COLTIVARE CEMENTO

Il milione di Bastelli

 

Caro Ivano,

         ho letto (purtroppo) le gentili e raffinate parole che Alessandro Stefanini ti ha rivolto e mi è venuto spontaneo farti notare alcuni particolari (forse?) sfuggiti a colui che sembra disporre di «tutte» le verità in tasca; quando si dice testualmente «Quella che per te è edilizia drogata per me è semplice espansione di una cittadina che ha visto aumentare la propria popolazione di 1200 abitanti in 4 anni (+ 5%)» vorrei far notare che nell' ultimo decennio la popolazione «autoctona» è rimasta al palo, anzi è diminuita. Difatti il saldo positivo di circa 2500 residenti in più è dovuto principalmente al fenomeno dell’immigrazione di extracomunitari nel nostro territorio e che attualmente equivale al 10% della popolazione della nostra città, così almeno è stato affermato dal Sindaco Cerri.
         Per quanto mi riguarda questo dimostra che nell’ultimo decennio lo sviluppo economico di Fidenza ha attirato prevalentemente lavoratori che trovano occupazione nel terziario, nella grande distribuzione e nella logistica. Certo sono tutte occupazioni più che dignitose, ma attualmente i nostri giovani laureandi o laureati sempre più si devono spostare quotidianamente, o spesso trasferire, anche fuori provincia in quanto a Fidenza manca quel tipo di occupazione che si identifica con quelle che sono le loro legittime aspettative di lavoro al termine degli studi.
         Ma è quella che segue l’osservazione che maggiormente mi preme farti notare; quando dice testualmente «Basti pensare a tutto l’insediamento intorno al casello autostradale, ma anche alle imprese che si insedieranno nelle Apea della zona ex-Carbochimica e di Bastelli» su quali basi si afferma tutto questo quando, a oggi, il milione di metri quadrati di Bastelli, a cui egli si riferisce, non è ancora arrivato in Consiglio Comunale per la eventuale approvazione? Si fida e si accontenta «solamente» della presentazione fatta all’ultimo Urbanpromo 2007 di Venezia da parte del vicesindaco Antonini e dell’Arch. Gilioli o conosce verità di cui nemmeno noi consiglieri comunali (almeno io) siamo stati ad oggi informati? E il dibattito nel merito non pensa debba essere considerato, se vogliamo essere veramente democratici, prima di dare per scontato tutto ciò? O si pensa che tanto sarà un passaggio obbligatorio, ma tutto sommato inutile in quanto già tutto deciso? Non ultimo vorrei farti notare che stiamo parlando di eventuali insediamenti di aziende dove, un giovane laureando o laureato, con ogni probabilità non andrà certo a lavorare, a meno che non accetti di riconvertire la propria laurea in quella di Dottore in facchinaggio e guida di carrelli elevatori.
         Io stesso più volte, già nel 2007 e in tempi non sospetti, ho richiesto precisazioni in merito affermando «che sarebbe stato auspicabile e opportuno privilegiare o indirizzare eventuali nuovi insediamenti industriali nelle aree già esistenti o in fase di completamento, anziché prevedere o favorire nuove ed impattanti iniziative di espansione disseminate in un territorio, peraltro, già fortemente eroso e compromesso dalla cementificazione a macchia di leopardo, privo di servizi ed infrastrutture le quali, per la loro necessaria realizzazione, avranno poi conseguenti ed elevati costi futuri per tutta la comunità fidentina». Le risposte di allora furono come sempre vaghe, mentre quando si è reso necessario si è elogiata la «dinamicità» e l’attenzione dell’Amministrazione a non farsi scappare nessuna opportunità. Ultimamente, in realtà, alle parole crediamo non abbiamo corrisposto i fatti. E in tal senso la domanda che ci poniamo è: Fidenza si vuole che ritorni ad essere un importante polo a vocazione anche industriale e di innovazione tecnologica o si è già previsto che si svilupperà solo secondo una vocazione che oggi è prettamente commerciale puntando su un eventuale sviluppo logistico concorrente al CEPIM?
         Quando si parla di progetti dove si uniscono due argomenti delicati per zittire anche i più scettici, cioè lavoro e ambiente, bisogna fare molta attenzione. Perché parlare di 1000 ipotetici, e non garantiti, posti di lavoro, dire tante belle parole sulla sostenibilità ambientale e sul rispetto del territorio e poi, perchè questa è la realtà, si subordina tutto ad un insediamento da un milione di metri quadrati  - peraltro non solo industriali, come inizialmente era stato detto e che saranno probabilmente in prevalenza a vocazione logistica, ma bensì anche residenziali - , tutto questo non mi ha convinto, soprattutto, quando ho visto lasciare andare in altri lidi, senza un valido e reale motivo, aziende serie disposte ad investire ingenti somme con progetti importanti di recupero e sviluppo di aree già fortemente compromesse e una ricaduta occupazionale qualificata. In tutte queste occasioni io ho avuto la netta sensazione che, a parte un disegno urbanistico ben preciso e forse già prestabilito, non esista in realtà una vera strategia ed una visione organica di come si intende promuovere il futuro sviluppo economico della città.

Con stima e amicizia, un cordiale saluto

 

Stefano Tanzi
Capogruppo in Consiglio Comunale di Forza Italia

 

Pubblicato  il 1 novembre   2008

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