Addentro, inside, dans.
Sono stato affettuosamente redarguito da una ragazza non del secolo scorso, persona importante addentro la vita mia. Ella sostiene che una cosa sono le critiche ed un’altra il risentimento. Fai passare il tuo pensiero, mi suggerisce, non il tuo sentimento. Altrimenti rischi di non essere capito. Se non è un’amorevole carezza questa.
Non mi resta che ammetterlo.
Sono anticomunista. Un anti che sta davanti all’ex partito di Palmiro Togliatti e di Enrico Berlinguer. Palmiro ed Enrico sono state soprattutto persone, poi politici. Per me. Come persone avranno avuto i loro pregi ed i loro difetti. Pare che il primo scrivesse con penna stilografica ed inchiostro verde, il secondo scriveva i suoi interventi pubblici in canottiera e pantofole, in mezzo ai figli che scorrazzavano per casa. Voglio ricordarli così. Così sono umani, con torti e ragioni ma umani. Scrivere con inchiostro verde significa, secondo me e tra le altre cose, precisione, sottigliezza, tattica, gusto per il particolare. Scrivere tra i figli giocosi significa stare in famiglia nonostante appuntamenti nazionali. Scrivere per un fine che rimane parte di come tu, scrivente, concepisci la vita: trarre ispirazioni dai tuoi figli, dal trumeau di casa, da una carezza della moglie che ti porta il caffè. A ciascuno il proprio ruolo, imprescindibile, importante, necessario.
Un altro paio di maniche è stata la loro politica, il loro gioco strategico e, cosa molto più grave, quello che i collaboratori e gli eredi ne hanno compreso prima e capito poi. La politica del Pci, Pds, Ds non mi è mai piaciuta. I due uomini menzionati sopra, sì. Mi interessa sapere, ad esempio, come si formavano in loro i pensieri politici, quali dubbi avessero, con chi si consigliavano, cosa, personalmente, loro piaceva e cosa detestavano. La politica che scaturiva da loro, applicata, rivista, interpretata da tutto l’apparato mi interessa molto meno: la disprezzo.
Il popolo Pd che si ammassa davanti al Bocconiano o ad Epifani mi fa pena. Prendiamo ad esempio un Bersani qualunque a Ballarò post terremoto. Fa la parte del saggio inascoltato Pierluigi, «occorrono controlli» dice, «italiani non si può andare avanti così» redarguisce, «è un paese di menefreghisti» conclude. Castelli si pavoneggia ad intelligente, Bersani lo colpisce ed una imprenditrice invita di non litigare sul governo. «Avete la coda di paglia» guizza il Pierluigi, «mai parlato di governo qui, io». Vedete il togliattiano giacobinismo? Tu, dirigente di spicco del Pd, partito che crea il governo ombra, proprio Tu dici che non parli di governo? Tu alambicchi un tranello per poter tirare indisturbato le tue frecce velenose? Tu non sei politico credibile. Tu sei un furbetto. E di scarsa intelligenza et cultura, per di più. I laburisti inglesi hanno fatto della loro idea di governo ombra un’arma tagliente per conquistare il potere, sotto gli occhi di Sua Maestà britannica. Io non voglio Pierluigi Bersani segretario del Pd. Se avverrà, gli tirerò una scarpa contro.
Ecco perché sono anticomunista. Vivo in un’Italia piena zeppa di dirigenti orfani e di un popolo votante Pd che ha scarsa, secondo me, autostima di sé stesso. Perché? Perché, come dice la ragazza non del secolo scorso importante inside vita mia, non vogliono capire ciò che vedono. E così Gesù si para, ed ha fatto bene, con le parabole. Ma, al contempo, crea una squadra che saprà riscattarlo, pur fra mille peripezie. Almeno nei primi tempi.
Come si fa ad aspettare trepidanti la vittoria, che peraltro arriva fiacca e smorzata, davanti al palco che attende Prodi, quando in una regione d’Italia si continua a costruire, coop bianche, rosse e tricolori comprese, case che si sbriciolano davanti al generale 5,6 della scala Richter? La maggior parte di voi non sa cos’è il pensiero. Né la riflessione né il dubbio. La maggior parte di voi vuole solo che non ci sia Berlusconi. Ma io, quale società dovrei costruire io, iscritto Pd, con voi, così corti d’intelletto? Fatti non foste… lasciamo perdere.
Una cosa so e farò. Per le ragioni qui esplicate voterò Pd se alle prossime elezioni comparirà nelle schede il simbolo del Pd, annullerò la scheda in tutti gli altri casi.
Non so se la ragazza non del secolo scorso, importante dans mia vita, mi comprenderà.
A risentirci.
Paolo Sirocchi
PS. Il Bocconiano è Franceschini: mi piace chiamarlo così.
È difficile, molto difficile, spiegarsi in poche righe. Non ce l’ho con la storia del comunismo. Non ce l’ho col popolo comunista. Ce l’ho con la maggior parte della cultura che ha espresso, sia questa bolsevica, sovietica, maoista o Pci. Non mi trovavo nel sapore della torta fritta comunista: mi piaceva lo strutto socialista. Anche se, poi, divenne rancido.
Nota di i. s. Ti sei spiegato benissimo, stavolta, caro Paolo. L’aborrito togliattismo, nel suo livello più infimo, è sopravvissuto e alligna in seno al Pd anche a Fidenza. Ne sono portatori sani gli antoniniani, per ora sconfitti (ripeto: per ora), che sull’esecrato Cerri fanno circolare voci del tipo: non vuole mollare la sedia e ha messo in lista dei fascisti. Una spiegazione semplice e chiara di pronta beva, da propalare alla Coop come al gioco delle bocce. Una spiegazione da trinariciuti. Ma nessuno che arrivi urlando a perdifiato: contrordine compagni! Ciò sia detto non a difesa di Cerri, ma a testimonianza dell’antico e longevo vizio komunista-komeinista. |