LA SALA DEI GIGANTI

Seduta del consiglio comunale di Fidenza del 29 dicembre 2008, dalle ore 15

Il Magnificat della maggioranza

 

 

Come dicono al Tg quando scioperano i giornalisti, quest’ultima parte del dibattito consiliare sul bilancio va in onda senza tre importanti documenti che sarebbero serviti a renderla più chiara ed esauriente: l’intervento del consigliere di Terre nostre Stefano Denti; la relazione del Pd letta da Cristian Zalaffi e quella di Città aperta letta da Massimiliano Franzoni.
Naturalmente avevo chiesto a tutti e tre di inviarmele. A voce e per iscritto (con pizzino in stile Nicola Latorre). Denti mi aveva detto di sì senza esitare. Zalaffi aveva annuito con sorriso da Ignoto marinaio (Antonello da Messina) chiedendomi a sua volta conto dei commenti. «Le opinioni disgiunte dai documenti», lo avevo rassicurato. Franzoni, con il suo tipico sorriso da sinedrio, mi aveva risposto che ci avrebbe pensato. Una riflessione che lasciava presagire il rifiuto, comme d’habitude, in questa comunità dove il singolo non gode del libero arbitrio. Lo capisco, anche lui ha da alimentare un sito e poi, com’è noto, il suo sommo sacerdote Stefano Gandolfi non ama che circolino informazioni senza il suo imprimatur.
A Zalaffi, sollecitato anche attraverso un sms da me inviato alla segretaria del Pd Lella Bussandri, temo sia accaduto di peggio: la preparazione del cenone, la settimana bianca, il discorso del presidente della Repubblica o altri inconvenienti di stagione gli avranno impedito di onorare l’impegno assunto. Sarà per un’altra volta, Cristian. Quanto a Denti, dato il suo amore per le piccole cose di ottimo gusto, pensiamo che la sua relazione la stia ancora vergando a mano con penna strappata a un’oca della sua aia, su carta prodotta da lui medesimo con papiri coltivati nel podere di Pieve Cusignano.
Cari consiglieri e assessori un po’ diffidenti, un po’ altezzosi, un po’ sprezzanti della pubblica opinione, quando vorrete far sapere qualcosa al colto e all’inclita, sappiate che siamo sempre qui a vostra disposizione.
Ci scusiamo dunque con i lettori per la mancata pubblicazione dei documenti (cercheremo di sopperire con parole nostre), mentre ringraziamo Stefano Tanzi, Benvenuto Uni, il sindaco Giuseppe Cerri e l’assessore Romualdo Borreri per averci inviati i loro in men che non si dica. Arrivati ancora prima che accendessimo il computer. Così si fa. Non per noi, lo diciamo. Ma per quei cittadini che vogliono sapere e che meritano rispetto. Ma non bastano la Gazzetta e l’Informazione? Si chiederanno i soliti frugali. Certo. Ma trovate che i resoconti di questi quotidiani siano altrettanto approfonditi,  stimolanti (e irritanti)?

 

Da ascoltare durante la lettura.

 

Del capogruppo di Città aperta Massimiliano Franzoni mi colpiscono in particolare due affermazioni.
La prima è una proposta degna di condivisione, e cioè che l’addetto alla distribuzione dei sacchetti per la raccolta differenziata dei rifiuti proponga anche sporte di tela per la spesa al fine di ridurre l’uso della plastica.
La seconda uscita mi fa invece sobbalzare sulla panca imbottita: «Questa amministrazione non è stata esente da errori, soprattutto dal punto di vista comunicativo (neretto mio, ndr)». Oh bella, ma l’addetto alle comunicazioni non è il suo capo Stefano Gandolfi? Sarà tattica elettorale!

