SALSOMAGGIORE A PEZZI


Il meccanico dell’incidente

 

Se fosse rimasto il cellophane, sarebbe stato più facile raccogliere le macerie del controsoffitto crollato. Autorità alla vigilia della riapertura del Teatro Nuovo (da sinistra): l’ingegnere meccanico Rossano Varazzani, l’ex vicesindaco Massimo Cavalli, il sindaco Massimo Tedeschi.

 

Come si siano evoluti i fatti di cui al precedente articolo sul Teatro Nuovo è ormai ampiamente noto: attorno alle 16,30 di domenica 22 marzo è crollato la controsoffittatura fonoassorbente. L’incidente, oltre ad avere mandato all’aria il concerto di Nek, ha bloccato i litigi intestini della Casa comunale e provocato la caduta dell’ennesima tegola sul capo del sindaco Massimo Tedeschi. Il nostro collaboratore Doctorenry, che ci aveva lestamente passato la notizia, alla quale non abbiamo potuto dare seguito a causa della limitatezza dei nostri mezzi, aveva svolto alcune considerazioni che ci paiono sempre valide e attuali. Perciò le pubblichiamo ora come riflessione sul perché certi incidenti possano accadere. È un’interpretazione, ovviamente, ma per nulla peregrina. Come si dice oggi, ci sta. 

di Doctorenry

Prima qualche fatto che giova ricordare per inquadrare il problema.

1) Il Teatro Nuovo è stato recentissimamente ristrutturato, grazie a fondi reperiti dalla disgraziatissima giunta Franchi di centro-destra presso il ministero dei Beni Culturali retto al tempo dall’onorevole Rocco Buttiglione.

2) I lavori sono stati iniziati e portati a termine dall’amministrazione Tedeschi tutt’ora in carica.

3) La direzione dei lavori è stata affidata al dirigente dell’Ufficio tecnico comunale.

4) L'amministrazione comunale, nella persona del sindaco, ha indetto una gara di respiro europeo per l'affidamento della gestione della grandiosa struttura a soggetti di sicura professionalità nel campo dell’organizzazione di eventi culturali di grande richiamo.

5) Alla prima prova il controsoffitto del Teatro Nuovo non regge ai decibel necessari per un concerto di musica leggera e crolla provocando l'intervento dei vigili del fuoco.

Ora le opinioni personali, che ho la presunzione di credere siano condivise da molti altri concittadini.

1) La direzione dei lavori, di qualsiasi lavoro, dovrebbe essere affidata esclusivamente a un tecnico competente nel settore.

2) Ci sentiamo di escludere che  un ingegnere meccanico possa avere le comptenze necessarie per dirigere sia i lavori di ristrutturazione edile di una struttura ricettiva quale l’albergo Valentini (foto sotto),

sia quelli di un edificio di valenza monumentale quale il Palazzo dei Congressi (foto sotto),

sia quelli di una struttura di tipo teatrale (foto sotto).

3) Mi sento di escludere che un dirigente di ufficio tecnico, già  oberato di lavoro per lo svolgimento della normale attività, possa avere le risorse fisiche e intellettuali per accumulare una siffatta dose di incarichi extra (ovviamente i tre esempi sopracitati non sono che una piccola parte delle direzioni lavori affidate all'ingegnere capo).

4) Mi sento altresì di escludere che tali affidamenti di incarichi non  siano avvenuti ope legis. Mi limito a valutarne l’opportunità etica, gli effetti pratici e a domandarmi a chi spetti la nomina di un direttore dei lavori.
                           
Per tutti questi motivi, il sottoscritto e altri comuni cittadini salsesi, non tutti appartenenti al «gonzo pecorume» di snavriana etichettatura, intendono promuovere una campagna volta al ridimensionamento di tutti coloro che, per le rispettive competenze, siano in qualsiasi modo coinvolti non solo in quest’ultima vicenda, che se non fosse devastante per l’immagine della città sarebbe tutta da ridere, ma anche in tutte le altre che, giorno dopo giorno, stanno non solo rovinando l’immagine di Salsomaggiore ma pure precludendo la possibilità di una qualsivoglia ripresa.
Ritorneremo presto sull'argomento.

 

 

Pubblicato il 24 marzo 2009

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