una «compilescion» dei successi, ormai perduti,  degli anni Settanta e Ottanta?

 

 

 

Pubblicato il 5 dicembre 2008

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