Gentile Redazione,
in qualità di struttura ricettiva (benché microscopica), il sindaco Tedeschi ha mandato anche a me l’invito per partecipare ad una riunione in cui si sarebbero spiegate le nuove strategie di marketing della neonata azienda «Terme di Salsomaggiore e Tabiano SpA».
Con cuore patriottico ed animo speranzoso ho così partecipato ieri sera, presso la sala Mainardi del Palazzo dei Congressi di Salsomaggiore, alla tanto attesa
riunione.
All’appello, con mio rammarico, erano presenti pochissimi rappresentanti del settore turistico ricettivo (ma ieri sera giocava il Milan… e forse gli albergatori sono ancora in ferie…).
La dottoressa Bassi Carmen, responsabile marketing della nuova Azienda Termale, milanese di adozione ma di origini comasche, con un curriculum di tutto rispetto ed esperienze lavorative in Germania ed in America, sembra una persona preparata, con tante idee e voglia di fare.
Durante la serata ha fatto un’analisi approfondita delle strategie di marketing che intende promuovere per le nuove Terme, fissando un arco temporale di 4 anni
per il raggiungimento dei suoi obiettivi. La passione che sembra animarla, gli sforzi che intende compiere e le idee innovative sono senz’altro segnali positivi e ammirevoli. Peccato solo che stiamo parlando di Salsomaggiore, e l’impresa mi sembra molto ardua. Cerco di spiegarmi meglio.
Ben vengano, all’interno dell’Azienda Termale
- il personale più qualificato ed aggiornato,
- l’orario di apertura flessibile,
- la necessaria riqualificazione del Berzieri,
- la prevista inaugurazione delle piscine «Mari d’Oriente»,
- un’adeguata promozione turistica diversificata per settore ed aree
geografiche,
- pubblicità anche a livello internazionale (in quest’ultimo caso mirata in Inghilterra, Russia e Germania) tutto questo per offrire un prodotto sempre più di qualità, attirando e fidelizzando nuova clientela.
Sono d’accordo, però mi chiedo: il cliente che verrà a Salsomaggiore per fare un ciclo di cure troverà (per fortuna) un ambiente più piacevole all’interno delle Terme, ma quando esce? Cosa gli offre la città? Dove sono gli eventi veri? Non si può offrire sempre la solita serata della fisarmonica o il concerto del gruppo bandistico. Con profondo e sincero rispetto per chi si presta all’evento, queste sono manifestazioni rivolte ad un target di clientela diverso da quello a cui intende rivolgersi il nuovo piano di marketing!
Il cliente che di solito viene a Salsomaggiore per recarsi al Centro Benessere è alla ricerca di un ambiente elegante e raffinato. Quanti alberghi, tra Salso e Tabiano, sono in grado di offrire questo standard? Si possono contare sulle dita di una mano!
La dottoressa Bassi chiede collaborazione agli albergatori, ma la presenza esigua di ieri sera alla riunione (forse un 1%, ad essere ottimisti), la dice lunga sull’interesse generale dei salsesi e tabianesi. L’innovazione, se limitata alle Terme, è ben poca roba.
Chi verrà potrà dire: sì, sono stato bene alle Terme, ma per il resto è una noia totale. E quindi, alla faccia della fidelizzazione, l’anno successivo quella persona va da un’altra parte.
Ci sarebbe bisogno di strutture ricettive nuove. Ci sono troppi alberghi di media categoria che solo a vederli da fuori mettono tristezza.
Ci sarebbe bisogno di un campo da golf veramente qualificato con cui collaborare in maniera efficace senza la paura che quelle villette in progetto rischino di togliere clientela agli alberghi (non sono né un tecnico né un politico, quindi, non voglio addentrarmi nel discorso). Ci sarebbe bisogno di locali «after dinner» per tutte le età e per tutti i generi, non solo balere di liscio. Ma qui torniamo al problema dell’imprenditoria locale.
E poi, perché non sognare con un ippodromo ed un casinò, giusto per rinverdire i tempi passati? Lo so, è pura utopia ed argomento ormai fuori discussione.
Però, che non mi vengano a dire che questi interessi portano criminalità! Non c’è né ippodromo né casinò a Salso, ma al giorno d’oggi chi è tranquillo a passeggiare di sera, ad esempio in via Milano? I fatti di cronaca parlano da soli.
Alla luce di quanto esposto, ma pur sempre con la speranza nel cuore, auguro quindi sinceramente alla Dottoressa Bassi un BUON LAVORO!
Silvia
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