RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO


La classe operaia è andata in paradiso

Non so se c’è stato o non c’è stato un diretto attacco al Colle sulla vicenda della martire Eluana Englaro.
Non so se dietro Paolo Antonini e Giuseppe Cerri ci siano Bernazzoli, Tedeschi, la Lella (c’è ancora?), il cemento o i rentiers del gas metano, quest’ultimi si chiamino Asi (Azienda Servizi Imprescindibili, di Fidenza, più di diritto pubblico che privato, ma gestita come fosse privata) oppure Davide Usberti.
Non so se dietro la supposta sfuriata di Francesco Ghisoni verso un giornalista della gazzettistica parmense sia frutto di nervosismi all’interno del Pd fidentino oppure una visione Pd di come dev’essere fatto un giornale e di quali notizie mettere o non mettere.
So che la classe operaia di mio padre e di tanti padri operai e madri operaie dei miei amici avrebbero risolto la questione Eluana in altro modo. Avrebbero, per certo, indetto riunioni e discussioni ed alla fine, senza perdere tempo,  eu=bene tanasia=morte oppure vita, avrebbero deciso. Avrebbero deciso, secondo me,  per una interruzione, secondo senso di pietà e di rispetto verso un essere umano che non si sapeva più cosa fosse e che senso avesse tenerla in vita e verso la sua famiglia.
I padri e le madri operai sapevano fin troppo bene cosa volesse dire avere un figlio e una figlia, sapevano fin troppo bene cosa volesse dire amore per i figli, per la loro dignità, per il loro futuro.
Studio, sacrificio e, se non c’era la voglia di studiare, allora a lavorare, e in fretta.
«Mövet!» era la parola d’ordine. O di qui o di là.
I padri e le madri operai sapevano fin troppo bene cosa volesse dire fatica e dolore.
Quando, ad esempio, un parente cadeva nel baratro del male tumorale. Cure, notti insonni e veglie, nervosismi, disperazione ma sempre, e sempre, unità, compattezza, famiglia. Nell’assistenza al congiunto malato.
Solidarietà. Queste cose le ho viste e ne rendo testimonianza.
Napolitano?  Finocchiaro Anna?  Berlusconi Silvio? Borghesia. Classe avversaria.
Anonini? Cerri? Tedeschi? Bernazzoli? Classe dirigente. Sospettata.
Come si fa un giornale? «Më, a pensi cum la më tèsta». La risposta.
Ed infatti è successo quel che è successo. E succede.
Continua.

A risentirci
Paolo Sirocchi

Pubblicato il 11 febbraio 2009

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