Rinnovando gli antichi fasti e le venerabili glorie dei primi arditi voli in pallone, sulla scia delle glorie italiche di padre Lana e di Vincenzo Lunardi, ecco che libransi e levansi nell’aere, nei giorni di Pasqua e Pasquetta, gonfie sfere aerostatiche dai colli tabianesi, a menare in giro per il concavo cielo fortunati e privilegiati turisti. Esse partirannosi dal parco Porcellini, non si bene ancora se Gimmy, Timmy o Tommy.
Il volo inaugurale non trasporterà più una pecora, un gallo e un’oca, ma, forse, tre personaggi della local fauna politica, scelti con cura tra coloro che ne rendono al meglio le caratteristiche animali trasfuse in esseri umani. Qual novello Orfeo accompagnerà con la cetra l’avvenimento, qual moderno Monti comporrà un’ode da tramandarne ai posteri il ricordo imperituro, quale indigeno Emilio Fede ne narrerà la videocronaca in diretta per TV-Salso? Chi prenderà il posto del mitico Tifi nel manovrare con sicura mano il pallone gonfiato, simbolo di tanta parte della popolazione della termale Salsus Major?
I voli saranno ben due e il più intrigante rimane il secondo, quello delle ore 18. Il programma del medesmo istesso è quanto mai allettante, seppur sibillino: «Sai dove parti, ma non sai dove arrivi»! Chi mai si candiderà a far parte dell’ardito equipaggio di un volo talmente folle da sorpassare l’omologo per mare dell’Ulisse dantesco? E quale Odisseo edizione terrà la sua orazion picciola ai compagni, anche se non vecchi e tardi, per trascinarli a seguir virtute e canoscenza? Ma nei dintorni si sguinzaglieranno, in contemporanea, carrozze a cavalli che traineranno duchi coi buchi, conti dalle braghe bsonte e marchesi di Carabas per le vigne e per li colli; scorrazzeranno cavalieri della Tavola Quadrata, dopo abbondanti libagioni alla Trattoria di Oscar e nelle bettole de «La via dei sapori», per le ville, le vigne e li poggi, alla ricerca dei pallonauti perduti.
Ecco quanto, con trepida sorpresa, ho letto mercoledì 1° aprile, sulla pagina di Salsomaggiore de «L'Informazione». Sempre nella medesima pagina, il solito buontempone ha voluto congegnare una beffa da pesce d'aprile ai lettori ed offrire nel contempo un grato omaggio ad un noto personaggio della cittadinanza locale. Accanto alla foto di Luciano Passera, nell'articoletto che illustra il futuro programma della commemorazione della Resistenza con la partecipazione di classi dell’Istituto Comprensivo, appare quella che vorrebbe essere l'immagine dell'ex-preside della Scuola Media Carozza ed attuale presidente dell’Anpi locale, la mitica, inossidabile, inarrivabile e inimitabile Silvia Cabassi. Si direbbe che Anpi significhi, nella fattispecie e per l’occasione, Agenzia nazionale pulcritudine illimitata; la soave Silvia, che credo viaggi, se non vado errato, sui 75 anni -oh, splendidamente portati!- appare appena leggermente ringiovanita, con chioma castano-chiara, uno splendido sorriso a trentadue denti candidi, con indosso un giubbotto da teen-ager con collo di bianco vello.
Solo che quella nella foto potrebbe essere comodamente sua nipote, così a occhio e croce. La fanciulla non è male: il corrispondente salsese burlone del quotidiano potrebbe fornircene non dico indirizzo e numero di cellulare, ma almeno l'identità anagrafica? Ma non è che magari la Cabassi nonché Silvia abbia scoperto non nei Caraibi, non in Etiopia, bensì sui colli tabianesi, oltre l’acqua puzza, una misteriosa polla sorgiva, celata ai più, da cui sgorga, sorniona, magica e nascosta, l’acqua della Fonte della Giovinezza? Benedetta e santa donna, e non poteva farcene partecipi, che una sorsata ce la saremmo libata pure noi?
Franco Bifani
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