A Paolo Sirocchi (in risposta sull’iscrizione al Pd)
La sua lettera tocca molte note dolenti, e la passione politica che ci accomuna mi porta ad alcune riflessioni. Anche io sto nel Pd, pur provenendo da una storia diversa e La saluto volentieri. Non ho mai votato socialista e men che meno per Forza Italia. Ad ogni modo penso che avere votato Fi possa essere un errore ma non necessariamente una colpa. Il voto di opinione è una cosa sacrosanta ed implica anche il cambiare idea, nessuno scandalo. Vero: molti socialisti si sono trovati orfani del «loro» partito, ed è comprensibile, anche io, come italiano, mi sento un po’ orfano del Psi, perché la storia della nostra democrazia è anche la storia di quel partito. Su Craxi però ho da dire che il colpo di grazia al partito a mio avviso l’ha dato lui; resto del parere che se avesse dato le dimissioni all’inizio di mani pulite (magari con la formula «in attesa che la giustizia faccia il suo corso») il partito si sarebbe potuto salvare, non in modo indolore trattandosi di «partito personale», ma in modo dignitoso.
Il Psi in proporzione agli iscritti era forse il partito che distribuiva il maggior numero di posti, ed anche questo ha finito per danneggiarlo. Poi se le cose sono andate in un certo modo, sarà stata colpa anche degli avversari politici, ma Craxi, ad esempio, è mai stato tenero col Pci? Francamente a me pare che abbia più colpe il Veltroni di oggi nei confronti dei socialisti italiani che non il Pci di allora. Per favore, poi, non scordiamo che erano in gran parte quelli della Lega che agitavano i cappi.
Quanto a Di Pietro, a me pare sia stato coraggioso nel suo lavoro di pubblico ministero (un lavoro se vogliamo anche sporco), come politico vedremo. Le Sue parole su chi non ha mai sbagliato parlano direttamente al mio cuore di «figlio del popolo», ed anche quelle sull’impegno nello studio. Invece quando si parla di Berlusconi-Craxi e Passera-Bazoli (dei quali so poco o nulla), osservo solo che Berlusconi sembra uscito dalla serie televisiva «Batman»: presente il cattivo di turno che ride e dice «il mondo sarà mio?».
Bene, per ora gli altri che lei ha citato non mi paiono altrettanto lanciati alla conquista dell’Italia. Ci rendiamo conto di quanto B. abbia abbassato il livello della politica (screditandola incessantemente con i suoi conflitti di interesse e le sue battutine), con le leggi su misura? Davvero Enzo Biagi ha fatto un uso criminoso della Tv?
Un fraterno abbraccio
Mario Mantovani
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