Riceviamo e Pubblichiamo

Attento Ivano, rischi una querela

 

Caro Ivano,

ti ringrazio per aver risposto al mio articolo: mi hai dimostrato che non sono un reietto all’interno della Nave e che c’è ancora qualcuno che vuol portare avanti un dibattito. Vorrei però ricordarti che le cose cambiano, anche se questo non ti piace, e il ragazzetto che guardava per terra ora è un uomo che osserva, pensa, critica e difende le proprie idee. Ma, ora, veniamo al dunque.

Quella che per te è edilizia drogata, per me è semplice espansione di una cittadina che ha visto aumentare la propria popolazione di 1200 abitanti in 4 anni (+ 5%) e, contemporaneamente, ridursi il numero di membri per famiglia fino a una media di poco più di 2.

Questi sono i dati, verificabili, come mi insegna il mio manuale di Istituzioni di Diritto Privato, presso il Comune, che detiene appositi registri dei nuclei familiari residenti, delle nascite e delle morti.
Inoltre, in un periodo di contrazione del mercato immobiliare come quello che stiamo vivendo, i prezzi sono destinati a calare, non a raggiungere livelli «proibitivi».

Non solo, poi, la popolazione è in crescita, ma aumenta anche il numero delle attività produttive e quindi l’economia di Fidenza.
Basti pensare a tutto l’insediamento intorno al casello autostradale, ma anche alle imprese che si insedieranno nelle Apea della zona ex-Carbochimica e di Bastelli.
Quelli son posti di lavoro che nascono ex novo, attirando lavoratori (quindi popolazione) e creando nuovi consumatori che immetteranno denaro nell’economia del Borgo e, di conseguenza, un aumento del Pil (perché Pil = C + I + G + X, ossia consumi, investimenti, spesa pubblica e saldo commerciale con l’esterno).

Venendo all’accusa di ingenuità che mi si muove, vorrei dirti che le mie tesi derivano dall’osservazione della realtà per come si presenta ai miei occhi e nient’altro.
Tu, invece, preferisci vedere del torbido dietro al fenomeno edilizio borghigiano.
Io non posso escludere a priori che non ci sia qualcosa di losco, ma tu non puoi presentare come realtà quelli che sono semplicemente i tuoi sospetti, perché è reato, ma, soprattutto, perché salti dei passaggi logici fondamentali, che segnano la differenza tra l’ipotesi e la certezza.

Se i processi si basassero sui sospetti, non potremmo dire di essere in democrazia, su questo siamo d’accordo.

Alla base di un processo devono dunque stare delle concrete fattispecie penali, alla cui individuazione si può giungere solo grazie ad un’indagine fondata su metodi scientifici ed equi.

Ne consegue l’invito che ti rivolgo, se sei certo delle tue affermazioni (e pare proprio sia così), a presentare denuncia presso le magistrature competenti che, eventualmente, potranno fare riferimento alle indagini della Dia (Direzione Investigativa Antimafia, la Dea è l’agenzia federale antidroga degli Stati Uniti).

L’onestà intellettuale deve basarsi sui fatti, non sui sospetti, altrimenti trattasi di calunnia, che è comportamento disonesto.

Tutto il discorso fatto per le presunte infiltrazioni mafiose, perché è a questo che ti riferisci, vale anche per le accuse di corruzione e falso in atto pubblico che rivolgi agli attuali amministratori di Fidenza.
Sta’ attento, perché le tue sono accuse molto gravi da non fare a cuor leggero, pour parler.
So benissimo che il Partito trae i suoi finanziamenti anche da privati, ma, da qui a dire che questa sia una forma di corruzione, ce ne passa parecchio.
Ricorda che tutte le opere pubbliche e le concessioni devono essere eseguite attraverso la rigida procedura dell’appalto pubblico che, come tale, è verificabile da chiunque.
Se, e solo se, dopo un’attenta verifica di questa procedura, ci si accorgesse di irregolarità, potresti affermare ciò che affermi ora senza prove.

Ivano, bada bene, questa non è un’apologia, ma solo la spiegazione dei fenomeni giuridici che stanno alla base delle realtà alle quali tu muovi certe accuse.
Come ho già detto, se sei sicuro dei tuoi mezzi, sporgi denuncia e la giustizia farà il suo corso.
Quando potrai presentarmi una sentenza definitiva che avalli le tue tesi, io sarò ben felice di riconoscere l’esattezza delle tue accuse e, pieno d’amarezza, perderò ogni fiducia nello Stato.

Fino allora, avrò ragione a fidarmi e a credere che dietro certi fenomeni non ci sia altro che la legge.

Il salto a me è riuscito, riuscirà anche a te?

Cordialmente

Alessandro Stefanini

Risponde Ivano Sartori. La minaccia non è neppure tanto velata. Il cliente è chiaro. Stefanini sta esercitando senza avere ancora in tasca la laurea e non aver sostenuto neppure l’esame da procuratore. Trasuda entusiasmo da neofita, come lo studente di medicina del primo anno che diagnostica cirrosi epatica agli amici ogni volta che va con loro a bere una birra. Ma gliela perdono. È legittimo essere gasati a vent’anni. Rispettoso del nuovo e del giovane che avanza (e che non mi piace), accuso ricevuta e ripiego per non passare da polemista (tale sarei definito in una società non intrisa di cultura mafiosa) a imputato. Sarà meglio che me ne stia zitto. Il clima è torbido e per un pugno di voti non si guarda in faccia nessuno. Quella di Stefanini fattosi uomo non è un dibattito ma un avvertimento. Rischio di cadere in una trappola giuridica, se non ci sono già scivolato. Da più parti è stata invocata la querela nei nostri confronti. Se arriverà, saprò chi annoverare tra gli ispiratori e/o suggeritori. Anzi no, sarà solo un sospetto. Non vi annoierò ripetendo quel che diceva Andreotti sulla fondatezza del pensar male. Tra un bollettino del Comune e una leggenda metropolitana, penso sempre che la seconda contenga più verità. Ancorché difficili da dimostrare. Ma Stefanini non ha l’esperienza per saperlo. E tra un po’, se lo saprà, farà finta di non saperlo. Perché questo hanno in comune i politici e gli avvocati: abbastanza peli sullo stomaco da sostenere nel foro civico tesi che ripugnano al foro della loro coscienza. Se il difensore del mostro di Milwaukee credesse realmente all’innocenza del proprio assistito sarebbe lui stesso un mostro. Aderisce solo a un gioco delle parti. Fa il suo mestiere. Come Stefanini. Avrò commesso un nuovo reato? Infine, grazie per avermi corretto sulla confusione tra Dia e Dea. Sono stato indotto in errore dalla somiglianza tra Miami e Fidenza. A parte il sole, il mare e qualche quintale di coca in meno. PS. Messi sull’avviso, per le stesse ragioni di prudenza, non pubblicheremo la lettera di un fedele lettore salsese alquanto polemico con lo Stefanini. Per il bene suo e nostro, sarà meglio che questo signore la riscriva e la faccia esaminare da un penalista, prima di rispedircela. Siamo sotto tiro, prima o poi finirà che ci beccano. Scusateci se ci ritiriamo (strategicamente), ma non siamo eroi né tesserati. Tu comunque, Alessandro, continua pure a scriverci. Dopo aver trascinato i tuoi interlocutori nell’anticamera di un’aula di tribunale, non meravigliarti e lamentarti però se il tuo sarà un soliloquio ai confini del vaniloquio. A te l’ultima parola, com’è nei tuoi confessati desideri. Buon pro ti faccia.

 

 

Pubblicato  il 27 ottobre  2008

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