RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO


Elogio dei differenti

Indifferenti si, ma non alle parole di Franco Bifani.  Il nostro è riuscito in modo eccelso a mettere nero su bianco quello che tutti noi «sentiamo» dentro, ha dato nome e cognome al disagio che riguarda il nostro «mestiere di vivere».  Ma provo a dare una spruzzatina di speranza ai suoi ragionamenti; intanto direi che il proletariato non esiste più, e concordo, ma esistono ancora i proletari.  Insomma, perché no, noi non ci sentiamo inferiori (anzi!) perché non possediamo (suv, i pod, ecc.):  siamo ancora proletari dentro; non navighiamo nel denaro, non ci cale dell’apparire, l’era del cosiddetto benessere ci concede lussi importanti come il tempo libero (non è forse una conquista?), il poter parlare liberamente (non in Tv, certo, ma almeno in piazza mi pare).  Certo, pur vero che i nostri figli, nati nel benessere, dovranno affrontare tempi peggiori senza avere i giusti  anticorpi, mentre avremmo voluto e dovuto certamente creare per loro un mondo migliore.      
Dobbiamo solo (?) affrancarci dall’idea di avere il compito di salvare il mondo.  Ci basti testimoniare che abbiamo ancora dei valori, che non accettiamo la politica della menzogna sistematica.  A me pare poi che la differenza tra destra e sinistra esista ancora, casomai il problema è come e da chi siano rappresentati i nostri ideali.  Per me la sinistra previene e la destra cura (sanità, ordine pubblico e via elencando).  E penso che la cura abbia meno costi ma più costi sociali della prevenzione.  Tutto qui. (?) 

 

Pubblicato il 30aprile 2009

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