LO SGABUZZINO DELLA SALAMANDRA

Nuovi e vecchi camaleonti

 

da Salsomaggiore il corrispondente Doctorenry
www.doctorenry.blogspot.com

Una scissione si è consumata tra le fila degli aderenti al Pd in seno al consiglio comunale di Salsomaggiore.
Si sono costituiti in gruppo autonomo, denominato Città Nuova, i consiglieri Francesco Zanaga e Libero Walter Selllaro (originariamente eletti nella lista civica La tua arca e poi transitati, orsono solo pochi mesi, nel neonato gruppo consiliare del Pd) e Angelo Mazza, eletto come indipendente tra le fila dei Ds ma con un passato di candidato della lista civica Nuove Idee che fu l'ago della bilancia alle elezioni comunali del 2004 nelle quali dapprima contribuì alla sconfitta di Tedeschi, poi determinò la caduta di Franchi..
Come si può notare da queste scarne notiziole, la tendenza dei politici, mi si passi il termine, salsesi a saltabeccare di qua e di là viene ancora una volta confermata.
Per rinfrescare la memoria ai lettori distratti ricordiamo  nomi e cognomi dei voltagabbana degli ultimi anni.
Al primo posto ex-aequo,insuperati ed insuperabili, il tribuno del popolo Gianni Rossi e il neo esperto comunale in rapporti con l'estero Paolo Mario Calza. Dei quali non starò a ricordare gli innumerevolo salti della quaglia per non annoiare i lettori che ne sono stati ampiamente messi al corrente negli ultimi mesi.
Dappresso segue la bionda Paola Mecarelli, prima Ds, poi Rosa nel Pugno, poi fondatrice di liste civiche a Salso e in consiglio provinciale.
Distanziati seguono Gaetana Russo, prima seguace del Rossi in Città per cambiare (casacca? idea?), poi Italia di Mezzo, attualmenta tra color che son sospesi; Giuseppe Franchi, ex Udc attualmente in An e prossimamente nel Pdl; Giuseppe Gorreri anch'egli ex Udc, un tentativo di entrare nel Pd e una rapida e brusca svolta a destra nella componente giovanardiana del Pdl; Tarcisio Malvisi scissionista  gruppettaro di Forza Italia e infine l'onusto di gloria leghista Gianfranco Biolzi passato alla lista Terre Nostre.
Se non abbiamo contato male nel  consiglio comunale di  Salsomaggiore, composto da  venti membri, ad oggi possiamo annoverare  un totale di dieci gruppi consigliari: una media di due aderenti a gruppo.
Se non ci fosse da piangere ci scapperebbe da ridere! Ma tant'è!
Al di là della succinta cronaca però sarebbe interessante sapere cosa c'è dietro l'angolo di quest'ultima scissione.
Per nulla convincenti, anzi francamente ridicole le dichiarazioni del trio dei fuoriusciti: «la necessità di un maggior dialogo con la città... un percorso nuovo da iniziare... più equilibrio nella governance aziendale e più attenzione nelle politiche del personale... (della neocostituita Azienda termale Unica)… continueremo a sostenere la maggioranza...».

Nonché quelle del sindaco Massimo Tedeschi che smentisce ogni problema per la sua giunta.
Mentre il capogruppo Pd, Paolo Canepari  si lascia sfuggire che «all'interno della maggioranza è in corso un dibattito sugli assetti societari della neonata Azienda Unica Termale». Ed infine Sara Mattei segretaria del locale Pd dichiara: «Apriremo un confronto con Sellaro, Zanaga e Mazza per affrontare i temi in modo più approfondito».
Il che equivale a chiudere la stalla a fuga dei buoi già avvenuta.
Come dire: tanto rumore per nulla.
Invece no.
Qui gatta ci cova.
Da bravo pettegolo, mi cimenterò in alcune ipotesi che vedono protagonista il leader della lista civica cui appartenevano due dei tre fuoriusciti. Alias l'attuale vicesindaco salsese nonché recentemente accreditato, nonostante le smentite, quale futuro candidato sindaco borghigiano: Massimo Cavalli.
Ipotesi prima: costui avrebbe lanciato un messaggio politico al suo superiore perché questo non lo ostacoli nelle proprie mire espansionistiche. In caso contrario, considerando che anche i rapporti tra Rifondazione ed il Pd non sono certo idilliaci, si potrebbe ventilare l'ipotesi di un ribaltamento alla Franchi 2006.
Ipotesi seconda: la fuoriuscita dal gruppo consiliare, e immaginiamo pure dal Pd, sarebbe stato un segno di protesta per l'esclusione dal nuovo C.d.A dell'Azienda Termale Unica di Salso e Tabiano della componente cavalliana.
Ipotesi terza: qualcuno in consiglio comunale, stanco di un sindaco autocrate, assente per continue gitarelle in patria e soprattutto all'estero, e assolutamente privo di ogni contatto reale con i suoi cittadini sudditi, ha iniziato coi suoi seguaci una precoce opera di sganciamento dall'attuale primo cittadino in vista delle elezioni salsesi prossime venture.
Potrebbe pure essere che tutte le ipotesi siano plausibili. Tranne quella che vogliono farci credere i protagonisti attraverso le loro dichiarazioni alla stampa.
Insomma: acca' nissciuno è ffesso.
Staremo a vedere. Per il momento non sono in vista convocazioni del civico consesso.

 

 

Pubblicato  il 5 novembre  2008

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