POTENTI E IMPOTENTI


Dove vai se il potere non ce l’hai?

 

Fonte d’ispirazione. In questa, e nelle foto successive, Giulio Andreotti, 90 anni compiuti il 14 gennaio scorso. Una sua celebre frase fa da modello al concetto di democrazia di Stefano Gandolfi: «Il potere logora chi non ce l’ha».

 

di George Clifford

Città aperta si confronta con alcune delle altre liste civiche di Parma in un incontro pubblico dal titolo «La Politica che nasce dal territorio».
Già dal tema dell’incontro si capisce che Città aperta vuole sottolineare che, a differenza della loro che nasce dal territorio come una forma di parmigiano, quella dei partiti tradizionali è una politica che nasce altrove, forse nelle segreteria nazionali dei soliti partiti ormai noti, capaci di cambiare nome ma non le vecchie abitudini, non i vecchi volti, non i vecchi tic?
Il «moderatore professionista» della serata, come viene subito definita nella presentazione, è una giovane signora, Valentina Zinelli, giornalista di Polis Quotidiano di Parma.
Comincia un signore piuttosto paffuto e piuttosto simpatico, che dice verità difficilmente non condivisibili: si tratta di Fabio Faccini, uno di Legambiente, già consigliere comunale a Parma nella lista civica Città Viva, uno dei numerosi rami o rivoli nei quali si è suddiviso il partito dei Verdi. Dice, senza giri di parole: «Ero un consigliere comunale di minoranza. Come politico di Città Viva per la stampa non esistevo. Stare all’opposizione è difficile, non è remunerativo, è frustrante».
Maria Teresa Guarnieri, attuale consigliera comunale a Parma della lista civica Altra Politica, ci racconta la sua carriera: «Ho cominciato a fare politica nei quartieri della zona nord di Parma, una zona molto sfruttata e industrializzata. Nel 1998, quello che sarebbe poi diventato il futuro sindaco di Parma, Elvio Ubaldi, mi chiede di partecipare a una nuova lista civica, Civiltà parmigiana. Le cose sono andate bene e ho poi fatto l’assessore. Adesso, invece, faccio la consigliera di minoranza e sento spesso il senso dell’impotenza; questo perché adesso è tutto basato sull’immagine. È tutto immagine e niente azione, scimmiottano la politica nazionale. La mia scelta del 2007 è nata da una mia forte resistenza all’arrivismo personale, a una lista che non era più civica (si riferisce al suo addio a Civiltà parmigiana alle elezioni comunali di Parma del 2007, ndr). Adesso che sono all’opposizione, faccio fatica ad apparire. In questa fase, mi è più facile andare sul giornale ma tutto è dovuto alla volontà altrui e non a me (si riferisce al suo nome citato in più di un occasione quale futura candidata sindaco qui a Fidenza, a fare la parte di chi gode tra i due litiganti, Giuseppe Cerri e Paolo Antonini? ndr). Nonostante queste difficoltà, penso che la lista civica è importante perché il sistema politico partitico sta assumendo un aspetto che non piace più, che è la causa per la quale la gente si allontana dalla politica».

Stefano Gandolfi, assessore alla Partecipazione al comune di Fidenza nonché uno degli esponenti di primo piano di Città aperta, comunica anch’egli, con la franchezza che gli è abituale, la fatica di stare all’opposizione con una lista civica. Dice: «Se non avessi avuto alle spalle persone che mi hanno sostenuto, non avrei resistito nemmeno un’amministrazione (si riferisce al fatto che per due mandati, cioè per nove anni, è rimasto seduto come consigliere comunale, nei banchi dell’opposizione, ndr). La mia esperienza è stato comunque utile. Anche l’azione di minoranza di Città aperta è stata utile. Ricordo, per esempio, l’inizio della raccolta differenziata dei rifiuti. La nostra, poi, era una minoranza costruttiva, non una vera opposizione; le nostre proposte venivano ogni tanto fatte proprie dalla maggioranza. Una cosa importante che facevamo come minoranza era poi il resoconto sul nostro sito internet di quello che avveniva in consiglio comunale. Dopo nove anni di minoranza e cinque anni di maggioranza sarebbe per me impossibile tornare alla minoranza. Potevo affrontare una situazione così faticosa, come quella di stare nella minoranza, quindici anni fa ma adesso non ce la farei più. Quindi restiamo per cercare di dare continuità a questa amministrazione, anche in uno scenario confuso come quello di adesso (un’autoricandidatura bella e buona al posto di assessore alla Partecipazione anche per il prossimo mandato? ndr)».
Forse il buon Stefano Gandolfi si accorge di essersi allargato un po’ troppo e quindi cambia argomento: «Il nostro dibattito interno sta a dimostrare che si può fare politica anche da posizioni diverse, se ci sono obiettivi condivisi». Infine, una constatazione e, insieme, una riflessione a voce alta: «Nonostante le posizioni di compromesso prese in questi quasi cinque anni, io non ho dovuto rinnegare niente dei valori di Città aperta».

