FIDENZA ELEZIONI 2009 - I RISULTATI 1


Quei piromani del Pd

Meno di un punto di percentuale e una manciata di voti (trentasei) separano il candidato del Pd Enrico Montanari da Mario Cantini, alla guida della coalizione di centro-destra. Sono rispettivamente al 44,16 e 43,74 per cento, mentre l’ex sindaco Giuseppe Cerri si attesta su un prevedibile e previsto 12,1 per cento.
I furbacchioni che da un blog nato nei bassifondi del Pd hanno dato addosso a Giuseppe Cerri negli ultimi otto mesi, a questo punto dovrebbero mangiarsi le dita con cui scrivono (il cervello se lo sono bevuto già da tempo) per il prezioso apporto dato all'infausto esito. Insieme a questi maldicenti informatici vanno naturalmente conteggiate le malelingue tradizionali che si sono prodigate per fare degli eretici Cerri, Varani e Zalaffi la sentina di tutti i mali e l’origine di tutte le disgrazie per il centro-sinistra borghigiano. Insomma, la solita storia del capro espiatorio da prendere a calci nel didietro.  
L’astuta strategia di questi bellimbusti, giovani rampanti Ds e trombettieri a riposo del defunto Pci, è consistita nello spacciare la lista di Cerri come un covo di destrorsi che Montanari avrebbe spazzato dalla scena politica fidentina, così come Lenin, in una nota immagine bolscevica, cancellava con la ramazza capitalisti e guerrafondai dalla faccia della Terra.
Se i votanti della lista Cerri fossero permalosi e vendicativi,  al ballottaggio asseconderebbero i sospetti di questi menagramo votando Cantini. Ci avete detto che siamo di destra? E allora andiamo a destra! L’offesa è un’ascia bipenne. Una lama è rivolta verso chi la maneggia. Peggio per chi non lo sa fare.
In realtà, non sappiamo come andrà a finire. Non sappiamo se Cerrì darà indicazioni di voto ai suoi elettori o se si trincererà in un ambiguo mutismo. Se deciderà di vendere cara la pelle, cedendola al miglior offerente o se si accontenterà di portare nell’aula del consiglio comunale una pattuglia della sua armata Brancaleone (di certo se stesso più Sergio Varani o Benvenuto Uni).

A seconda della scelta, ci faremo un’idea definitiva del personaggio, decidendo se è più politico o più leader delle battaglie perse in partenza. Se è pragmatico o idealista. Se ha fatto buon viso a cattivo gioco, senza dar a vedere di essersi smarrito per strada dopo aver tirato molto la corda (e forse essersi pentito).
Magari ci accorgeremo che, come lo Stregatto di Lewis Carroll, Cerri è un sorriso avvolto dall’invisibile nulla. Un irrisolto enigma democristiano.
Mentre sospendiamo il giudizio sull’ex sindaco, non possiamo nascondere il nostro disappunto per il dilettantismo della classe dirigente del Pd fidentino.
Perché quel che restava dei timonieri di un partito allo sbando ha lasciato (tollerato o tacitamente approvato?) che una combriccola di ragazzotti portasse la guerra a Cerri oltre il punto di non ritorno e si divertisse con il gioco goliardico di ammiccare a Cantini?
Com’è potuto accadere che un gruppuscolo si accreditasse come la maggioranza silente e sofferente del partito che aveva dovuto risputare Paolo Antonini ed era stata costretta a ingoiare Montanari per imposizione delle alte sfere?
Perché militanti cresciuti nei Ds si sono comportati come stalinisti livorosi, abbrutiti da una guerra fratricida come non si vedeva dagli anni Cinquanta?
Anziché tamponare le emorragie di consenso, costoro si sono messi a giocare ai ragazzi della via Pal scherzando con il fuoco. Si sono presi per fini strateghi mentre erano solo irresponsabili goliardi. È finita che si sono bruciate le mani e, quel che è peggio, hanno dato fuoco alla credibilità del partito. 
Ma soprattutto hanno rivelato a tutti che il loro narcisismo, fatto di carrierismo e attaccamento alla seggiolina, è più importante di qualsiasi progetto collettivo. Hanno ammazzato il partito ancora in fasce a causa della loro smodata piccineria. Spocchia e arroganza, infantilismo e condotta irresponsabile, una miscela esplosiva. Che gli è scoppiata tra le mani. 
Ci vorranno parecchi secchi d’acqua per spegnere il rogo e diversi pompieri per far rinascere la politica sulle ceneri della casa del Pd fidentino.

 

 

 

 

 

Pubblicato l'8 giugno 2009

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