«È fosco l’aere, il cielo è muto,
ed io sul tacito veron seduto,
in solitaria malinconia
ti guardo e lacrimo,
Venezia mia!»
(Arnaldo Fusinato,
poeta e patriota, 1817-1888)
Riusciranno gli ex Ds a rimettere in moto i loro arrugginiti panzer, costruiti con pezzi dell’ex Pci, per contrastare quel che resta della cavalleria leggera margheritina, ex Dc?
Fuor di metafora, riusciranno Paolo Antonini e Andrea Massari, patrocinati alla lontana da Massimo Tedeschi, a minare con successo il cammino di Giuseppe Cerri verso la riconferma?
Grande è la confusione sotto il cielo di via XX Settembre, già ultima ridotta Pci, poi sede Ds, oggi Pd.
Curiosa la sbandierata alleanza, non sappiamo quanto solida e verace, tra l’ex sindacalista Pci Sergio Varani, il più stagionato degli assessori, e Cerri che proviene dai banchi dell’opposizione democristiana degli anni Settanta.
Se la convergenza parallela diventasse geometricamente più ragionevole, se ne vedrebbero delle belle. Sia perché nell’abbraccio stretto dai due rischierebbe di restare stritolato il candidato in pectore alla successione, lo scalpitante Paolo Antonini, stufo di fare l’attendente di Cerri e il pretendente al trono; sia perché verrebbe alla luce l’ostilità che da tempo immemorabile cova nel Pd contro Varani, additato come il vecchio che non molla.
Si trasformerebbe infatti in tumulto il mugugno strisciante di una cosca di giovani, militanti di belle speranze d’età compresa tra i venti e i trenta, capitanati dal venticinquenne Federico Morza, studente a Perugia di Scienze politiche, ramo relazioni diplomatiche.
Detestare Varani è un must dei giovani virgulti e dei dilettanti allo sbaraglio. Il test che dà diritto al biglietto d’ingresso a una fulgida carriera. Ogni turno elettorale offre il suo pretesto per colpire il potente assessore. In questo caso, la gaffe di Varani sul cimitero dà agli emergenti il destro per attaccarlo con rinnovato vigore. I generosi sfidanti non hanno però considerato che il Sansone dei Lavori pubblici potrebbe trascinare nella sua caduta un bel po’ di colleghi filistei.
Ma queste sono sottigliezze. L’imperativo dei giovani turchi è «svecchiamento». Una parola d’ordine da cui potrebbe trarre profitto più di un dirigente Pd dell’età di mezzo.
E chi sarà costui? Chi manda e comanda i giovani Pd che mordono il freno? Chi è il Mao di via XX Settembre che ha dato ordine alle guardie rosse democratiche di bombardare il quartier generale?
Vedremo di capirci qualcosa a mano a mano che le urne si avvicinano. Resistendo alle sirene e agli esegeti che ci telefoneranno subito dopo aver letto queste righe.
(is) |