Quanti e quali sono gli uccellacci del malaugurio che, sbattendo le ali, pretendono di smuovere l’aria stagnante della politica fidentina? Sono tutti corvi o fra di essi si annidano pure avvoltoi e cornacchie?
Il mestatore, le corbeau (il termine è mutuato dall’omonimo film di Clouzot del 1943) che solo se ne va per la città a infilare lettere diffamatorie e/o calunniose nelle cassette postali di destinatari accuratamente scelti, è più o meno pericoloso di quelle garrule gazze che ti chiamano ore pasti per sapere che ne pensi del sindaco e per chi pensi di votare e tim tum timtera?
Io direi che sono equamente molesti. Con una differenza. L’uno, è probabile che i carabinieri prima o poi lo piglino (a proposito, a che punto siamo con le indagini signora Gazzetta, uccello invero poco ciarliero in certe circostanze?). Il secondo, gode di un anonimato per così dire professionale. Istituzionale. Ha la legge dalla sua. Ma non la nostra simpatia.
È torbido infatti il fondo di una politica che deve rivolgersi agli istituti di statistica, alle società di rilevazione delle opinioni, per capire dove sta andando la comunità di cui dovrebbe invece essere anima, motore e polso.
Il ricorso al sondaggio dà l’idea della progressiva distanza che si frappone tra eletti ed elettori. È una trovata americana, accettabile su scala nazionale anche da noi, ma esagerata per le nostre piccole cittadine dai modesti numeri, dove dovrebbero bastare gli organi d’informazione, gli umori della piazza e il passaparola a far capire da che parte tira il vento. E se le voci non arrivano al palazzo nobile del municipio (figuriamoci!), allora bisogna scendere lo scalone e ascoltare la strada, i partiti (anche il proprio), i sindacati, le associazioni, con le proprie orecchie.
Quindi, diamo pure la caccia al corvo, sulla cui identità siamo oltremodo curiosi (non è che l’hanno già individuato e, trattandosi di un nome della casta, se la sbrigano tra di loro?), però liberiamoci anche delle gracule che, ripetono al telefono le domande dei loro addestratori. Sembrano voci umane, mentre sono soltanto stagionali ammaestrati. In questi casi, si consiglia di mettere giù la cornetta rispedendo al mittente le domande degli anonimi curiosoni. Con tante scuse per gli incolpevoli sondaggisti.
(is)

La gracula religiosa, conosciuta anche come «merlo indiano», debitamente ammaestrata è in grado di ripetere alcune parole.
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