RIMPATRIATE


Fidenza emana un brutto odore

Sì molte cose sono cambiate a Fidenza e molte cambieranno. In peggio. Per esempio, è nell'aria la soppressione della biglietteria nella stazione ferroviaria.

 

Non sò più se definirmi Borghigiano essendo tanti gli anni ormai trascorsi dalla mia Città natia, un mio antenato natovi nel 1848 ha fondato la cappellina di famiglia nel cimitero in tempi senz'altro migliori.
Seguo giornalmente con molta simpatia la navecorsara per seguire le vicende della mia Città in cui vivono ancora parenti e carissimi amici.
Mi sento di dire qualcosa a voi se mi è lecito:
Verso i primi dell'Agosto scorso ho vissuto di persona, per caso, l'abbattimento di casa Panini passando dalla desolazione del Parco delle Rimembranze ridotto all'indescrivibile per la stranissima potatura dei propri tigli; nessuno in transito assisteva alla scena dello scavatore che inesorabile operava ad abbattere la casa dove aveva abitato il mio caro prof. d'Avviamento Amedeo Violanti.

Da lì, dopo una sosta nel vuoto del centro città, erano circa le 14,  ed in attesa del treno che mi avrebbe riportato a casa, sono andato per una visita al cimitero.
Sarà stato per il caldo afosissimo di quelle giornate, il luogo deserto, ed un certo odore diffuso specialmente nel chiuso dei sottopassi tra le due aree che mi sono sentito stordito e nauseato; fermatomi ad una balconata per riprendermi e sentendo dei passi ho atteso, era una vigilessa a cui mi sono rivolto per chiedere se aveva avuto anche lei la sensazione di quel nauseabondo odore. Mi ha confermato dicendomi che da un po’...
Una volta era il profumo dei fiori e di cera bruciata: l'udur éd simiteri!
Va ben, ne avete già discusso.
Voglio concludere aggiungendo un plauso alla vostra lotta anticementifera, robe da matti: la più bella campagna del nord Italia, una cultura, lasciata alla desolazione di capannonissimi ed alta velocità. Che squallore e la chiamano food valley.
Certo non saranno stati migliori i tempi in cui mia moglie con altri 7 fratellini sono cresciuti in un poderetto sulle colline ma erano felici, ora quei pochi che crescono in quei luoghi quale poetico amore e quali ricordi ne trarranno?

Chiudo con una piccola sollecitazione, gradirei meno politica e più cronaca se ancora possono esser distinte.
E sarà, perchè non ho fatto grandi studi, che vorrei chiedere a certi scrittori éd parlér 'cme i magnén.
È l'ora di darsi da fare, siamo tutti sulla stessa barca.

Non credo sia una mail pubblicabile è solo un modesto pensiero. Grazie e saluti.

Francis

 

 

 

Pubblicato il 10 novembre  2008

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