ELEZIONI 2009


Ah, se non ci fossero i salsesi!

 

di Doctorenry

È stata dura ma finalmente ce l'ho fatta.
Come mio solito, anche quest'anno sono andato a controllare la presenza di concittadini salsesi nelle varie liste elettorali schieratesi per le consultazioni del 6 e 7 giugno.
E ne ho trovati parecchi.
Anche se a Salso quest'anno non si vota per il comune, ma solo per le provinciali.
Ma andiamo ad iniziare, avvertendo che la disamina dei vari salsesi candidati non avverrà in ordine alfabetico, bensì in modo del tutto casuale, valutandone soprattutto le doti di coerenza rispetto ai valori da costoro portati avanti nelle passate consultazioni elettorali.

Cominciamo coi candidati al consiglio comunale della vicina Fidenza.
Ivi, provvisoriamente in quanto la lista di cui è capofila oltre che fondatore è more solito sub-judice in attesa della sentenza definitiva del Tar, ritroviamo il padre di tutti i voltagabbana salsesi.

Gianni Rossi, ex tribuno del popolo ex consigliere comunale a Salso. Colui che mise fine alla breve stagione del centrodestra termale.
Anche stavolta a capo del movimento civico «Città per cambiare» di cui evidentemente possiede il copyright (anche perché correttezza grammaticale avrebbe imposto, se abbiamo afferrato il significato che l'ex tribuno ha voluto dare alla denominazione, un «Per cambiare la città» o magari «Città da cambiare») e a sostegno di un candidato sindaco legato al mondo dell'edilizia come già nel 2006 a Salsomaggiore.
E, oggi a Fidenza come ieri nel tentativo non riuscito di partecipare alla gara a Salso, con al fianco i due fidi portaborse o, più politically correct, capi di gabinetto o braccia destre. Maurizio Fiumelli & Ernestino Tuberti. Che ritentano quest'anno sperando di essere più fortunati, giudici permettendo.

Un altro salsese conosciuto è Lino Vertemati, candidato della lista Sinistra per Fidenza e storico commesso della ditta Tanzi Fernando elettrodomestici, recentemente approdato in zona Camera del Lavoro. A lui il merito di mantenere salda la barra a sinistra.

Non salsese ma pur sempre ex candidato sindaco a Salso in una passata tornata elettorale e come tale meritevole di citazione, ritroviamo pure Augusto Cocconcelli, che stavolta si candida nel Borgo e assieme alla città cambia pure direzione politica, spostandosi dalla destra estrema al più tranquillo Centro casiniano.

Salsese d’origine pure uno dei due candidati sindaci del vicino comune di Pellegrino Parmense: a tentare di guidare il piccolo centro della Val Stirone è infatti Matteo Marosi, odontoiatra, di provenienza Udc, membro di una storica famiglia termale. Forza Matteo, tifiamo tutti per te se non altro in forza delle nostre comuni professioni.

Molto più nutrita la pattuglia di salsaroli alla ricerca di uno scranno nel consiglio provinciale.
L’assessore comunale al Commercio e alle attività produttive Stefano Urbini, candidato nella lista del Pd nel collegio di Salso a sostegno di Vincenzo Bernazzoli, con serie possibilità di successo. Glielo auguriamo di vero cuore confidando che presto si accorga di non potere esercitare in contemporanea i due mandati di assessore a Salso e consigliere in Provincia, dimettendosi dalla prima carica e piantandola così di combinare guai nella città natale.
Analogo augurio rivolgiamo all'ex verde Matteo Orlandi, sceso in campo, sempre a sostegno di Bernazzoli, nelle liste de La Sinistra, collegio di Salso.
Evidentemente avevano ragione quanti lo definivano un cocomero: rosso dentro  e verde fuori, visto che la sua voce non si è mai neppure flebilmente alzata a condannare le deturpazioni del verde effettuate oggi e negli anni scorsi dai suoi compagni di cordata. Tra i quali spicca un altro nome illustre della politica termale: l'ex sindaco Adriano Grolli. Il quale evidentemente non ha ancora placato la sua sete di sinistrosità dopo esser passato dal Psiup al Pci, al Pds ed ai Ds. In lizza sempre per La Sinistra nel collegio di Fidenza-Salso. Auguri anche a te, Adriano.

