SALSOMAGGIORE SOTTO ATTACCO

Gli sbandieratori di piazza Berzieri

 

Era sabato, ero libero, ero appena uscito dal barbiere Testa (guarda te il destino dei nomi) ed era una bella e ben ventilata giornata di sole. I marmi del Berzieri risplendevano di luce propria, le bandiere garrivano nella brezza carezzando le chiome di un manipolo di persone attorno a esse assiepato. Di tanto in tanto, un passante si curvava su un banchetto allestito davanti al palazzo termale per scrivere qualcosa. Con la compunzione propria di chi firma l’albo delle condoglianze.
Se non fosse stato per quelle facce, troppo note, e per quelle bandiere, troppo azzurre, mi sarei avvicinato e anch’io avrei apposto una firma per il morituro.
Era infatti in corso la raccolta di firme contro le esequie dell’aiuola davanti allo stabilimento siamese di Galileo Chini e la manomissione del piazzale che fa meno vandalico chiamare riqualificazione.
Non fosse stato per le bandiere e per i celebri volti, avrei firmato contro il funerale della reliquia.
Quella maledetta e ossessiva mania di marchiare e colonizzare ogni moto di spontanea ripulsa del cittadino medio verso le malefatte  di Tedeschi e del suo clan, mi fece passare la voglia. Credo l’abbia fatta passare a molti.
Strumentalizzazione è parola antiquata e anche un po’ bruttarella, ma efficace perché ci fa capire quel che siamo noi volgo: strumenti, randelli nelle mani degli opposti schieramenti. Che ci usano per darsele di santa ragione.
Il triplo ne avrebbero raccolte, di firme, gli sbandieratori del Berzieri, se solo avessero lasciato a casa i gonfaloni e le coccarde delle loro fazioni. Se avessero rinunciato a usare la nostra indignazione per accumulare consensi. Costoro non sono raccoglitori di firme ma collezionisti di bollini, di punti senza qualità. Il premio in palio è il contenuto dell’urna elettorale.
Se avessero  voluto sinceramente impedire alla ruspa di fare il suo sporco mestiere, ci avrebbero convinto con le parole più che sciorinando le bandiere. Avrebbero dovuto farsi cittadini tra i cittadini e non lupi tra gli agnelli.
Ma alla forza delle argomentazioni hanno preferito l’ostentazione dei gagliardetti. Quelle firme serviranno alla caccia delle tessere. Quegli adescatori con quelle bandiere (ma si potrebbe dirlo anche di altri con ben altre bandiere) non sono pescatori di uomini, come li intendeva Cristo, ma cacciatori di teste. Per dirla alla maniera di De Niro-Al Capone nel film Gli intoccabili, ma in tutt’altro contesto, sono «solo chiacchiera e distintivo..  chiacchiera e distintivo».

 

 

 

Pubblicato  il 5 dicembre  2008

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