APOLOGIA

Io faccio il tifo per Alessandro

Buonasera,

è la prima volta che invio una mail a "nave corsara", ma ho letto molti articoli con i quali concordo e molti che non condivido.
Non voglio spacciarmi per una giornalista di successo, una ragazza che fa propaganda o altro: sono solo stanca della maggior parte delle cose nel mondo di oggi e, soprattutto, una che tiene moltissimo alle sue idee, difendendole a tutti i costi.
Ho visto che molti articoli ultimamente criticavano in modo particolare una persona, accusandola di tutte le cose possibili inimmaginabili senza tenere conto che questo è un paese libero, nel quale le idee possono essere espresse senza doversi prendere insulti a titolo gratuito.
Non amo questo genere di articoli, non mi piace nemmeno si insulti pubblicamente qualcuno senza ritegno perchè ha idee differenti dalle nostre o perchè  del partito opposto: non ha mai offeso nessuno, ha sempre parlato in generale e ha risposto giustamente per le rime a persone che l'hanno considerato assai poco.
Questo perchè?
Per far vedere che sono capaci di dire cattiverie e insultare la gente?
Soddisfazioni...
Io sinceramente vorrei avere idee chiare come Alessandro Stefanini sinceramente, poter sostenere qualcuno fino in fondo e partecipare a riunioni o dibattiti per poter affrontare argomenti superiori di livello rispetto quelli trattati fino adesso.
Lui esprime le sue idee senza insultare, ma vedo che delle lettere lo distruggono ritraendolo come chissà che individuo orribile.
Non è però che insultandolo la situazione cambi e che il mittente sia più intelligente, anzi, dovrebbe vergognarsi di non essere capace di rispondere senza inserire offese alla famiglia e allo stile di vita.
Tutti noi abbiamo una vita differente dagli altri, per fortuna, ma non vuol dire che alcuni stupidi o propagandistici rispetto ad altri.
Bisogna difendere le proprie idee, ma senza inciampare nell'insulto alla persona che si vuole riprendere.
In conclusione...
Non dico di non rispondere, il dialogo è un bene, ma non si scenda a un livello talmente basso da insultare, perchè si passa al torto.
Ripeto, non voglio sembrare una "maestrina perfettina", non le sopporto neppure io... voglio solo far notare che molte volte ci si scaglia contro persone che vogliono solo far sentire le proprie idee, venendo insultate senza il minimo contegno.
Saluti, 

Elisa

Risponde Ivano Sartori. Cara Elisa, scusa se ti do del tu, ma mi pare che ci siamo già incontrati in passato. Il tuo nome non mi giunge comunque nuovo. Secondo me, in tutta questa diatriba che vede Alessandro Stefanini giganteggiare, colpendo a destra e a manca, e ricevere altrettanti colpi, nessuno ha infierito. Lo scontro è stato aspro, ma nessuno ha messo in mezzo la famiglia. Proprio domenica scorsa, sono rimasto per almeno un paio d’ore attorno a un tavolo di casa mia, discorrendo serenamente e discutendo animatamente con la povera vittima, sorseggiando vino bianco (ahimé dolce), addentando pane e salame, formaggio e paste (quest’ultime gentilmente offerte dalla famiglia Stefanini), senza che ci accapigliassimo o perdessimo il buonumore. Alessandro, ma tu dovresti saperlo meglio di me, sa difendersi egregiamente, anzi ho l’impressione che ci usi un po’ tutti come punching ball per impratichirsi nella sua futura professione forense. Tant’è che alla fine della conviviale riunione, quello a essere provato ero io, non lui. Oltre che a soverchiare per la freschezza degli anni e l’intelligenza rapida, Alessandro ha il raro dono dell’ironia. Il che gli permette di concludere queste risse politiche con sonore risate. La discussione con lui non sarà senz’altro pacata, ma di certo è improntata a spirito sportivo. Ripeto, finora mi pare che nessuno abbia trasgredito i limiti della buona creanza o menato colpi sotto la cintura. D’altra parte, lui è avido di scontro e se lo va a cercare. Ritengo infatti che molti lettori abbiano reagito con insofferenza alla sua palese ubris (è a sua madre che mi sto rivolgendo in questo momento, la quale mi correggerà se sbaglio), cioè a un peccato di superbia che finisce sempre per danneggiare chi lo commette. Naturale comunque a vent’anni e lo so avendo avuto vent’anni più di vent’anni fa. La presunzione coniugata alla militanza sfoggiata come un vestito nuovo può apparire saccenteria a certi uditori già in armi contro un partito arrogante che manda al fronte le sue giovani leve. Quella che è in corso non è né una baruffa generazionale né la disfida di Barletta, né uno scontro tra clan rivali. Non è neppure un cozzare di ideologie o di punti di vista politici dissonanti. No, qui si misurano la fiducia del neofita nelle magnifiche sorti e progressive della politica comunale e la diffidenza di chi ne conosce i protagonisti e i meccanismi già da qualche anno. Qui nessuno può pretendere di saperla più lunga di un altro. L’importante è contarla giusta e stare nel solco del dibattito con onestà intellettuale e spirito agonistico, senza impermalirsi. Se no, invece che la politica, si sceglie la poesia, un qualche collezionismo o la vita casalinga. Come hanno detto Mao e la capoclasse Maria Stella Gelmini, la politica non è un pranzo di gala. E soprattutto non è una materia obbligatoria.

 

Pubblicato  il 2  novembre  2008

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