Altro assessore con aspirazioni provinciali è l'ottimo Andrea Fellini, candidato per i Comunisti italiani nei tre collegi di Fidenza, Fidenza-Salsomaggiore e Salsomaggiore collegato of course a Bernazzoli. Riuscirà a spuntarla?
A sostegno del candidato Giampaolo Lavagetto, nella lista collegata della Lega Nord, l'attuale commissario per Salso e Fidenza della Lega stessa, Giovanni Carancini, rientrato nel loco natio dopo anni di esilio lavorativo. Non v'è traccia invece di candidati salsesi del sasso nell’altra lista che sostiene Lavagetto, il Pdl: defenestrato lo scaduto consigliere Bruno Chiusa e respinta con perdite da un minacciato sollevamento della base la transfuga Paola Mecarelli, l'onore di tentare di rappresentare oltre che se stessi pure la città delle acque nel consesso provinciale spetta a due extracomunitari, ops forestieri, con un passato amministrativo termale: l'ex assessora ai Servizi sociali della giunta Franchi, Antonella Amore, e l'ex candidato sindaco sconfitto nonché per breve tempo consigliere comunale e capogruppo di Forza Italia Michele Rainieri, velocemente allontanatosi dallo scomodo scranno dello Sgabuzzino della Salamandra per andare ad appoggiare le terga sulla più comoda e remunerativa poltrona di vice presidente dell’Acer (Azienda Casa dell'Emilia Romagna).
A proposito, nel non improbabile caso che sia eletto, che farà? Da quale dei due incarichi si dimetterà, visto che paiono incompatibili? Si accettano scommesse.

E a dimostrare che Salsomaggiore è ormai divenuta terra da colonizzare, a candidato nel collegio cittadino troviamo tale Orlandini Simone, pare consigliere provinciale in scadenza e, ci dicono, proveniente da Traversetolo, paese come noto contiguo al nostro trovandosi esattamente dalla parte opposta della provincia, a dimostrazione che destra e sinistra pari sono nel giudicare l'abilità politica di noi salsesi.
Per fortuna che l'Udc, a sostegno della candidatura di Mauro Libè, schiera nel collegio di Fidenza-Salso l'inossidabile e nei secoli fedele Renato Tanzi, bancario in pensione, e il non altrettanto politicamente stabile Roberto Agostini, medico di base a Parma ed ex Civiltà Parmigiana in quota alla quale sedette per quattro anni nel CdA delle Terme di Tabiano. Auguri a entrambi.

Anche al candidato presidente Alberto Zanettini de La Destra-Fiamma Tricolore non mancherà l'appoggio di salsesi doc: Francesco Villa, a scanso di omonimie venditore e riparatore di macchinari per il giardinaggio, in lizza nel collegio di Fidenza-Salso e il comandante elicotterista Franco Botti, ideatore e detentore del copyright del Wtc a Salso, estromesso dal progetto dai vertici politico amministrativi del comune ma pure esiliato dal suo partito in un collegio riteniamo a lui poco consono, quello di Felino, chissà perché. Anche a loro in ogni caso i nostri auguri.

Infine, ultimo ma non certo in ordine di importanza, nella lista No Inceneritore, a supporto del candidato presidente Stefano Zibana, un altro storico politico locale Gian Franco Biolzi che, dopo aver fondato la Lega Nord a Salso ed averla rappresentata per qualche lustro in consiglio comunale, ne è uscito lo scorso anno per fondare un proprio gruppo, Terre nostre, che a livello provinciale si oppone appunto alla costruzione di un inceneritore. (Speriamo di riuscire a comprendere nel corso della campagna elettorale chi invece vorrebbe che l'inceneritore fosse costruito, a meno che non si intenda parlare di termovalorizzatore).

In ogni caso, il vecchio leone ha ruggito forte ancora una volta e  si è accaparrato il posto in ben tre collegi: Fidenza, Salso e Fidenza-Salso.
Complimenti e auguri.
Quindi, riassumendo, in questo lungo elenco che non ha tuttavia la pretesa di essere completo in quanto è umanamente impossibile riconoscere tutti i salsesi, doc o non doc, in questo sterminato numero di liste, troviamo ben 18 (diciotto) candidati che hanno in qualche modo incrociato lungo la loro vita la nostra amata cittadina termale.
A tutti loro, indipendentemente dagli orientamenti politici e dai salti del fosso passati presenti e futuri, vadano gli auguri di successo miei e di  tutti i salsesi.
A breve il commento sui risultati.

 

Nota redazionale. Su Gianni Rossi non andrei tanto a cercare il pelo nell’uomo. Il cambiamento cui allude l’ex tribuno del popolo è forse quello che si udiva un tempo risuonare dagli altoparlanti della stazione ferroviaria borghigina, e che deve essersi impresso nei padiglioni auricolari di quel desso: «Fidenza, stazione di Fidenza, per Salsomaggiore, Fornovo, Cremona si cambia». E lui ha cambiato. Può darsi che, in caso di reiterata trombatura lo si veda istradato tra cinque anni per Fornovo (primo binario) o per Cremona (quarto o quinto).

 

. Pubblicato il 21 maggio

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