 

 

Maria Teresa Guarnieri aggiunge qualche altra considerazione sulla sua esperienza personale in Civiltà parmigiana: «Ci sono stati più fattori che hanno concorso perché Elvio Ubaldi abbia potuto domare una lista civica come Civiltà parmigiana, una lista civica vera. È stato un errore enorme quello che è successo (nel 2007, alle Comunali di Parma, ndr) perché si è voluto camuffare i veri protagonisti, cioè i partiti, da lista civica. Infatti, quando i partiti si sono sentiti di nuovo forti, quella lista civica camuffata che era ormai diventata Civiltà parmigiana ha cominciato il suo declino ed è cominciato quindi il declino della politica a Parma (forse un po’ esagerata, la Maria Teresa, nel rappresentare la sua ex Civiltà parmigiana come l’essenza stessa della politica a Parma, ma che ci vuoi fare: era pur sempre una sua creatura, ndr). Io me ne sono andata rinunciando a quello che avevo fatto per nove anni». Un attimo di silenzio, quasi di commozione per un periodo della propria vita concluso ed irripetibile, quindi la Maria Teresa aggiunge: «Se una proposta ha un significato, non mi interessa se parte dalla destra o dalla sinistra o dalla Lega; non mi piace lasciarmi ingabbiare in schemi. Voglio testimoniare, nel mio piccolo, che il successo non è per forza il Bene, l’aver vinto, il successo nella politica fine a se stesso è un successo malato. È importante dare questi messaggi alle persone, rompere certi schemi».
Fabio Faccini sfrutta il suo turno: «Per la mia esperienza, si è cominciato a parlare di lista civica quando si è arrivati a due soli schieramenti. Una volta si diceva, per esempio, che i Verdi non erano a sinistra né a destra ma erano avanti. Una semplificazione del sistema politico può essere anche utile ma adesso non ci sono più i contenuti, si scimmiottano soltanto luoghi comuni. Un servizio della lista civica molto utile è quello di creare l’occasione per uscire dalle certezze che abbiamo». Poi un passaggio un po’ generico: «Non c’è tutto il bene da una parte e il male dall’altra. Se c’è un disagio, un conflitto, occorre si cerchi di superarlo, occorre una cultura amministrativa corretta».
Dopo quell’attimo di smarrimento si riprende e dice una cosa più mirata: «Se Vignali (il sindaco di centrodestra di Parma, ndr) fa le piste per le biciclette, dico “bravo Vignali”; se fa delle cappellate, bisogna dirlo forte».
Secondo passaggio sul red carpet per Stefano Gandolfi: «È un grosso problema far capire alla gente che la lista civica è bene e i partiti sono il male (ha detto proprio così, ndr). Se do la stura a quello che penso veramente della stampa locale succede un… un pasticcio (ha detto pasticcio? Non ne sono sicuro, ndr). La Gazzetta di Parma, per esempio, in modo scorretto dà sempre molto spazio alla minoranza del consiglio comunale di Fidenza. L’esempio sono le interrogazioni pubblicate molto tempo prima di quando noi possiamo dare le nostre risposte in consiglio comunale. Tutto questo fa passare l’idea che hai operato male». Bravo Stefano Gandolfi. Bravo, almeno nel giudizio sul noto quotidiano locale, per il resto ci riserviamo un minuto di riflessione. «Noi abbiamo un sito internet; è molto importante, anche se non raggiunge i grandi numeri». Poi una giustificazione non richiesta: «Io non credo di sfruttare la mia posizione (di assessore comunale, ndr) a vantaggio del mio movimento. Qualcuno questo me lo rinfaccia (di non sfruttare la sua posizione a vantaggio di Città aperta, ndr)». Infine, un po’ di autocommiserazione mista ad un giusto orgoglio per quello che è riuscito a fare: «Quindici assemblee all’anno per il Psc, dove tu vai con la tua faccia,  dove senti le ragioni grame e prendi dei nomi creano comunque consenso perché entri nella comunità. Per esempio, quando i cittadini protestavano per le antenne dei telefoni cellulari, l’amministrazione comunale era al loro fianco».
All’incontro, tenuto al centro giovanile dell’ex macello, tra il pubblico, erano presenti il sindaco di Fidenza Giuseppe Cerri, l’assessore provinciale Giancarlo Castellani, l’assessore comunale Romualdo Borreri, la responsabile di Fidenza del Partito democratico, Gabriella Bussandri, la responsabile provinciale dell’Italia dei Valori, Gabriella Biacchi. Quindi gran parte dei responsabili di Città aperta (l’ex consigliere comunale Franco Giordani, il suo successore Massimiliano Franzoni, eccetera): prove tecniche di una futura lista civica di centro – centro – sinistra?

 

Pubblicato il 18 gennaio 2009

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