CAMPAGNA ELETTORALE


Offro terreno coltivabile

 

 

Ho letto su un vostro resoconto che il sindaco di Salso Massimo Tedeschi si definisce «un uomo del fare». Sarà. Dipende che cosa intende lui per «fare». Far fare? Dire una cosa e farne un’altra? Fare di ogni cosa che gli viene in mente un proclama, una promessa, un’idea strampalata  (come quando disse che Salsomaggiore avrebbe potuto ospitare il Festival della canzone di Sanremo)? Ne facesse una giusta, sarebbe tanto.
Per me, invece, fare vuol dire ancora operare concretamente per produrre risultati. Nel mio modesto modo di pensare, come nella gran parte della testa dei fidentini, credo che il «fare» sia molto legato all’uso delle mani. Perciò faccio una proposta pratica ai politici, soprattutto quelli che si sono candidati o intendono candidarsi. Visto che la ricorrenza del ritorno della primavera coincide con le prime avvisaglie di campagna elettorale perché non venire a fare qualcosa di utile nel mio giardino? Utile per me, ma soprattutto per loro.
Ho qualcosa come seicento metri quadrati di prato con qualche albero da frutto e piante ornamentali che si affacciano su una pista pedonale e ciclabile parecchio  frequentata. Da qualche giorno trascorro lì gran parte del mio tempo dato che è il momento di rastrellare le foglie secche, concimare, potare, zappare l’orto, forse rifare il prato. Nello svolgimento di tutti questi lavori mi sono resa conto che sulla pista pedonale e ciclabile passano un sacco di persone. Qualche centinaio nel corso della giornata. Forse un migliaio se il tempo è bello. Buttano sempre un occhio nei giardini allineati lungo la pista per vedere se ci sono fiori da ammirare o qualcuno chino sul terreno da compatire.
Se vedessero all’opera un politico, credo che non lo compatirebbero. Tutt’altro. Lo ammirerebbero e direbbero: «Toh, guarda, un uomo del fare: lo voto». Pensate, per esempio, un Antonio Paolini che zappa e vanga infondendo nel rustico attrezzo tutta la sua vis polemica o la sua energia costruttrice. Che zucche nascerebbero dal rivoltar di zolle di un simile zuccone.
Il politico eventualmente interessato a questa offerta, che nulla mi dovrebbe, neppure in caso di elezione, potrebbe inoltre disporre di circa venti metri di recinzione per affiggere striscioni che inneggiano a lui e alle sue fatiche. Nessuno, vedendo con quanto lena e sudor di fronte si applica all’ingrato compito, oserebbe dire con antica e stantia facezia: «Toh, due braccia rubate alla pubblica amministrazione».

Laura affaticata


 

Pubblicato il 1 marzo 2009

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