PADRI E FIGLI


È ufficiale: il rampollo del Senatur è proprio uno zuccone

 

Questa notizia la dice lunga perché ci insegna tante cose. Eccone alcune (non in ordine di importanza).

1. Il genitore potente che al grido di «Roma ladrona» voleva fare piazza pulita di privilegi e favoritismi, si è adeguato al tran tran nazionale. Ha fatto sue le filosofie «tengo famiglia», «i figli so piezz’e core» adeguandosi alle più prevedibili tradizioni capitolina e partenopea. Varese non è sceso a Roma, è l’Urbe che è salita nel Varesotto.

2. La scuola privata, o gran parte di essa, non prepara adeguatamente i suoi studenti.

3. La scuola pubblica ha resistito senza capitolare ai soprusi del ras. Bossi reagirà probabilmente gridando alla congiura, dicendo che gli esaminatori di suo figlio erano tutti meridionali e comunisti.

4. Renzo Bossi è uno zuccone come tanti. Magari reso superbo dall’handicap del privilegio.

Considerazioni accessorie: quanto è costata alle casse dello Stato questo po’ po’ di ricorso? Visto che il figlio del boss è un fallimento a scuola passerà direttamente nelle file della politica, seguendo un iter formativo curato da docenti come Calderoli e Borghezio?
Dovremmo tenere d’occhio il rampollo perché una vicenda del genere è molto più istruttiva, sul Belpaese e sui suoi abitanti, di tante astratte menate da prima pagina.

 

 

 

Pubblicato  il 3 dicembre 2008

Torna al sommario