RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO


Sono bravo, tanto bravo

 

Da ascoltare durante la lettura del brano che segue.

Dottor Sartori, ho letto la Sua pregiata e pregevole responsio alla quaestio dello  scrittore della Ville d'Eaux, la cittadina termale di Salsus major, il sor Andrea Villani. Ci sono rimasto tanto, ma tanto male, mi è venuto il mes-cino alle labbra, un nodo  in gola ed il magone, dopo aver letto e decifrato le di Lei medesimo ultime due righe di commento, quelle che sono precedute da una strana sigla: P.S. Non starà mica per Porco Salso, eh? No, sovviemmi ora, significa Pensaci Su!
Tornando a bomba e trattenendo l'esplosione a livelli molto contenuti, col muscolo cardiaco nel palmo di una mano, che mi scolacchia sangue in grembo come un maiale scannato, io Mi e Le chiedo come ha fatto la S.V. a dimandarsi e a dimandare a Villani quale sarebbe mai lo scrittore che potrebbe riconoscersi come attinente, pertinente e soddisfacente i 6 punti dal Villani stesso elencati.
Non le è sovvenuto alla mente il mio nome e cognome? Ma io mi chiedo... Ha pure avuto l'onere e l'onore di  leggermi da lungo tempore, di incontrarmi, persino, e rimirarmi in carne, panza ed ossa, almeno una volta, ha contemplato, anche se semel in anno, l'Epifania e Teofania del mio essere completo di anima e corpo, ha udito, spalancatesi le nuvole ed apertosi lo cielo, un vocione superno e superiore che Le comunicava: «Codesto è lo scrivano mio prediletto, nel quale io mi compiaccio!».
Le sono anche piovute in redazione pagine dei miei testi esclusivi. Eppure Lei, dottor Sartori, ha volutamente et libenter obliato questi fatti, e proditoriamente e sornionamente, al popolo ed al Comune di Salso, Fidenza e loci viciniori, dopo il P.S., ha posto la fatal dimanda: chi sarebbe lo scrittore ottimo massimo secundum Villani? Ma son ben io, Giulio Cesare Maria Cristina Bifani, tanto per snocciolarLe tutto il rosario dei nomi che mi hanno refilato ed imposto, nell'aprile del '45, quando battezzaronmi nel Duomo di Salsomaggiore, per mano e per conto di monsignor Prati, allora parroco dell'ecclesia di San Vitale.
Se vorrà pentirsi della Sua malefatta e venire a Canossa, onde adire la mia magione e la mia personcina per impetrare perdonanza, Le concedo di comunicarmelo via mail.«Introibo ad altare Biphani, ad Biphani qui laetificat lecturas meas...».
Sor Villani, perdoni anche Lei questo impertinente, in solido col sor Mantovani; è solo verdastra ed atra bile di gelosia ed invidia. Faccia come me, che, in questo medesimo istante, per esorcizzare  gli effetti dei malevoli commenti del dott. Sartori e del sor Mantovani, sto cantando a squarciagola, sulle note della canzone -exploit di Mina: «Sono bravo, bravo, bravo, tanto tanto tanto  bravooooo!».


Franco Bifani

 

 

 

 

Pubblicato il 7 gennaio 2009

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