Riceviamo e Pubblichiamo

Le menzogne del Sig. Conforti

di Alessio Quarantelli

 

Risposta a d’Angelo conforti e a tutti i disinformati.


Spero che per dovere di cronaca, e so che conoscendo personalmente la Giovanna Galli, che ammiro per l’ opera compiuta in questi anni con nave corsara, pubblicherete questa lettera.
Quanti di voi che state leggendo, e  di quelli che stanno manifestando hanno realmente letto il decreto legge 137/08  che titola, disposizioni urgenti in materia d’ istruzione e università, firmato dall’ ormai famosa Ministra Gelmini e ne conoscono i contenuti?  Se andiamo a chiedere a uno studente che protesta, in cosa non è d’accordo del decreto, lo metteremmo in crisi perché in realtà non sa nemmeno cos’ è il decreto Gelmini!
Dico questo perché in questo momento c’ è un enorme disinformazione, soprattutto quasi nessuno sa che molti dei provvedimenti che riguardano i tagli all’ istruzione  erano già previsti dal “Quaderno bianco sulla scuola, firmato  dall’allora Ministro dell’Economia  Padoa Schioppa e dal’allora Ministro all’Istruzione Fioroni, vi cito solo alcuni punti salienti:

  1. Pag 3 “il nostro paese mostra ancora criticità e ritardi che assumono nel mezzogiorno carattere di emergenza nazionale” Quando questo concetto è stato detto dalla Gelmini è successo il finimondo
  2. Pag V al contario di quanto dice il Sig. Conforti, che prima di scrivere certe cose è meglio che si documenti, dice testualmente ” Il rapporto insegnanti per 100 studenti è decisamente più alto che negli altri paesi OCSE, in tutti gli ordini di scuola: in media cra 1 punto e mezzo in più”

- Pag 136 che parla di Riduzione al corpo insegnante “Una diminuzione di un punto nel rapporto insegnanti/studenti ottenuto attraverso un nuovo assetto
di governance dove lo Stato fissa obiettivi regionali per il suddetto rapporto e lascia al livello
regionale le responsabilità per il loro conseguimento (scenario 4), determina una riduzione di circa 70mila unità nel fabbisogno di insegnanti“

-Pag 48-49 “L’elevato numero di insegnati per studente del sistema di istruzione italiano risulta spiegato, in primo luogo da: un maggiore impegno orario in aula degli studenti; un minore impegno orario in aula degli insegnanti. Ma di questi due fattori è solo il maggiore impegno orario degli studenti a portare verso l’alto la spesa pubblica per studente… E’ dunque, il fattore menzionato che innalza il rapporto insegnanti/studenti e, assieme, la spesa pubblica per studente: la modesta dimensione delle classi (ndr.: sottolineato nel testo originale). Se ricordiamo che, né per l’impegno orario in aula degli studenti, né per la dimensione delle classi, vi è evidenza internazionale che essi contribuiscano al miglioramento delle competenze, siamo con ogni probabilità in presenza di un’allocazione inefficiente delle risorse pubbliche. Per l’impegno orario degli studenti, queste osservazioni indicano la necessità di procedere, nel caso delle secondarie superiori, nella direzione già intrapresa di una sua riduzione”.
- Pag 50 “E’ dunque a fortiori vero che ci sono moltissime piccole classi che, pur coinvolgendo un limitato numero di studenti, assorbono una quota assai rilevante di insegnanti. Simile squilibrio si osserva per tutti gli altri anni dei diversi cicli” (pag. 50)

  1. Pag 53 “Quasi il 30 per cento delle scuole primarie in comuni montani ha mediamente classi con al massimo 10 alunni. Ma l’Italia non è necessariamente più “rurale” di altri Paesi dell’Ocse rispetto ai quali presenta rapporti studente/classe più elevati

 

  1. Pag 57 “I livelli decentrati… per ogni singolo ordine di scuola e Regione, su analisi quantitative discusse e condivise, tendono ad “arroccarsi” nella difesa delle condizioni esistenti di erogazione del servizio. Non vi è convenienza per loro a rendere più efficiente la rete perché la regione in cui ciò dovesse avvenire non ha alcuna garanzia di non ritrovarsi a sostenere ipotesi di “taglio” pari a quelle chieste a regioni meno virtuose”

Pag 59 “Si confondono così, anche negli echi della stampa, le proteste ragionevoli di territori che, magari avendo realizzati buoni risultati in termini di efficienza (e magari anche di efficacia), si trovano fronteggiare tagli indiscriminati, e le pressioni irragionevoli di territori che ricercano nella scuola non una buona istruzione per i figli ma l’assorbimento assistenziale di posti di lavoro
Tutto queste citazioni per dire che molte delle misure approvate da questo governo erano state pensate e scritte anche dal precedente, che però non aveva i numeri e la forza per farlo, in più vi invito a vedere la legge 133/08 che è stata approvata da mesi e riguarda i tagli al personale  e ai fondi, ovviamente non è una legge che è stata fatta per tagliare i fondi all’ università ma siccome il nostro paese è messo molto male, soprattutto dal punto di vista finanziario è necessario fare un taglio alle spese e andare a tagliare dove ci sono gli  sprechi maggiori e ora come ora l’ università Italiana butta via moltissimi fondi per tenere in piedi corsi con 1- 2 iscritti al massimo e c’ e ne sono veramente parecchi, l’ università è in rosso da tempo e questa situazione non è più accettabile, inoltre  i tagli al personale rispettano una norme europea! Per dovere di cronaca riporto che
Il decreto “Gelmini” 
Non è una riforma , ma un decreto che contiene norme straordinarie di riassetto della scuola

  1. Non parla delle università, se non di striscio
  2. Vuole solamente riportare delle regole e un senso ad un mondo che di regole purtroppo non ne ha più!
  3. Il 6 in condotta era stato uno sbaglio eliminarlo, e ha provocato disastri che si ripercuotono sulla scuola di oggi!

