Alla gentile Redazione di Nave Corsara.
Voglio denunciare l’attività dell’Ordine degli Psicologi dell’Emilia Romagna e di alcuni suoi esponenti, che da quattro anni cercano di gettare discredito sul Fidenza PsicoFestival, iniziativa che riceve contributi per attività culturali dal Comune di Fidenza, e tentano di colpire nella loro professione e nella loro vita privata alcuni degli organizzatori della manifestazione stessa.
Questi i fatti e le relative riflessioni:
- La Presidente del’Osservatorio Psicologi Parmensi, Dott. ssa Anna Sozzi, nel 2005 ha scritto al Sindaco di Fidenza chiedendo perché, per organizzare il Fidenza PsicoFestival, non si fosse interpellato l’Ordine degli Psicologi. Il festival, da me ideato e allora diretto, non è un’“attività psicologica”, è un evento culturale. Forse per organizzare il Festival della Filosofia bisogna fondare l’Ordine dei Filosofi, che per fortuna non esiste, e chiedere loro l’autorizzazione? Forse per organizzare il Festival della Letteratura bisogna fondare prima l’Ordine dei Letterati, che per fortuna non esiste, e chiedere loro l’autorizzazione? Forse per organizzare il Festival della Scienza bisogna fondare prima l’Ordine degli Scienziati, che per fortuna non esiste, e chiedere loro l’autorizzazione?
- La stessa Dott. ssa Anna Sozzi ha segnalato al Sindaco di Fidenza che noi organizzatori del Fidenza PsicoFestival abbiamo abusato del prefisso “psico”. Forse per l’uso del Dizionario della Lingua Italiana occorre l’autorizzazione dell’Ordine degli Psicologi?
- La stessa Dott. ssa Anna Sozzi ha chiesto al Sindaco di Fidenza per sapere se uno degli organizzatori del Fidenza PsicoFestival fosse laureato e iscritto all’Ordine Psicologi. Per organizzare eventi culturali occorre essere laureati e iscritti all’Ordine degli Psicologi?
- Anche il Presidente dell’Ordine Psicologi Emilia Romagna, Dott. Fulvio Frati, nel 2005 ha scritto al Sindaco di Fidenza perché dovendo “vigilare per la tutela del titolo professionale” chiedeva come mai fosse stato finanziato dal Comune uno PsicoFestival. Il Fidenza PsicoFestival è un evento culturale, c’entra con l’art. 21 della Costituzione, non con l’Ordine Psicologi e coi titoli professionali. Occorre forse essere psicologi iscritti all’Ordine per organizzare una manifestazione culturale?
- Il segretario provinciale dell’Associazione Unitaria Psicologi Italiani di Parma, Dott. Fulvio Frati, nel 2006 ha scritto al Sindaco di Fidenza per precisare che l’attività psicologica è riservata a psicologi iscritti all’Ordine, lasciando intendere che anche la libera manifestazione del pensiero, come accade in un evento culturale, è soggetta all’autorizzazione dell’Ordine degli Psicologi. Prima di essere un insulto alle leggi vigenti è un insulto alla logica. Ma non dimentichiamo che:
- La Legge 56/1989 “Ordinamento della professione di psicologo” all’art. 1 recita: “La professione di psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito”.
- La Legge 56/1989 “Ordinamento della professione di psicologo” non prevede tra le “attività psicologiche” gli eventi culturali in generale, di qualsiasi argomento si occupino, che piuttosto ricadono sotto l’art. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana.
- La Costituzione della Repubblica Italiana, articolo 21, recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.
- La Preside della Facoltà di Psicologia dell’Università di Parma, Prof. Silvia Perini, e la Direttrice dell’Istituto di Psicologia della stessa Università, prof. Laura Fruggeri, nel 2006 hanno scritto al Sindaco di Fidenza per dichiararsi perfettamente allineate nella sostanza alla lettera del Dott. Frati e per esprimere “sentimenti di stupore ed indignazione a proposito della Manifestazione” Fidenza PsicoFestival. Dunque, le due Autorità Accademiche condividono la stessa inusuale logica del Dott. Frati? Cosa c’è da stupirsi ed indignarsi per un evento culturale?