Il capogruppo del Pd Cristian Zalaffi, che da quattro anni e mezzo si vanta di appartenere a una maggioranza che ha totalizzato il 60 per cento (una gloria destinata a essere coniugata presto al passato prossimo e più avanti al passato remoto), anche oggi non perde occasione per millantare. Dice che questa giunta lascia una città più pulita, più partecipata, più lirica (nel senso di stagione operistica), più ecologica, più fiduciosa nel futuro. Più grande, anche? Beh, sì, forse si è costruito un po’ troppo, ammette a denti stretti, in un soffio che solo i vicini riescono a cogliere. La pseudo-autocritica, sia chiesto tanto a Zalaffi quanto a Franzoni, dovrebbe fungere da viatico per l’assoluzione? Pensate proprio che abbiamo l’anello al naso e la sveglia al collo?

 

Da sinistra: Stefano Gandolfi, Massimiliano Franzoni e Claudio Ianelli.

 

L’assessore alla Scuola e Partecipazione Stefano Gandolfi, preso particolarmente di mira dal fotografo della Gazzetta di Parma (ma fedele al suo stile di vita, renitente alle lusinghe mondane, non sorride all’obiettivo, mentre sorriderà al fotografo a scatto avvenuto) è fiero di aver aumentato solo leggermente le tariffe. Nonostante l’aumentata pressione tributaria, è riuscito a mantenere bassissima la pressione tariffaria. Se sia vero non sappiamo, i superlativi sono suoi. La spesa per i servizi all’infanzia e alla scuola è aumentata, ammette, ma «è rimasta al di sotto della media provinciale». Sono tariffe «graduate sulla base della condizione economica» (vorrà dire stabilite in base al reddito?) e contemplano anche la possibilità dell’esonero.
E poi di punto in bianco: «Colgo l’occasione per ringraziare la Gazzetta di Parma e la giornalista Maria Chiara Illica Magrini…». Non si capisce perché sia grato, deve essere una questione di malintesi e rettifiche. Sempre problematici i rapporti di Gandolfi con la stampa e con il parlare chiaro e diretto.
«Mi spiace che Uni dica che, in base al decreto Gelmini, il Solari, la scuola di agraria, è destinata a sparire. Chiedo che la stampa non pubblichi questa notizia». Ah, ecco. «Si vedrà, non è il momento di entrare nei dettagli. Vi posso assicurare che per l’anno scolastico 2009-2010 non cambierà nulla, questo deve essere chiaro per le famiglie». E per il 2010-2011 e 2011-2012? È prematuro parlarne. Esteban, adelante con juicio.

 

 

L’assessore all’Ambiente Andrea Massari (foto sopra) mette subito in chiaro che la teatralità di certi consiglieri, destinata senz’altro a impressionare la stampa e il pubblico novello, a lui non fa più effetto. È palese il riferimento a Benvenuto Uni la cui tirata sulla città d’arte priva di cessi ha suscitato ilarità e sghignazzi tra i loggionisti.
Poi si produce nella solita solfa apologetica Fidenza über alles. Anche questo numero, di cui però lo specialista indiscusso è Paolo Antonini, è a suo modo comico. Involontariamente. «Abbiamo avuto dei riconoscimenti, mentre chi abbia ascoltato Uni può pensare di essere capitato in una città dell’Uzbekistan. Fidenza si è distinta sui temi ambientali, mi piacerebbe discuterne con il consigliere Tanzi, ma più qui che sui giornali (anche lui allergico alla circolazione delle opinioni? ndr). Siamo stati accusati di clientelismo, dal consigliere Tanzi, se lo pensa veramente avrebbe dovuto denunciarci. Nella raccolta dei rifiuti, siamo rimasti fuori dal sistema delle multiutilities che esclude i comuni dalla gestione. Il prossimo anno non ci saranno aumenti, neanche per adeguarsi agli indici Istat che pure li avrebbero consentiti. E, cionondimeno, riusciremo a far fronte alle emergenze. Unici nella provincia di Parma, abbiamo le tariffe più basse. Il che è stato possibile grazie alla San Donnino Multiservizi. Le società partecipate sono una grande risorsa. E le bonifiche? Abbiamo avuto 14 milioni di euro per la bonifica del podere Loghetto, ottenuti grazie anche ai nostri uffici, dalla ragioneria all’ufficio tecnico, e a una capacità che da Roma in giù ci hanno invidiato ed è stata presa a modello in tutte le parti d’Italia. Non tutti i sottopassi, le tangenti e la viabilità che avevamo in programma sono stati portati a termine. I tempi non sono solo decisi da noi, sono dettati anche dagli enti sovraordinati. Pensate che per la rotonda di via Piave, che interesserà uno spigolo della casa cantoniera dell’Anas, stiamo aspettando l’autorizzazione da Roma da mesi. Non da Parma o da Bologna, da Roma».
Come dire:  quel che facciamo è tutto merito nostro; quel che non riusciamo è demerito altrui. E poi l’assessore conclude: «La città è tutt’altro di quel che avete dipinto, non è allo sfascio». Excusatio non petita, accusatio manifesta. Detto altrimenti: Massari ha per caso la coda di paglia?