Allego una lettera di Gianni Varani, che dovrebbe far  riflettere!
          “ le polemiche in corso sulla scuola in queste settimane sono il più delle volte alimentate con facili quanto infondati slogans (non c'è più il tempo pieno, chiusura scuole, ecc.), ai quali molti prestano fede senza però assumere alcuna documentazione. Altre volte girano invece "veline" - non quelle di Striscia, s'intende -, apparentemente molto professionali e con citazioni di esperti, che in realtà utilizzano parzialmente dati e statistiche.

Un esempio diffuso in Emilia-Romagna: non è vero che l'Italia spende troppo per l'istruzione visto che la sua spesa incide per il 3,6 per cento sul Pil contro un media Ocse del 3,9. Il dato, vero ma decontestualizzato, è parziale, quindi falso nell'utilizzo che se ne fa, e la miglior fonte per smontarlo è nientemeno che il Quaderno Bianco sulla scuola fatto appena un anno fa dal Governo Prodi, firmato dai Ministri Padoa Schioppa e Fioroni con l'ausilio di molti esperti (anche e soprattutto di sinistra), che traccia un quadro non certo esaltante della scuola italiana. La percentuale di giovani molto inferiore in Italia fa sì che il vero dato sul quale riflettere sia quanto si spende per singolo studente: ben il 20 per cento in più della media Ocse, ma con risultati però innegabilmente peggiori - drammaticamente peggiori al sud - e aggravati, paradossalmente, proprio dal fatto che gli studenti italiani hanno molte più ore di scuola. La difesa che circola della scuola italiana in queste veline è perciò politica e strumentale allo status quo e non esprime certo una propensione riformista. In realtà gran parte delle scelte che avanzano erano indicate con chiarezza nel citato Quaderno Bianco e inizialmente avviate dal Governo Prodi, spessissimo con decreti leggi o norme delega nascoste nelle finanziarie. Questo per replicare alle polemiche sul confronto democratico parlamentare.

Se tagli ci saranno e riduzioni di scuole, li aveva chiesti, voluti, programmati e giustificati già il precedente Governo. In diversi scenari demografici e di fabbisogno insegnanti tracciati nel citato Quaderno, si prevede la riduzione del corpo insegnante di ben 70 mila unità, gradualmente nell'arco ipotizzato di 10 anni. Tra le cause dello squilibrio nei costi e nel rapporto insegnanti/studenti si citano le troppe piccole classi e si spiega che non basta l'orografia a giustificare la situazione italiana. Di tutto ciò fornisco ampia documentazione allegata, con citazioni, dati e riferimenti alle pagine, immaginando che molti non abbiano il tempo di leggere le oltre 250 pagine del Quaderno.  L'ho fatto io, spero utilmente per amici e simpatizzanti. Ci sarebbe poi da parlare delle polemiche subite dal Ministro Gelmini per affermazioni sulla situazione della scuola al sud. Bene, offro solo una microscopica serie di citazioni, tra le tante, su come è giudicata, dal Quaderno Bianco, la situazione scolastica del Mezzogiorno e lascio a voi qualsiasi valutazione.

Invito perciò, con una certa dose di voluta e sana ironia, a usare Prodi - Padoa Schioppa - Fioroni e la nutrita serie di esperti, contro chi nasconde ciò che ha detto e iniziato a fare ieri. Tutto ciò per onor di verità, ma anche per un sano gusto al confronto, per la demolizione di luoghi comuni, del conformismo conservatore, usando ragione e documentazione.  E' una cosa che servirebbe anche per educare adulti e giovani. Se vengo citato come fonte di questo lavoro certosino non mi offendo ma, certamente, me ne assumo la responsabilità. E' evidente che citazioni estrapolate si espongono a critiche. Ma qui ne allego molte di più di quelle usate nelle citate e strumentali veline. In secondo luogo uso un fonte non certo emanata dalla mia parte politica, ed è una fonte comunque consultabile
”.  Gianni varani
Ovviamente non spetta a me dare giudizi, ma se invece di criticare tutto a prescindere e accusare il governo di dittatura, la sinistra   iniziasse davvero e a lavorare per cercare di fare un opposizione costruttiva, magari in Italia le decisione potrebbero essere prese in accordo con l’ opposizione, ma è stato dimostrato che l’ opposizione in Italia non sa fare altro che protestare inutilmente, continuando a citare dei luoghi comuni! Berlusconi ladro, dittatore, eccetera eccettera eccetera, non c’ è bisogno che li scriva tutti!
Sono disposto a confrontarmi con chiunque  voglia resto a disposizione!
Mi scuso per gli tutti gli errori linguistici, ma praticamente ho scritto questa lettera in una giornata in cui non avevo tempo! Ma mi sono sentito in dovere di rispondere alle menzogne del Sig. Conforti.


Alessio Quarantelli

Postilla redazionale. Bastava rileggere.

 

Pubblicato  il 26 ottobre  2008

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