- Le due A.A. lo spiegano nel seguito della lettera in cui qualificano il Fidenza PsicoFestival come “aggressione culturale alla psicologia di dubbia provenienza e di poca serietà culturale”. Qui siamo al di là di ogni logica e anche al di là di ogni legge. Tra l’altro, il Fidenza PsicoFestival non si è mai occupato di psicologia, ma soltanto di argomenti collegati con la psicoanalisi, che è cosa completamente diversa. È una lettera che è stata da me resa pubblica e che, insieme a tutte le altre qui citate, si può consultare alla pagina web http://www.angeloconforti.it/storie_ital/psico/psico1.htm. Non è stata usata in sede legale, ma certo i contenuti forse lo consentirebbero.
- Le due A.A., del resto, si allineano nella sostanza alla precedente lettera del Dott. Frati che già si era permesso di mettere in dubbio le “specifiche competenze professionali e scientifiche” dei cosiddetti relatori e conferenzieri, sostantivi dal medesimo posti tra virgolette, come a suggerire che fossero relatori e conferenzieri per modo di dire. Vale però la pena di ricordare che tra di loro c’erano, per citarne solo alcuni:
- Un docente di bioetica dell’Università Cattolica di Roma;
- Un professore emerito di psichiatria della State University of New York;
- Il direttore del più importante Centro di recupero delle tossicodipendenze di Parigi, poi divenuto consulente del Presidente Sarkozy;
- Un docente universitario della stessa Università di Parma;
- Uno dei più illustri psichiatri italiani, già collaboratore di Franco Basaglia.
- La nuova Presidente dell’Ordine Psicologi Emilia Romagna, Dott. Manuela Colombari, nel 2007 ha scritto al Sindaco di Fidenza e, per conoscenza, al Procuratore Regionale della Corte dei Conti e, pur concedendo (bontà sua!) che le associazioni culturali possono legittimamente organizzare manifestazioni culturali (posto nel suo testo tra virgolette, in segno di chiaro disprezzo), trovava però “assai discutibile” l’erogazione di denaro pubblico a favore di “tali iniziative”, cioè del Fidenza PsicoFestival. La logica, come si vede, è la stessa che sta alla base degli attacchi dei precedenti soggetti citati, tanto più che la Presidente insiste nel sottolineare che uno degli organizzatori “non dispone né di alcuna laurea né di alcuna formazione alla psicoanalisi” e non è iscritto all’Ordine degli Psicologi. A parte il fatto che “né” è una congiunzione negativa e quindi va usata una volta sola in questo tipo di proposizione (si dovrebbe scrivere: “non dispone di alcuna laurea né…”), anche la Dott. Colombari sembra ritenere che per organizzare un evento culturale si debba essere laureati ed iscritti all’Ordine degli Psicologi
- Quasi tutte le lettere citate, come abbiamo visto, contengono attacchi personali e professionali ad uno degli organizzatori del Fidenza PsicoFestival.
- Ora l’Ordine Psicologi Emilia Romagna, non avendo ottenuto finora nulla, attacca un’altra persona, che ha fatto parte dello staff del Fidenza PsicoFestival, pur con funzioni secondarie, cercando di distruggerla sul piano professionale ed esistenziale. È una vicenda di una gravità inaudita, che renderò eventualmente pubblica nei dettagli al momento opportuno.
È giunto però il momento di dire basta a tale persecuzione. Intendo portare questa denuncia rivolta all’opinione pubblica fino ai massimi livelli possibili di diffusione ed esperirò anche la possibilità di adire le vie legali.
Chi voglia più ampiamente documentarsi sulle vere e proprie “aggressioni culturali” (queste sì!), ed anche professionali e personali, messe in atto dall’Ordine degli Psicologi contro i diritti delle persone e la libertà di espressione del pensiero, può leggere il saggio di Cesare Viviani, L’autonomia della psicoanalisi, edito da Costa & Nolan, 12 euro.
Grazie per l’attenzione.
Cordiali saluti,
Angelo Conforti
Ideatore e responsabile del progetto Fidenza PsicoFestival
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