È da poco che ho scoperto il vostro sito e la cosa mi ha fatto molto piacere, finalmente qualcuno si è svegliato e, anche se in piccolo, chissà che non serva a migliorare un po’ le cose.
Spero di poter trovare un interlocutore mandandovi questa mail, evitando così di sprecare i miei bofonchiamenti solo con familiari e amici.
In primo luogo parlerei molto volentieri dello stato pessimo delle nostre strade. Sì, capisco che è scesa un po' di neve e per una decina di giorni la temperatura è scesa sotto lo zero ma, per fare un esempio pratico, nell’estate dell’anno scorso è stato rifatto il tratto di strada che dal cimitero di Salsomaggiore arriva al bivio per Cangelasio; dopo cinque giorni dalla conclusione dei lavori sono passato in moto e per tre volte sono stato sbalzato di qualche centimetro dalla sella: erano già presenti una decina di avvallamenti pericolosi per le due ruote e dannosi per le quattro!
Ora mi domando, ma l’assessore all’urbanistica o viabilità, non va in giro in auto? Non si accorge se un lavoro è stato eseguito correttamente o no e, se non è stato fatto correttamente, perché non lo fa ripristinare dall'azienda interessata?
È possibile che strade asfaltate recentemente siano già in condizioni pessime? Non voglio entrare nel merito di chi e come vince le gare d’appalto per l’asfaltatura delle strade (sempre che vengano fatte le gare), ma vorrei invece approfondire l’argomento del quanto costa rifare un asfalto bene e avere una garanzia sul lavoro eseguito.
Un amico, assessore all’urbanistica di un piccolo comune in provincia di Milano, mi ha raccontato che nel loro comune sono state riasfaltate tutte le strade cittadine circa dieci anni fa; la gara di appalto era per il lavoro con una garanzia di almeno sette anni cioè, in caso di danni strutturali alle strade, per sette anni l’azienda vincitrice dell’appalto si sarebbe occupata gratuitamente del ripristino, tutto il resto era a discrezione del costruttore, qualità dei materiali, spessore , tipo di asfalto etc. Ebbene, sono dieci anni che le strade in questione, seppur sbiadite, non hanno né una crepa, né un avallamento né una buca. Anche se il lavoro fosse costato il doppio rispetto a un asfalto meno longevo, c'è una bella differenza tra avere carreggiate da rifare dopo cinque giorni dal loro completamento rispetto a quelle da rifare dopo dieci anni!
Il tratto di strada preso in esame (cimitero-bivio per Cangelasio) è solo uno dei tanti, che dopo qualche mese di traffico si sgretolano, affossano, rompono, allora arrivano gli omini blu, sempre pagati da noi e mai dall'azienda asfaltatrice, che con due palate di bitume riempiono quelle buche con l’unico risultato di intralciare la circolazione, riempire le macchine di catrame e risolvere la situazione per due o tre giorni fino a quando la buca non si svuota di nuovo e si ritorna daccapo.
Il dubbio che verrebbe, se uno fosse in mala fede, sarebbe quello di pensare «più volte si rifà un asfalto, più si spende, più si ha il proprio tornaconto». Ma io non sono in malafede e voi? Qualsiasi azienda che lavora con privati è obbligata a dare delle garanzie, perché non avviene la stessa cosa quando si opera per i comuni? E ancora mi chiedo per quale strano motivo le tariffe applicate da aziende esterne quando lavorano su appalti comunali sono sempre maggiori di quelle applicate ai privati? Eppure di solito più un lavoro è grande più si ottiene uno sconto maggiore, quando si ha a che fare con opere comunali è esattamente l’opposto. Per concludere, vi riporto una cosa successa a me due anni fa: ho fatto asfaltare un piccolo tratto di strada privata, al momento del saldo sotto la voce «rimozione griglia» (una piccola griglia per lo scolo dell'acqua di circa 40 centimetri) c’era l'importo di 150 euro, dopo aver fatto notare al titolare che una griglia identica l’avevo rimossa io con due colpi di mazzetta in meno di cinque minuti, la risposta dello stesso fu: «Ma queste sono le stesse tariffe che applichiamo al comune». Ottenni uno sconto di 12 mila euro su 30 mila euro di fattura iniziale. Il comune non ottiene mai sconti? E se li ottiene chi li «risparmia»?
Grazie della vostra disponibilità
Cordiali saluti
Luca
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