di Paolo Sirocchi
Rispondere all’appello di Nave Corsara per salvare il Liceo Classico a Fidenza è un «must». Ti venisse un’acca nel cuore. Per quelli come me, per i quali l’inglese è rimasto al famoso detto pubblicitario nestleiano «ciù is mei che uan», si tratta di rispolverare alcuni libri letti e addurre argomentazioni a favore.
Ebbene, ebbene cominciamo con un po’ di sano nazionalsocialismo. Sì, avete letto bene, quella dottrina politica e sociale meglio conosciuta come nazismo. Sano però. Come può tal pensiero essere definito «sano»?!
Basta leggere il libello di Julius Evola «La Dottrina aria di Lotta e Vittoria», ove per «aria» si intende ariana. Evola si rifà alla mitologia nordico - germanica degli Arii scoprendone gli insegnamenti volti alla purificazione più profonda della nostra anima, tramite l’azione intesa come lotta, ed alla sua elevazione oltre le comuni preoccupazioni della vita quotidiana, definite meschine e borghesi. Più sai di te, riguardo a te, più agisci per conoscerti nel profondo sconfiggendo le paure e le viltà caratterizzanti l’aspetto più animale del tuo vivere e più conosci te stesso, lotti e vinci la battaglia per un te stesso migliore, eroico, glorioso. Non contemplazione mistica cristiano-cattolica (dantesca, come la chiama Evola) ma azione, battaglia, guerra ove gloria e contemplazione diventano una sola cosa.
Nel libello si parla di una costante introspezione psicologica interiore (una lotta, appunto) suffragata dalla conoscenza della mitologia ariana, della Bhagavad-gità o trattato indo-ariano della sapienza guerriera, addirittura del Corano. Tutte fonti foriere di indicazioni per liberarsi dai nostri demoni primordiali protettivi che qui sono chiamati ora Walkirie ora Fravashi (le anime dei defunti secondo le religioni iraniche o persiane) ora Lari (divinità legate ai defunti del focolare famigliare) per assurgere ad essere eroi gloriosi combattenti, meritevoli di un Paradiso ultraterreno.
Ma se non conosci la storia delle antiche civiltà indo-europee (persiana, greca, romana) le parole con le quali si esprimevano, la loro origine o etimologia, tutti concetti dei quali Evola si nutre, allora non ti accorgerai quanto pericoloso possa essere il suo pensiero, grazie alla tua ignoranza, quando parla di azione redentrice dell’umanità: la Shoah è lì che testimonia da più di 70 anni.
Il Liceo Classico serve anche a questo.
(A proposito: un/una (k)comunista Pd queste cose le sa? Ed un/a margheritino/a? Ed un italiano di valore? E un nuovo sinistrorso? E un cittadino aperto? Ne siamo sicuri? O fanno finta di niente? Mah! Di sicuro un socialista, ladro come lo sono stati tutti gli altri o no, queste cose le sa. Eccome! Non m’importa che ci sia la Gelmini a fare danni. M’importa che se la sinistra non sa queste cose allora si comporterà come un’altra nuova Gelmini. È ciò che temo.)
Passiamo ora a qualcosa di meno inquietante.
Nel 2007 esce un libello edito dalle Edizioni San Paolo ove Raimon Panikkar e Gianfranco Ravasi parlano delle Lettere di San Paolo. «Le parole di Paolo» è il titolo. Si parla di alcune parole greche antiche che Paolo usa con significati nuovi. Parole che sono charis (carità di Dio verso noi, cioè grazia, salvezza), pistis (fede), pneuma (respiro vitale del corpo assieme all’anima), dikaiosune (giustizia ma anche giustificazione in Dio, salvezza), sarx (la carne nella quale si fa il Verbo), ed ancora eros, filìa, àgape e cioè amore erotico, amicizia, solidarietà cristiana.
Sai usare un Rocci? Se lo sai usare ti sarà concessa la grazia di conoscere il significato di quello che argomentiamo. Ma bisogna saperlo usare. Arroganza del sapere? No, monito!
Il Liceo Classico serve anche a questo. Saper usare un vocabolario che ti insegna quali significati assume una parola greca antica in circa (almeno) 500 anni di storia. E, quindi, conoscere la cultura nella quale sei nato e cresciuto, capirne le evoluzioni, riflettere, meditare, ricercare. E diffondere, con umiltà.
(Ancora. Un post (k)comunista Pd queste cose le sa? E un nuovo sinistrorso? E un ex democristiano di sinistra? E una banca amica del Pd? Ed una coop edile o di consumo? E, soprattutto, una Asi (Azienda Servizi Imprescindibili)? Se non lo sanno, è come essere in mezzo ad un Pdl raddoppiato. Ed allora di che ci lamentiamo? Un socialista, ladro come gli altri o no, queste cose le sa, e le scrive).
Ora, qualcosa che attiene alla storia del nostro pensiero politico. Italiano. E, per certi versi, filosofico.
«La cultura è una cosa ben diversa. È organizzazione, disciplina del proprio io interiore, è presa di possesso della propria personalità, è conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti ed i propri doveri. Ma tutto ciò non può avvenire per evoluzione spontanea, per azioni e reazioni indipendenti dalla propria volontà, come avviene nella natura vegetale ed animale… L’uomo è soprattutto spirito, cioè creazione storica, e non natura», Antonio Gramsci, «Il grido del popolo», 29 gennaio 1916, firmato Alfa Gamma.
Antonio frequenta il Liceo-Ginnasio e ne consegue la maturità. Vi riconoscete in ciò che dice? Lo diffondereste ai vostri figli? Soprattutto, al di là delle personali opinioni politiche, sentite o avvertite una certa emozione, un certo orgoglio nel leggere le sue righe?
Il Liceo Classico serve anche a questo. Come tutte le altre scuole.
Ed ora, un classico omaggio. È Ulisse che parla ai suoi, nel momento dello sforzo finale:
«“O frati”, dissi, “che per cento milia
perigli siete giunti a l’occidente,
a questa tanto picciola vigilia
d’i nostri sensi ch’è del rimanente
non vogliate negar l’esperïenza,
di retro al sol, del mondo sanza gente.
Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza”».
PS. Per non dimenticare: un (k)comunista Pd sa chi è Antonio Gramsci? E un nuovo sinistrorso? Mah! Non ne sarei tanto sicuro. Un socialista, ladro come tutti gli altri o no, lo sa. E ne rende testimonianza.
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