 

 

L’assessore alla Cultura e allo Sport Davide Vanicelli (foto sopra) interviene per precisare che in tutti questi anni le tasse sportive sono state mantenute basse. «Grazie a un modello di gestione innovativo: l’affidamento a una società di diritto privato posseduta al cento per cento dalla pubblica amministrazione», assicura Vanicelli, che chiede polemicamente: «Dove lo vedete il clientelismo? Ci sarebbe stato invece con il ritorno al passato». E aggiunge: «Tutte le domande dello sport fidentino sono state esaudite in condizioni di par condicio». Poi le cifre. «Fidenza Sport ha ricevuto un contributo di 375 mila euro dal Comune su un bilancio complessivo di 1 milione 175 mila, dunque meno di un terzo, mentre società analoghe in altri comuni godono di apporti che coprono fino al 50 per cento». Fa l’esempio di Trento, se ho capito bene. «Un altro motivo di orgoglio è che l’età media degli operatori di Fidenza Sport è di 32 anni, è questo è un dato positivo in una società gerontocratica come quella italiana».

 

 

L’assessore ai Lavori pubblici Sergio Varani (foto sopra) compila il catalogo dei suoi interventi, soprattutto in scuole e strade. Per quest’ultime si è avvalso di studi dell’università di Parma. Poi enumera aree verdi e fogne. È soddisfatto di quel che ha fatto, ma ci tiene a precisare che il trionfalismo non è suo costume. Dice di non essere enfatico né catastrofico. Riconosce la «criticità» del cimitero, ma «le risorse sono un problema». I cimiteri di Fidenza, soprattutto quelli delle frazioni, presentano problemi strutturali, oltre che di manutenzione. Mi sembra di cogliere una critica alla modestia degli stanziamenti di bilancio in questo ramo.

 

 

E finalmente scocca l’ora del castigamatti, dell’indocile assessore all’Urbanistica, nonché sindaco in lista d’attesa, codice rosso, Paolo Antonini (foto sopra). «Non siamo un distretto, abbiamo diversificato gli investimenti e questo ci ha aiutato a gestire meglio le difficoltà. Non abbiamo perseguito l’occupazione, ma l’occupazione di qualità. Non abbiamo aperto le porte a chiunque, ma solo a chi ha investito in attività di qualificate. Ha ragione Zalaffi quando dice che abbiamo lavorato bene in questi anni. E certo che abbiamo lavorato bene. Abbiamo fatto fatica, ma ora siamo soddisfatti».
La solita tiritera. E in più si danno ragione tra di loro. È il segnale che è meglio chiuderla qui.
L’esito della votazione conferma la linea dell’autostima, dell’autoelogio e dell’autopromozione. Tra fumi d’incenso, la maggioranza approva il bilancio. La minoranza lo boccia. Stefano Denti si astiene.

(is)

 

 

 

Pubblicato il 2 gennaio 2009

Torna al sommario