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Nel gennaio del 2005, le Poste italiane emisero un francobollo commemorativo della morte del commissario di polizia Luigi Calabresi, ucciso da un commando di Lotta Continua che lo riteneva responsabile dell’uccisione del ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli.  Un risarcimento per la sua innocenza, stabilita da un tribunale due anni dopo il delitto, fu la spiegazione.
E per lo stesso motivo gli è stato dedicato un viale e conferita una medaglia d’oro al valore civile. Dopo l’incontro al Quirinale tra la vedova di Calabresi e la vedova di Pinelli, possiamo sperare in un francobollo per ricordare agli smemorati che anche Pinelli era innocente? Non ci sarà il doppio Stato (quello notturno delle stragi e dei complotti oltre a quello solare della macchina burocratica), come si affannano a dire in molti in questi giorni. Resta però la doppiezza sgradevole dei due pesi e delle due misure.

Giancarlo P.

 

Pubblicato il 14 maggio 2009

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