Caro is, cari redattori di Navecorsara,
scusatemi se per qualche tempo non vi ho dato ascolto ma ho avuto un po’ di questioni che mi hanno tenuta occupata oltre il desiderato.
In queste settimana vi ho comunque letto, sebbene non abbia messo tutta l’attenzione che meritate. Così ho visto che l’indefesso collega Conforti ha continuato a spiegarci quale drammatico futuro è stato riservato alla scuola nei prossimi anni. Non so se la Gelmini ha pensato a classi di 50 studenti o
forse più, ma a questo punto non ci resta che attendere gli esiti di una riforma ormai approvata. Io credo, in realtà, che a ridursi sarà il numero delle classi con meno di 15 studenti. Ma su questa vicenda non voglio dilungarmi oltre ben consapevole che ci sarà qualche retore in grado di confutare qualsiasi mia affermazione: anche che mi chiamo Lina Callegari!
Se esco dal letargo, però, è in virtù della chiamata in campo di is che si sta preoccupando della mia assenza in consiglio comunale. Non so cosa abbia detto di preciso il collega Uni al presidente Toscani, fatto è che non ho avuto nessuna fatwa solo che gli ho scritto una lettera il 25 novembre u.s. alla quale non mi è ancora stata data risposta (la allego affinché la redazione ed i lettori di Nave Corsara possano conoscerne il contenuto). Come potrai notare la mia è una posizione politica, potrà essere condivisibile o meno ma fino a quando il presidente non mi risponde come posso presentarmi in consiglio senza negare un mio stesso impegno?
Debbo dire che avevo preparato l’intervento sul bilancio, avevo quasi deciso di soprassedere all’impegno di tornare in consiglio solo a seguito di formali rassicurazioni da parte del suo presidente, ma poi ho cambiato idea pregando il collega Uni di chiedere ragione della mancata risposta.
Posso assicurarti che avrei fatto un intervento da primadonna ma purtroppo è rimasto tutto sulla carta!! Se fate una raccolta di firme in cui almeno 10 vostri lettori manifestano il desiderio di leggerlo potrei anche fartelo pervenire!
Infine, entro nella querelle sugli scrittori avviata da Andrea Villani: io non so bene a quale categoria iscrivermi: per il primo libro che ho pubblicato le edizioni Paoline mi hanno dato l’8 per cento sul valore di copertina, il secondo -sempre le Paoline - mi hanno dato mille euro per farne la traduzione; il terzo, quello che spero avrete comprato e che presenteremo a Fidenza il 22 gennaio, mi danno l’8 per cento di diritti d’autore che ho già deciso di devolvere in beneficenza per una missione cappuccina in Ciad. Per l’altro, che la Ares di Milano mi pubblicherà nel corso dell’anno, non ho ancora fatto il contratto e debbo dire che mi fate venire un dubbio: non è che anziché pagarmi i diritti d’autore verranno a chiedermi dei soldi? Se così fosse, lo fotocopio e lo faccio girare tra gli amici!
Io, però non mi scaglierei contro coloro che per passione pagano l’editore così come fa chi paga per esporre i propri quadri in una mostra o per poter guidare una macchina da corsa. Io mi scandalizzo di più di quei docenti universitari che ottengono cattedre in virtù di titoli accademici acquisiti pagando l’editore ed in tal modo surclassano coloro che i titoli li vedono validati da case editrici che pubblicano i loro lavori pagandogli anche i diritti d’autore.
Buon anno a tutti.
Fidenza, 9 gennaio 2009
Lina Callegari
Risponde i. s. Per Lina Callegari propongo la qualifica di saggista, che precisa e comprende quella di scrittore. La redazione tutta contraccambia gli auguri e ti augura un anno politico più ricco di soddisfazioni di quelli passati.
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