RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Mio nonno Aldo, per esempio…


 

Paziente in sala d’attesa nel nuovo ospedale di Vaio (particolare). Ci sono di quelli che non si siedono anche quando i posti liberi non mancano. È gente che si aspetta di essere chiamata da un momento all’altro. Impaziente.

 

Caro Cristian Bosi,

ho letto il tuo pezzo a me indirizzato con molto interesse, ma vorrei replicare con qualche precisazione.

Innanzitutto, diamo a Cesare quel che è di Cesare: la differenza tra i tempi di percorrenza della SP 359 e della strada di Montauro è effettivamente di un minuto a favore della prima (rispettando tutti i limiti di velocità) in quanto seguire la strada di Salso significa percorrere un chilometro in meno.

Tralasciando il fatto che in certe situazioni un minuto può rappresentare la differenza tra la vita e la morte, vorrei farti notare la differenza tra i due percorsi: la strada di Montauro è, almeno nel tratto più vicino a Salso, stretta e piena di curve, al punto da rendere pericoloso percorrerla ad alta velocità anche per una comune automobile, figuriamoci per un’ambulanza che, essendo più alta, ha anche il baricentro spostato verso l’alto, il che la rende molto più soggetta al rollio provocato dalla forza centrifuga in curva.
In poche parole, un’ambulanza che percorra troppo velocemente certe curve corre il serio rischio di ribaltarsi.
Ho avuto modo di informarmi presso la Pubblica assistenza di Fidenza e di Salso e mi hanno spiegato che, proprio per questo motivo, le ambulanze non hanno mai percorso la strada di Montauro, scendendo da Salso: le condizioni di quella strada rendono impossibile il trasporto di traumatici in condizioni di sicurezza.
Infatti, quando non c’era ancora il sottopassaggio della ferrovia, gli autisti preferivano entrare in Fidenza e percorrere via Vespucci e via Togliatti fino all’ospedale, seguendo un percorso molto più lungo di quello che, grazie alla nuova opera, possono percorrere oggi.

Mi fai anche notare che i tempi di percorrenza della strada per raggiungere la provinciale per Salso dall’ospedale sono identici rispetto a quando c’era il sovrappasso.
Mi permetto di rilevare quanto un’affermazione del genere sia vicina alla tautologia: la strada è la stessa, è ovvio che a percorrerla ci voglia lo stesso tempo!
Quindi appare evidente che la nuova opera non sia motivata da una riduzione dei tempi, quanto da una maggiore sicurezza.
Questa motivazione si articola in due realtà, una più generale e una più specifica, ma entrambe legate alla conformazione della precedente soluzione.
La prima è che quel sovrappasso, cui si accedeva con una sorta di curva a S in salita (tipo cavatappi di Laguna Seca in senso inverso), impediva completamente di vedere i mezzi che provenivano nell’altro senso di marcia, rendendo dunque la circolazione particolarmente pericolosa, a maggior ragione per mezzi di dimensioni medio-grandi, magari lanciati a forte velocità come può essere un’ambulanza.
La seconda, più tecnica, consiste nel fatto che il sovrappasso era troppo stretto per permettere il passaggio contemporaneo di due ambulanze, il che lo rendeva inidoneo a fungere da principale collegamento col nuovo ospedale.

 

 

A questo punto ci si chiederà perché non si è deciso di modificare in un qualche modo il sovrappasso, invece di gettarsi in un’opera faraonica come può essere vista la «strada che unisce».
In realtà, devi sapere che una normativa europea stabilisce la progressiva sostituzione dei sovrappassi con i sottopassi, impedendo modifiche superficiali che in sostanza mantengano lo status quo.

Se vogliamo, un altro punto a favore dell’attuale soluzione si trova nella facile percorrenza che ne possono fare le biciclette (grazie a piste ciclabili separate e a pendenza ridotta), mentre prima il sovrappasso era l’Alpe d’Huez del ciclismo borghigiano.

Devi poi tener conto che il sottopasso è parte integrante della prossima tangenziale Sud, che allaccerà la SP 359 alla via Emilia (verso Coduro), bypassando il centro abitato di Fidenza e, quindi, collegando direttamente Salso e Parma.
A mio parere, un tale flusso di traffico non sarebbe stato in alcun modo sostenibile dal vecchio sovrappasso, che avrebbe rappresentato una strozzatura, oltre che un punto di massima pericolosità.

Detto ciò, vorrei anche controbattere alle tue critiche sulla nuova ubicazione dell’ospedale, che non sarebbe raggiungibile dagli anziani che abitano nel centro storico.
Premesso che il centro di Fidenza è lungo circa un chilometro da ovest a est e che il vecchio ospedale si trovava all’estremità est, non essendo dunque raggiungibile a piedi da un anziano che abitasse in Oriola, voglio portare alla tua attenzione la figura di mio nonno quasi novantenne.
Abitando in via Zani e non avendo rinnovato la patente, il buon vecchio Aldo, tra l’altro affetto da una grave artrite, a tuo dire, avrebbe potuto vedere l’ospedale di Vaio solo in fotografia.
Invece, dopo essere stato proprio a Vaio sottoposto a un intervento di applicazione di pace-maker, ha potuto recarsi a tutte le visite di controllo periodiche.
E questo come? Ma grazie alla Pubblica assistenza, di cui è socio e che, per quei pochi euro annui, offre anche questo servizio!
Per i non soci, c’è sempre la possibilità del ProntoBus, servizio che il Comune offre a tutti i cittadini (dico offre perché quell’euro a corsa copre un ottavo del costo per passeggero trasportato).

Sulla struttura dell’ospedale, non avendolo progettato, non mi pronuncio.
Io mi sono sempre orientato e mosso bene, ma non pretendo che questo valga per tutti.
Io so solo che il servizio e la preparazione medica e umana sono ai massimi livelli, come si può desumere anche dalle frequenti lettere di ringraziamento che si leggono sulla Gazzetta.

Alla polemica sulle liste d’attesa, non rispondo, perché la ritengo fuori tema, pretestuosa e, lasciamelo dire, piuttosto banale.
La sola cosa che ti faccio notare è che tutto ciò che riguarda la sanità è gestito dall’Ausl e, quindi, è di competenza regionale, mai comunale.

Spero comunque di aver risolto buona parte dei dubbi che avevi (e che avevano anche altri) sulla «strada che unisce».
Se così non è, sai come contattarmi: sarò lieto di spiegarti tutto un’altra volta!

Cordialmente,

Alessandro Stefanini

Post scriptum redazionale. Esaurito il botta e risposta iniziale, saremmo contenti che vi contattaste direttamente, scambiandovi e-mail e numeri di telefono. Vuoi perché dopo un po’ l’interesse dei lettori scema, come attestano le rilevazioni statistiche, vuoi perché non possiamo perdere le notti a seguire i vostri estenuanti dibattiti. Ciò sia detto per tutti coloro che vogliono avere l’ultima parola a tutti i costi e tal fine sacrificano la pazienza e le risorse altrui. Addaveni’ il forum, dove vi incanaleremo tutti come belve, gladiatori e cristiani nel circo massimo. Il vascello venturo sarà la vostra galera (sempre in senso nautico).


 

 

Cristian Bosi, animatore, presentatore e studente di medicina. 

 

Pubblicato  il 18 novembre  2008

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