Scrivo alcune considerazioni ad integrazione dell'articolo di George Clifford (dedicato all’assemblea di Città aperta, ndr). Innanzi tutto mi complimento con lui, se non ha registrato la conversazione debbo ammettere che ha una memoria notevole. L'immagine che deriva dal suo articolo è incompleta, questo è comprensibile, ma chiaramente in parte distorcente: se si fa solo il megafono dei politici si finisce per dare una rappresentazione della realtà e nel caso specifico di quell’assemblea, deformata. I politici hanno parlato, questo era l’aspetto interessante della serata, a livello di sistema e di questo quindi si deve parlare. L’unico cittadino che ha fatto dei ragionamenti a livello di sistema è stato il sottoscritto e se aggiungiamo che l’unica domanda alla quale i politici non hanno risposto è stata la mia (visto che hai buona memoria te lo ricorderai, anche perchè l’ho fatto notare alla Guarnieri prima di uscire) come minimo una riflessione andava e va fatta. O forse le domande dei cittadini sono meno importanti di quelli dei politici, soprattutto quando non rispondono alle domande?
Le domande fatte:
1) Legge elettorale Camera dei Deputati. I candidati sono eletti con voto a suffragio universale e voto diretto, con voto libero, uguale e segreto. Libero uguale e segreto sono tre aggettivi estratti dall'art. 48 della Costituzione che però ha un quarto aggettivo il voto è anche “personale”. Nessuno in parlamento s’è accorto di quella dimenticanza o non è più ragionevole pensare che tutti i partiti hanno fatto quella “porcheria sapendo di fare una porcheria”? Dov'è quindi il voto personale in Italia? Ho fatto notare che il voto personale è il contrario del voto di lista o di partito (che è la stessa cosa) perchè vuol dire che il voto appartiene alla persona e che quindi la persona deve votare la persona. Questo secondo tutti i vocabolari italiani. Ricordo che non sto mica parlando di cose cinesi ma del principio “la persona che vota la persona” praticato nei paesi di cultura anglosassone, la culla della democrazia rappresentativa, che dato il tuo nome dovresti conoscere bene. Chiedo scusa se ho usato la parola democrazia, parola che in due ore di discussione politica nessuno ha usato. Che sia fuori moda?
2) Art. 49 della Costituzione. Associarsi per far politica (quindi nei partiti o liste) è un diritto. Ho fatto notare però che se c'è il diritto di farsi il partito non ci può essere l'obbligo di partito o di liste perchè diritto è contrario di obbligo. Da sessant'anni in Italia si fa politica cioè ci si candida con obbligo di lista e si vota la lista, non la persona.
Quindi i due articoli citati, lo preciso ora, hanno un senso solo in presenza della candidatura individuale o indipendente (come viene definita in Inghilterra )
Quindi, la Repubblica Italiana è nata e vissuta, con un sistema elettorale e quindi politico anticostituzionale e antidemocratico. Tutti i politici eletti che tu hai citato nel tuo articolo con Cerri in testa sono illegalmente costituiti, perchè a scuola molti anni fa ed è per questo che forse ora non è più vero, mi avevano spiegato che se la legge non rispetta la Costituzione la legge è illegittima.
Di che cosa abbiamo parlato finora se non dei diritti partecipativi di voto e di candidatura dei cittadini? Come mai Città aperta che ha lo slogan della partecipazione è silente su questa questione nonostante da anni io abbia posto la questione se non altro per dirlo ai cittadini? Sia ben chiaro che non voglio mettere in discussione la buona fede di nessun ma occorre sempre ricordarsi che di buone intenzioni sono lastricate le vie dell'inferno. Sono d'accordo con Franco Giordani che bisogna approfondire i problemi, ma la condizione “sine qua non” per approfondire è quella di rispondere alle domande altrimenti ci prendiamo in giro.
Spero anche voi non farete come Giorgio Concari, autorevole esponente di Città Aperta, che interrompendomi mentre facevo il mio intervento, con spirito “partecipativo” ovviamente, ha commentato il fatto che secondo lui “facevo sempre la stessa domanda” anche quando incarto il formaggio (se ho capito bene), dimenticandosi che a quelle domande nessuno del suo (e mio) partito ha mai risposto.
Concludo con due domande e una affermazione.
Sto cercando disperatamente qualcuno che mi definisca in modo univoco e condiviso cos'è la sinistra o cos'è il centro sinistra (vale anche per l'opposto ovviamente).
Ha senso discutere di una cosa che da quasi due secoli cioè dalla morte di Hegel nessuno è stato in grado di definire se non a livello di opinione?
L'ho già scritto e lo ripeto: si può razionalizzare la politica senza ricondurre la medesima alla responsabilità individuale?
Sono d'accordo che il potere logora chi non ce l'ha, cioè il popolo. A titolo informativo comunico a George che c’è un lunghissimo elenco, praticamente tutti I principali politici passati da Fidenza, che si sono ben guardati dal rispondere a “quelle domande” e che è dal 2001 che non ho acesso alla Gazzetta di Parma perché censurato in nome ovviamente “della ricchezza culturale”, citando le parole del presidente Giorgio Napolitano, presente nella città di Parma.
Rimango in attesa di… risposte. (I'm looking forward to your answers).
Grazie per l'attenzione
Carlo Fetonti
Risponde George Clifford. Gentile Fetonti, Le devo subito una risposta all'accusa che mi muove. Durante la serata sono stato molestato, nel senso che sono stato chiamato al telefono, più di una volta (due volte) dal mio capoufficio, che si era gerarchicamente ostinato a non considerare l'ora quasi tarda. D'altra parte, un noto detto siciliano recita più o meno cosi: «Cumannari è megghiu ca futtiri». Non mi sono accorto, quindi, di un suo intervento nel dibattito. Devo dire, però, che ho volutamente non riportato le domande venute dal cosiddetto pubblico in sala e mi sono limitato a dare un senso quasi compiuto a quello che hanno comunicato i tre relatori. Per la risposta di merito al suo quesito, quesito che riporta integralmente anche in questa domanda di chiarimenti rivolta a questo povero redattore di questa Nave Corsara che sono io, dovrebbe invece interpellare un costituzionalista. Solo che a Fidenza al momento non ne abbiamo e quei pochi che dovessero passare da queste parti, adesso che c'è l'Alta Velocità, vanno che puzzano di strinato. |