Riceviamo e Pubblichiamo

Idolatri di un dio minore

Prima di accusare qualcuno di diffondere menzogne bisognerebbe, anzitutto, presentarsi e poi essere certi che colui che si accusa è in malafede, perché, vede, Signor Quarantelli che non ho il piacere di conoscere, un conto è la menzogna, un conto l’errore, che chiunque può commettere.
Comunque, lei che cosa sa della scuola italiana? Niente, mi pare, a parte qualche lettura lunga e noiosa che ci propina, ivi inclusa l’autorità del «Carneade» Gianni Varani.
Io faccio il professore di mestiere e se lei si informasse su di me (basta cliccare su Google) saprebbe che sono leggermente esperto delle questioni sulle quali lei sviluppa argomentazioni la cui consequenzialità è alquanto problematica, per non dire dell’ortografia e della sintassi.
Ma c’è un aspetto che mi stupisce sempre in quelli come lei, che sono divorati dall’amore quasi fisico per quell’uomo che governa l’Italia: non rispondete mai nel merito; ma per salvare il vostro idolo conoscete una sola tecnica: gettare fango sugli altri. Non avete argomenti per difendere il signor padrone e i suoi dipendenti, quindi cercate argomenti per screditare gli avversari politici del vostro «dio». Vede, se lei fosse andato a scuola come si deve, e magari avesse avuto me come insegnante, oggi saprebbe che questa procedura è profondamente scorretta. Perché? Ma perché presuppone che io sia d’accordo con quanto ha fatto il centro-sinistra sulla scuola. Vede, è lei che non si informa, dato che io condivido pochissime delle loro iniziative. Quindi lei spreca inutilmente tre pagine di foglio A4 per dire cose prive di qualsiasi interesse.
Ma c’è qualcosa di ancor più preoccupante in voi, appartenenti a questa nuova tribù di idolatri del Terzo Millennio. Davvero ogni volta che leggo qualcosa di vostro mi chiedo: sono in buona fede, e dunque ignorano completamente ciò di cui parlano, sono inconsapevoli e innocenti vittime della manipolazione altrui? Oppure sono loro stessi dei manipolatori e falsificatori della realtà, perché hanno degli interessi in campo? Non so a quale categoria appartenga lei, ma onestamente non vedo altre possibilità oltre a queste due.
Le faccio un esempio di manipolazione evidente, riferito alle elementari, il grado di scuola che funziona meglio in Italia. In Tv, Roberto Cota e Nicola Porro, vicedirettore de «Il Giornale» (che si chiama così per non esser scambiato per qualcos’altro) hanno detto che da tre maestri su due classi si passerà al maestro unico, o forse prevalente. In questo modo si libereranno due maestri/e che verranno utilizzati per aumentare il tempo pieno. L’hanno ripetuto varie volte. Anche la matematica per i berlusconiani è diventata un’opinione. A me sembra, infatti, che 3-2=1. Cioè si libererà una sola maestra. E cosa ci faranno con questa? La useranno davvero per il tempo pieno? Ne consegue che non ci sono tagli? Quindi il decreto non elimina alcun posto di lavoro! Allora non era meglio lasciare le cose come erano, invece di fare tutto questo casino?
Sulla inesattezza dei dati «ministeriali» che ho citato io, le rispondo, gli altri se li vada a cercare. Il rapporto insegnanti/studenti in Italia include anche i professori di sostegno ai diversamente abili, a differenza che nel resto d’Europa dove le cose funzionano diversamente. La percentuale degli stipendi sul totale delle spese correnti nella scuola non è del 97%, ma si aggira intorno al 73%. Aggiungo solo che i trasferimenti del governo a favore della scuola sono diminuiti in 10 anni del 70%.
Su Berlusconi e sul suo metodo di governo sono libero di pensarla come mi pare e ho spiegato in sintesi perché. Anche su questo mi piacerebbe leggere argomenti logici e non petizioni di principio. Chiudo citando Vittorio Alfieri, uno che guardava avanti e forse già presagiva l’avvento dell’ometto: «Tirannide indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d’impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo». (Della Tirannide, libro primo, capitolo secondo, 1777).


Angelo Conforti

PS I miei studenti si alzano in piedi quando entro in classe: per imparare l’educazione e il rispetto dei ruoli non hanno bisogno del 5 in condotta, è sufficiente non essersi fatti condizionare dalla Tv-spazzatura del suo padrone; veda di essere educato anche lei e la prossima volta mi chiami professore.

 

Pubblicato  il 26 ottobre  2008

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