Già nelle prime righe della «Programmazione economico finanziaria» (clicca qui per leggere il testo integrale), Giuseppe Cerri, il nostro sindaco acciaccato dallo scandalo dei cimiteri e provato dalla guerra intestina al Pd provocata dalla ribellione del vice e figlioccio Paolo Antonini che si è intestardito a volergli sfilare il seggiolone di sotto il sedere, confessa la sofferenza. «Predisporre il bilancio 2009-2011 è stato davvero arduo». Parole come «difficile» e «difficoltà» ricorreranno più volte nel testo.
Le ragioni del malessere sono note: l’abolizione dell’Ici (due milioni di euro di entrate in meno per le casse comunali di Fidenza), l’incertezza delle risorse finanziarie, la riduzione dei contributi statali, i vincoli rigidi del patto di stabilità e la ridotta capacità fiscale dei comuni. Però, si consola qualche riga dopo Cerri, abbiamo fatto il possibile per garantire «i servizi alla persona» (a chi altri, se no? Agli immobili?), per «sostenere economicamente le famiglie in difficoltà e le categorie più deboli». Una «sfida articolata e complessa», la definisce Cerri, «che ha comportato scelte, anche politiche, difficili (in neretto nell’originale, ndr), in attesa di un federalismo fiscale che per ora resta sulla carta».
Potremmo aumentare la tariffa della tassa per lo smaltimento dei rifiuti, ammette il sindaco, per rifarci delle limitazioni imposte dal governo, ma non lo faremo. Nonostante lo smaltimento in discarica e il servizio di raccolta differenziata porta a porta e l’ampliamento del servizio ai nuovi quartieri e insediamenti produttivi ci costi di più. Bontà natalizia? No, il comune conta di appianare il disavanzo con la lotta agli evasori (ed «elusori») del tributo. Ebbene sì, ci sono anche quelli che producono rifiuti senza pagar dazio. Introiti previsti: 200 mila euro.
Il sindaco ricorda che, con il versamento del 5 per mille al comune, i cittadini contribuiranno a finanziare «uno o più progetti di natura sociale». Ma non si sa ancora che cosa e a favore di chi. Appello sottinteso: versate, versate, versate, qualcosa si farà. Versamenti sulla fiducia. Si saprà dopo. Non sarebbe meglio sapere prima?
Le aliquote, le detrazioni e le agevolazioni tributarie già in vigore per il 2008 sono confermate. Ma «le tariffe di utenza dei servizi a domanda individuale» saranno aumentate mediamente del 5 per cento. Per adeguarsi al tasso di inflazione reale.
La spina nel fianco della nostra amministrazione è il cosiddetto patto di stabilità: «Il comune di Fidenza nel 2009 deve migliorare il proprio saldo finanziario di 1.670.430 euro». Come? «O con l’acquisizione di maggiori e nuove entrate oppure con la riduzione di altrettante spese, sia correnti che di investimento». Conseguenze previste? «Ritardi nel pagamento dei lavori pubblici, soprattutto di quelli finanziati mediante mutui o boc».
Per consentire il pareggio del bilancio 2009, il sindaco e la giunta hanno deciso di contenere e razionalizzare le previsioni di spesa corrente. In che modo? Riducendo i costi per la provvista di beni e servizi, per esempio, e poi razionalizzando i costi di struttura, diminuendo la spesa annua di alcuni appalti e rimandando la stipulazione di mutui per contenere l’indebitamento.
La politica del contenimento dei costi consentirà di destinare «nuove e maggiori risorse finanziarie» alla popolazione anziana, ai giovani senza occupazione o con lavoro precario, alle famiglie in difficoltà, ai servizi per la prima infanzia, all’integrazione degli alunni disabili.
Dopo l’illustrazione della politica sociale, di cui la giunta va evidentemente fiera, il sindaco passa a elencare «scelte strategiche» nell’ambito di altri servizi, dai cimiteri alla tutela urbanistica. E qui casca l’asino. Alla luce dell’oltraggio ai defunti consumatosi nel camposanto di via Marconi per colpa di un appalto incauto e dopo la proterva demolizione di Villa Panini, questi bei propositi ci ricordano all’improvviso che possono restano solo vuote parole con il sapore della beffa.
Sulla controversa questione degli incarichi esterni, ovvero sulle consulenze affidate a esperti o sedicenti tali che hanno succhiato una montagna di quattrini alle casse comunali, grazie anche al potere dei dirigenti di spendere e spandere, pare che l’intenzione della moritura giunta sia quella di darsi una calmata.
In seguito alla «manovra finanziaria estiva» (varata dal governo, ndr) le pubbliche amministrazioni «possono conferire incarichi esterni soltanto per l’espletamento di obiettivi e progetti coerenti con le funzioni istituzionali dell’ente, dopo aver accertato l’impossibilità di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno». Insomma, vedremo se il Comune di Fidenza è composto da tecnici e funzionari inetti, come ha lasciato intendere l’amministrazione in tutti questi anni affidando incarichi pagati profumatamente a professionisti amici e studi professionali amichevoli, oppure se si è trattato di mero scialo. Qualcuno dovrà spiegare, o pagare, per la facilità con cui ha speso soldi non suoi. Limiti di spesa ed elenchi per gli incarichi esterni dovrebbero impedire ulteriori ingiustificate emorragie.
Il sindaco si ringalluzzisce nelle due ultime pagine. Nella penultima, perché, cifre alla mano, mostra che «il 43,70 per cento della spesa corrente, pari a oltre 11 milioni di euro è destinata ai servizi alla persona».
Nell’ultima, per ben due motivi. Primo, perché «la Regione la settimana scorsa ha deliberato l’assegnazione al comune di Fidenza (a chi, se no? ndr) di 7 milioni di euro per finanziare il secondo stralcio della Tangenziale Sud, che è previsto nel predetto programma dei lavori pubblici 2009».
Secondo, perché «proprio questa mattina è stata aggiudicata ad un pull (sic!) di imprese l’alienazione dei magazzini comunali per il prezzo di € 1.834.000 (in aumento di € 10.000 rispetto al prezzo di base d’asta»)». Insomma, i magazzini comunali, che pareva nessuno volesse, finalmente sono stati venduti. A chi? Nel pool spicca il nome della ditta Furia, che ha l’appalto della raccolta dei rifiuti. Un nome già sentito. Una scelta più che oculata. I magazzini già del comune confinano con l’isola ecologica. Continua.
(is)
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