ELEZIONI EUROPEE


Pirati svedesi e corsari borghigiani

In Svezia il partito dei pirati ha conquistato un seggio con il 7,1% delle preferenze, appena dietro i Verdi. L'obiettivo è rivoluzionare le norme del copyright sul web. Nato tre anni fa sull'onda della protesta contro la repressione del filesharing e il monitoraggio delle e-mail, il Partito è andato oltre le più rosee previsioni e si è piazzato quinto, votato soprattutto dall'elettorato giovane.

 

E così i Pirati entrano nel Parlamento europeo. Il PiratPartiet svedese ha ottenuto circa 200 mila voti, pari al 7,1 per cento dei consensi. Ma dagli elettori che hanno tra i 18 e i 30 anni ha incassato il 19 per cento dei suffragi. Il che gli assicura uno dei diciotto seggi riservati alla Svezia nel Parlamento di Strasburgo. Che diventeranno due se il trattato di Lisbona entrerà in vigore il primo gennaio 2010 dando al Paese scandinavo due seggi supplementari.

 

Il PiratPartiet (PP) è stato fondato tre anni fa, nel 2005, come reazione alle leggi esistenti in materia di proprietà intellettuale. Il suo programma si articola in tre punti: la riforma della legge sul diritto d’autore, l’abolizione dei brevetti e una difesa più stretta della vita privata e delle libertà individuali. Il suo leader è Christian Engström, 49 anni, capolista alle europee e destinato dunque a sedere nel Parlamento di Strasburgo. «Oggi la libertà di Internet e le nostre libertà fondamentali sono minacciate, voglio fare tutto il possibile per difenderle, e questa battaglia si combatterà a Strasburgo e Bruxelles», ha dichiarato di recente Engström a PC Inpact.

Le adesioni, soprattutto da parte dei giovani, hanno avuto un incremento quando nell’aprile scorso sono stati condannati i fondatori di  The Pirate Bay. All’indomani del processo erano più di 300 mila, facendo così del PP la quarta forza politica del Paese.
Ai Pirati svedesi vanno il saluto e gli auguri dei corsari di Fidenza.

Sulla camicia del militante, il simbolo del Partito dei pirati svedesi.

 

Pubblicato l'8 giugno 2009

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