Il tutto a garanzia di un prestito erogato dagli istituti di credito cittadini alla neonata azienda termale unica di Salso e Tabiano.
Prestito che dovrebbe permettere ai risanatori accorsi al capezzale della ex fiorente industria termale salsese di completare la loro opera.
Che in teoria dovrebbe consistere nel risanare appunto l'azienda ma che in pratica consiste invece nello svendere tutto lo svendibile per raccattare i soldini necessari a pagar(si) lauti stipendi, a pagare gli stipendi degli ormai pochi dipendenti rimasti, a garantire un po’ di lavoro extra a qualche impresa di costruzioni dì oltre Secchia... ops... volevo dire a riqualificare dopo l’albergo Valentini pure il Porro e a tacitare magari anche qualche creditore.
Che dire? Che come primo risultato della fusione non c’e' male? Che qualsiasi studente al terzo anno di ragioneria non avrebbe saputo far peggio?
Che almeno i tre salsesi cooptati nel CdA dell’Azienda Termale Unica avrebbero dovuto rifiutarsi di avallare questa biecamente triste situazione o in alternativa vergognarsene?
Che se questa è la strada del risanamento? Allora avrebbero ragione, nelle loro quotidiane esternazioni antimodenesi sulla gazzettistica locale, i vari Lupumberti e Luigigiuseppi.
Che a questo punto il signor sindaco farebbe meglio a congelare il progetto per la riqualificazione di piazza Berzieri, limitarsi a pagare quel centinaio di migliaia di euro allo studio di architettura che lo ha progettato, ma risparmiando il resto dell'enorme somma stanziata, lasciando il cerino acceso nelle mani delle banche che ormai sono a tutti gli effetti le vere proprietarie del nostro monumento nazionale?
Ci sovviene uno sbiadito ricordo,o meglio un ricordo in bianco e nero.
Correva la fine degli anni 50 o l’inizio dei Sessanta e nei cinema parrocchiali, che allora a Salso erano due, veniva proiettata una pellicola con Totò, dal titolo Tototruffa o qualcosa del genere, in cui si raccontava la comica vicenda della tentata vendita della fontana di Trevi a uno sprovveduto miliardario americano.
Bene. Ora anche a Salso abbiamo i nostri Totò. Solo che la controparte è tutt’altro che sprovveduta.
I veri sprovveduti sono coloro che hanno messo in mano ai Totò nostrani il destino di Salsomaggiore.
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